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Governo Conte: quanto durerà la luna di miele per Salvini e Di Maio?

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Governo Conte al via. E c’è già chi scommette che l’esecutivo giallo-verde non mangerà il panettone. Alcuni nomi della compagine però sono di vaglia. Dal redivivo Savona, passato agli Affari Europei, a Moavero Milanesi, che siederà agli Esteri. Dal professor Tria, erede di Padoan all’Economia, al generale Costa, nuovo ministro dell’Ambiente.

Insomma, premier a parte, e non ce ne voglia il professor Conte che ci auguriamo sia capace di stupirci da palazzo Chigi, alcuni pezzi da novanta – da dare in pasto ai mercati e per “la gioia” Bruxelles – sono stati messi in campo. Con qualche soddisfazione anche per Mattarella, che comunque su Savona almeno un passo di lato ha dovuto farlo.

E adesso? Una volta appagate le curiosità del “pubblico” anche su alcuni neo ministri quasi sconosciuti, i riflettori torneranno ad essere puntati soprattutto sui due vice del governo Conte, gli attori protagonisti dell’esecutivo giallo-verde.

Il Viminale di Salvini

Il vicepremier leghista si è preso il ministero dell’Interno, una gatta da pelare mica indifferente. Perché un conto è sparare a zero un giorno sì e l’altro pure dai banchi dell’opposizione sulla gestione dei migranti e sui problemi della sicurezza ad ogni fatto di cronaca. Un altro è guidare il Viminale. Prima di Salvini sono passati di lì non solo Alfano o Maroni, ma anche personaggi come Cossiga, Scalfaro e Napolitano, tanto per fermarci ai Presidenti della Repubblica. Lascerà il segno? Di certo il leader leghista ci proverà. E dopo tutto quello che ha detto e promesso ai suoi elettori difficilmente Salvini potrà usare il guanto di velluto. Quindi, le scintille alla guida di una macchina burocratica tra le più complesse del potere esecutivo sono abbastanza prevedibili.

Di Maio super ministro

Partita altrettanto difficile, se non di più, per il vicepremier a 5 Stelle. Di Maio raddoppia, unificando sotto il suo controllo il ministero dello Sviluppo economico e quello del Lavoro e Politiche sociali. Sul tavolo arriveranno prima di tutto la riforma della Fornero e l’introduzione dell’amato reddito di cittadinanza. E poi dovrà fare i conti con il Jobs act, difeso dal mondo delle imprese ma accusato di aver fatto crescere il precariato. Non c’è che dire, anche per lui passare dalle parole ai fatti sarà una bella sfida.

Governo Conte e luna di miele

I leader di Lega e 5 Stelle poi dovranno tenere sotto controllo l’applicazione delle altre clausole del contratto, dalla flat tax alle trattative con Bruxelles. Ma il tempo stringe. E partire bene per il governo Conte è fondamentale. Perché dopo le estenuanti trattative e le giravolte degli ultimi mesi, e dopo una luna di miele che potrebbe durare i classici 100 giorni, in autunno gli italiani cominceranno a battere cassa. E di certo, dopo tante promesse, non faranno grandi sconti a nessuno dei due.

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