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Immigrati: l’Italia valuta i visti temporanei per farli entrare in Europa

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Immigrati, il braccio di ferro continua. Ma stavolta l’Italia sembrerebbe decisa a tirar fuori i muscoli e ad andare fino in fondo. Un passo che rivaluterebbe il governo agli occhi degli italiani su un problema sempre più sentito come quello degli sbarchi. Il premier Gentiloni sarebbe “furioso” verso i partner continentali. E con i suoi ministri sarebbe pronto a concedere 200mila visti temporanei validi per l’Unione europea. In tal modo i migranti sbarcati sulle coste italiane potrebbero andare in nord Europa.

L’opzione “nucleare”

A dare conto di quanto sarebbe in preparazione a Palazzo Chigi è il Times, che definisce la mossa una “opzione nucleare”. Una minaccia che potrebbe cambiare gli equilibri in gioco e permetterebbe all’Italia di ottenere due risultati importanti. Allentare la tensione sempre più alta sul territorio. E pressare in modo più forte su Bruxelles perché riconsideri le sue posizioni sulla crisi degli immigrati. Una mossa che potrebbe spingere Francia e Germania, ma anche la Spagna, a rivedere il rifiuto di accoglierli. Le fonti citate dal quotidiano londinese sono due politici italiani. Il vice ministro degli Esteri Mario Giro. E il senatore Luigi Manconi, che presiede la Commissione per i diritti umani. Entrambi avrebbero dato conferma che i visti temporanei sono in discussione.

La direttiva balcanica

Ma qual è la norma che consentirebbe all’Italia di concedere visti temporanei agli immigrati perché raggiungano gli altri Paesi dell’Unione? Sempre secondo il Times, il governo potrebbe utilizzare una direttiva Ue, la 2001/55. Si tratta di una norma entrata in vigore a seguito della guerra nei Balcani. Ai più sconosciuta, aveva l’obiettivo di favorire lo spostamento dei profughi.

Immigrati: sciolto il nodo Ong

Intanto il governo ha messo a segno un altro punto a suo favore. Bruxelles infatti ha dato il via libera al codice proposto dall’Italia sulle Ong, come si apprende dal Dipartimento di Pubblica sicurezza. Si tratta di regolamentare le attività delle organizzazioni non governative che finora incrociano liberamente nel Mediterraneo centrale. E che vanno in soccorso degli immigrati con le le loro navi sbarcandoli nei nostri porti. Il codice, secondo le prime indiscrezioni, dovrebbe fissare in modo chiaro, regole e principi di comportamento. E chi non lo sottoscriverà non potrà attraccare nei porti italiani. Ecco alcuni di quelli che potrebbero essere i punti chiave del documento. Divieto di incrociare nelle acque libiche e di spostare le persone soccorse su altre navi. Dichiarazione delle fonti di finanziamento. Possesso di certificazioni di idoneità tecnica. Dovere di trasmettere alle autorità di polizia italiane tutte le informazioni necessarie all’attività investigativa.

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