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Auto: dal 2018 stop agli Euro 3 nella pianura Padana

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Con l’auto diesel muoversi sarà sempre più difficile. Almeno nella pianura Padana. Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte hanno infatti firmato a Bologna un patto anti smog con il ministero dell’Ambiente. Lo scopo è limitare in modo omogeneo e progressivo la circolazione in particolare dei modelli alimentati a gasolio. Con l’obiettivo di ottenere una drastica riduzione dell’emissione di polveri sottili e biossido di azoto. E dei gravi problemi sanitari che ne conseguono. È un tema che coinvolge quasi 24 milioni di persone, pari al 40% della popolazione nazionale. Senza dimenticare che nelle 4 regioni si produce più del 50% del Pil italiano. Ma lo scopo dell’accordo è anche evitare le sanzioni dell’Unione europea. Bruxelles infatti aveva richiamato più volte l’Italia sul problema smog. E si era detta pronta a punire il nostro Paese se non avesse affrontato il problema dell’inquinamento, particolarmente pesante nella pianura Padana.

Una stretta progressiva

Così entro il 1° ottobre 2018 nei comuni con più di 30mila abitanti dal lunedì al venerdì, tra le 8.30 e le 18.30, sarà vietata la circolazione anche ai diesel Euro 3. E questo fino al 31 marzo di ogni anno. Il provvedimento riguarderà, salvo casi indispensabili, sia i veicoli commerciali leggeri, medi e pesanti, sia le automobili. Unico vincolo all’applicazione delle limitazioni, che nei comuni sia presente un adeguato servizio di trasporto pubblico locale. E che vengano superati i valori stabiliti dalla legge di polveri sottili e biossido di azoto. Il primo allarme scatterà dopo 4 giorni consecutivi di superamento dei livelli limite, con il blocco anche degli Euro 4. E il secondo dopo 10 giorni. Chi circola con auto diesel più recenti non potrà quindi dormire sonni tranquilli. Anche perché entro il 2020 la limitazione verrà estesa comunque ai modelli Euro 4. Per gli Euro 5 si andrà invece al 2025 e per gli Euro 6 al 2027.

Investimenti pubblici per 32 milioni

Nell’accordo tra le 4 regioni padane e il dicastero dell’Ambiente presieduto da Gian Luca Galletti c’è anche l’impegno a investire denaro pubblico. Che sarà utilizzato per favorire lo svecchiamento del parco circolante e ridurre l’inquinamento in agricoltura. Il ministero finanzierà il patto con 16 milioni di euro (8 per gli eco-bonus sui veicoli). E altrettanti milioni saranno messi sul piatto dalle regioni. Ma per spingere gli automobilisti verso modelli meno inquinanti, non si esclude anche un intervento sul bollo che è di competenza regionale.

 

 

 

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