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Equitalia: la cartella via email non è valida

L’ha stabilito la Commissione tributaria di Savona: è nulla la cartella spedita dal Fisco anche con la Posta elettronica certificata.

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Equitalia invia al contribuente un’intimazione di pagamento via email? È da considerarsi nulla, anche se è notificata con la Posta elettronica certificata (Pec).  Il pdf in allegato con la cartella manca dei requisiti legali che deve avere il documento informatico. L’ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Savona lo scorso 10 febbraio con due sentenze (la 100 e la 101). Ma andiamo con ordine e vediamo perché.

Le ragioni del contribuente 

Alla società che ha fatto ricorso, come spiega lo “Studio Cataldi”, erano state inviate da Equitalia diverse cartelle con richieste di pagamento. E tra queste c’erano due avvisi di intimazione per Ires e Irap. Il ricorrente ha sostenuto che i due documenti inviati dal Fisco via Pec non erano da considerarsi legittimi. Perché “del tutto carenti di quelle procedure atte a garantire la genuina paternità. Nonché mancanti della firma informatica e/o digitale“. Poi non rispettavano i “criteri di univocità e di immodificabilità”. Di conseguenza, i due documenti non potevano garantire il loro indispensabile “valore di certezza e di corrispondenza“.

Equitalia: pdf bocciato

La Commissione tributaria provinciale di Savona ha analizzato le contestazioni della perizia depositata dal contribuente. Nella sentenza ha fatto riferimento alla delibera n° 45 del 21/5/2009 del Centro nazionale informatica nella pubblica amministrazione, in merito alla firma digitale e alle caratteristiche che devono avere i documenti informatici. Infine, ha richiamato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22/2/2013in materia di “generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali”. Sulla base di questo quadro giuridico, ha deciso di annullare l’intimazione di pagamento di Equitalia per la nullità della notifica. In sostanza, la Commissione ha contestato non tanto l’invio dell’email notificata con la Pec. Ma l’allegato in formato pdf, che non aveva alcun valore di prova e andava considerato solo come una mera copia informatica.

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Giovanni Volpi
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, Telepiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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