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Festival: perché il karaoke di Baglioni ha sbancato Sanremo?

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Claudio Baglioni con Gianna Nannini

Festival: comunque vada sarà un successo. Naturalmente stiamo parlando di Baglioni e della serata finale di questo 68° Sanremo. Dopo l’exploit dell’esordio con Fiorello, attribuito (anche da noi) soprattutto alla presenza dello showman, Baglioni non ha fatto una piega. Seconda, terza e quarta serata del Festival sono state un successo di pubblico crescente, che ha staccato tutte le edizioni precedenti. Basti ricordare il risultato di ieri sera: un record da 10.108.000 telespettatori con il 51,1% di share. Lo scorso anno, nella stessa serata, la coppia Conti-De Filippi avevano ottenuto uno share del 47,05% con 9.886.000 persone davanti alla tv.

Festival: a ritmo di karaoke

Altro che puntiamo al 40%, annunciato alla partenza dal direttore di Rai1 Angelo Teodoli. E altro che sarà un Festival più artistico che televisivo. I risultati dicono qualcosa di diverso: è stata una kermesse artistica e televisiva, eccome se televisiva. Ma non secondo i canoni classici sanremesi e cioè un pullulare di star internazionali, personaggi del momento e comicità imperante sul palco dell’Ariston.

L’asso pigliatutto, inizialmente sottovalutato, è stato lui e solo lui. Baglioni, il “dittatore artistico”, e la sua storia musicale che per 50 anni, al di là dei gusti, ha accompagnato la vita del nostro Paese. Non c’è niente da fare, la sensazione è stata quella di un mega karaoke baglioniano, interrotto, tra un siparietto e l’altro, dalle canzoni in gara. E da quelle dei super ospiti musicali, in luce guarda caso soprattutto nel momento del duetto con il Claudio nazionale sulle note di uno dei suoi storici successi.

Festival: e dopo Baglioni?

In questo storytelling sentimentale, che ha affascinato i telespettatori sempre più rapiti dagli evergreen del divo Claudio, la Hunziker e Favino si sono rivelati a loro agio come spalle del cantautore romano. Che anche nei panni del conduttore ha saputo conquistare con un aplomb istrionico e sorprendente.

E il pubblico, che in questa tv ha sempre ragione, serata dopo serata ha aspettato paziente per tirar fuori i suoi ricordi. E ha mandato in soffitta i dubbi e le critiche che molti, noi compresi, avevano espresso a suo tempo. Insomma, l’onda potente del passato baglioniano ha travolto tutto e tutti, a partire dalle canzoni in gara, ridotte a corollario della celebrazione del cantautore romano, vero “mattatore artistico” di questa 68ª edizione.
Che dire, dopo un successo del genere da lunedì il problema sarà tutto della Rai. Perché trovare in giro un altro Baglioni per il prossimo Sanremo non sarà facile.

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