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Edwige Fenech torna in tv: omaggio di Spike alla regina della commedia sexy

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Edwige Fenech e la commedia sexy: un binomio inscindibile e indimenticabile. È per questo che Spike (canale 49 del digitale terrestre) dedica prossimamente a quest’accoppiata vincente il ciclo di film: “Edwige mon amour”. In seconda serata, però, e non nel cuore della notte.

Dal 27 maggio al 24 giugno, l’appuntamento è infatti alle 23.20, quando Spike (anche sul canale 26 di Tivùsat) per 5 domeniche consecutive proporrà nell’ordine:

  • “Giovannona coscialunga disonorata con onore” (1973), di Sergio Martino;
  • “Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda tutta calda” (1972) di Mariano Laurenti;
  • “Anna, quel particolare piacere” (1973), di Giuliano Carnimeo;
  • “I peccati di Madame Bovary” (1969), di Hans Schott-Schöbinger;
  • “Tutti i colori del buio” (1972), ancora di Sergio Martino.

Edwige, thriller e sentimenti

La scelta dei titoli, nella vastissima filmografia della sex symbol dai natali francesi ma naturalizzata italiana, è volutamente ricercata. A parte le prime due pellicole, infatti, le altre tre sono da cultori dei generi o dell’interprete. I film di Carnimeo, Schott-Schöbinger e l’ultimo di Martino, peraltro, non sono strettamente riconducibili alla commedia sexy.

Anna, quel particolare piacere” è un poliziesco ambientato nella Milano degli anni di piombo, in cui si affronta un tema di scottante attualità per allora: l’aborto. Nel cast, Corrado Pani nella parte del cattivo e John Richardson in quella dell’eroe.

I peccati di Madame Bovary” è ovviamente un libero adattamento del celeberrimo capolavoro letterario realista di Gustave Flaubert. La variante del romanzo è vistosa soprattutto nel finale, radicalmente divergente rispetto a quello del libro. La recitazione è un po’ di maniera, ma la bellezza e la sensualità della ventenne Edwige sono mozzafiato.

Tutti i colori del buio” è un thriller dal successo di pubblico e di critica. Il nucleo della trama ruota attorno a un classico del genere gotico, le sette e i santoni. Ritmo non proprio incalzante, ma riuscitissima atmosfera, a metà strada tra l’incubo e la possessione diabolica.

Cult della commedia sexy

Ad aprire il ciclo, comunque, due produzioni che non lasciano adito a dubbi fin dai titoli, entrati nell’immaginario collettivo e addirittura nell’uso comune. Rendendo un’icona anche la Fenech.

Giovannona coscialunga disonorata con onore” è un classico del trash, con un cast scoppiettante e Pippo Franco nel ruolo d’incontrastato mattatore. C’erano anche Gigi Ballista, Vittorio Caprioli, Riccardo Garrone e Francesca Romana Coluzzi. La prostituta Cocò, interpretata da Edwige, viene assoldata dal ragionier Albertini per conto del commendator La Noce, onde corrompere sessualmente l’onorevole Pedicò e sanare così qualche irregolarità ambientale della ditta.

Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda tutta calda”, sempre con sparring partner Pippo Franco e con la non troppo fortunata Karin Schubert, è ambientato nel basso medioevo delle crociate e delle cinture di castità. In salsa boccaccesca e infarcito di parecchie volgarità, che gli valsero una pesante censura, era costato 90 milioni di lire e ne aveva incassati oltre 650.

Edwige, dall’Algeria con amore

Nata in Algeria, ad Annaba (allora detta Bône, donde facili ironie) nel 1948, da padre maltese e madre italiana del Siracusano, Edwige di cognome vero fa Sfenek. Trasferitasi a Nizza con la madre dopo il divorzio dei genitori, vince nel 1967 il concorso Lady France, classificandosi terza a Lady Europa. L’anno dopo l’esordio al cinema in Italia, con il film “Samoa, regina della giungla”. Dopo due apparizioni con Franchi & Ingrassia, sfonda subito nel giallo erotico e nella commedia sexy, diventandone l’emblema assoluto. Poliziotta, pretora, insegnante, dottoressa: gli anni ’70 e la prima metà degli anni ’80 l’hanno vista incarnare letteralmente i sogni ormai non più proibiti degli italiani.

Con l’avvento dell’emittenza privata, Edwige diventa una star anche del piccolo schermo. Ancora in coppia con Lino Banfi, suo storico partner al cinema, conduce nel 1985 il varietà del sabato sera di Canale5 “Risatissima”. E poi, in Rai, due classicissime: “Domenica In” nel 1990 e il “Festival di Sanremo” nel 1991.
Quindi, con grande intelligenza e senso della misura, nonché dimostrando qualità a tutto tondo nel campo dello spettacolo, diventa produttrice televisiva e cinematografica. Il suo maggior successo in questo settore è stato senza dubbio la serie tv “Commesse” in onda sulla Rai.

Una splendida settantenne

Legata per 11 anni al regista e produttore Luciano Martino, ha avuto poi una relazione quasi ventennale con Luca Cordero di Montezemolo. Un figlio, Edwin, nato nel 1971 e dalla paternità non dichiarata (ma attribuita per anni dalla stampa scandalistica a Fabio Testi), l’ha resa nonna di una bambina di 6 anni.
Edwige Fenech, invece, quest’anno ne fa 70, la prossima vigilia di Natale. E allora, anche se in anticipo, tanti auguri a lei e buon divertimento al pubblico su Spike!

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