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Fisco: peggio di noi solo Turchia e Brasile

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Fisco: la giungla italiana è sul podio mondiale. Peggio di noi per complessità del sistema tributario ci sono solo Turchia e Brasile. E se a livello planetario siamo al 3° posto, in questa classifica negativa la leadership europea non ce la toglie nessuno. A dirlo è il Financial Complexity Index 2017. Nel report preparato da Tmf Group – leader internazionale nella consulenza fiscale e assicurativa – vengono analizzati gli ordinamenti di 94 Paesi europei, asiatici, mediorientali, africani, americani. E alla base dell’analisi ci sono 4 differenti parametri di valutazione: adempimenti, tassazione, contabilità e dichiarazioni fiscali. Ma torniamo alle prime 10 posizioni della classifica. Dopo Turchia, Brasile e Italia, seguono Grecia e Vietnam. Poi ci sono Colombia, Cina e Belgio. Chiudono la top ten Argentina e India. Per trovare la Francia bisogna scendere all’11° posto, mentre la Spagna è al 18°. Il Regno Unito è in 78ª posizione e la Svizzera all’87° posto. L’ultima casella, la 94ª della classifica, è invece appannaggio delle Isole Cayman, ben note come paradiso fiscale.

Il focus sul fisco italiano

L’Italia, spiega il report di Tmf, ha lavorato per ridurre la tassazione e allineare le misure contabili alle regole internazionali. Ma non basta. Presenta ancora troppi aspetti negativi che la portano al primo posto nell’Unione europea e al terzo nel mondo per complessità del sistema fiscale. Uno dei problemi per le aziende straniere è l’obbligo di tenere la contabilità solo in italiano. Stesso discorso per il conto economico e lo stato patrimoniale, legati alle prescrizioni del Codice civile. Altro punto debole è l’esposizione dei rendiconti esclusivamente in euro. Ma la bocciatura è legata soprattutto alla complicazione del nostro sistema impositivo. In particolare, pesa la tripartizione della riscossione tra Stato, Regioni e Comuni. Un sistema che genera difficoltà per i versamenti, ma anche nei rapporti con enti e istituzioni e per eventuali pratiche di rimborso. Insomma, con un fisco così, e non potrebbe essere altrimenti, anche il più volenteroso degli investitori esteri ci pensa due volte prima di mettere piede in Italia.

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