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Internet: tutti i numeri sui pericoli del web

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Internet, croce e delizia dei nostri tempi. Difficile resistergli. Ma se la rete offre grandi opportunità di conoscenza, condivisione e business, gli allarmi sui problemi e i pericoli creati dalla dipendenza dal web si moltiplicano e si fanno pressanti.

Internet: ragazzi sempre più connessi

Partiamo dai giovani. Oltre la metà dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni (il 51%) controlla lo smartphone almeno 75 volte al giorno. E il 7% arriva anche a 110 volte. Nel 79% dei casi non riescono a staccarsi da telefonini, tablet o computer per più di 3 ore durante la giornata. I dati arrivano dall’Associazione Di.Te. (Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullism), che ha svolto di recente un sondaggio online su 500 persone di età compresa tra i 15 e i 50 anni.

Ma c’è di più. Uno studio dell’Osservatorio nazionale adolescenza su un campione di 8.000 ragazzi a partire dagli 11 anni rivela numeri, se possibile, ancora più inquietanti. Il 98% tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone da quando ne aveva 10. E oggi l’età media dell’uso del primo cellulare è scesa attorno ai 9 anni.

Social e app

Passando ai profili social, il 95% degli adolescenti ne ha almeno uno, contro il 77% dei preadolescenti. Se il primo è stato aperto a circa 12 anni, la maggior parte dei ragazzi poi arriva a gestire in parallelo 5-6 profili, insieme a 2-3 app di messaggistica istantanea. E il 14% ha ammesso di avere un finto profilo sconosciuto ai più, genitori compresi, con tutto quello che ne consegue, a partire dal rischio grooming (l’adescamento di minori online). Il 60% dei ragazzi ha poi affermato, per esempio, di non poter più fare a meno di WhatsApp. Tra loro, quasi tutti lo usano quotidianamente per scambiarsi i compiti (93%), ma anche per chattare di continuo (70%).

Internet: e gli adulti?

Anche i grandi però non sono meno coinvolti dal mondo virtuale. Secondo il sondaggio Di.Te., il 49% degli intervistati con più di 35 anni non “vive” senza smartphone. E arriva a controllare l’arrivo di notifiche, messaggi o mail minimo 43 volte al giorno. Il 6% arriva a quasi 65 volte e il 58% non resiste più di 3 ore senza dare uno sguardo allo schermo per controllare se ci sono novità.

Dalla Fomo al Vamping

Così le dipendenze generate dal web sono diventate molteplici. C’è la Fomo (fear of missing out) e cioè la preoccupazione di essere tagliati fuori da qualcosa che viaggia in rete. E c’è la Nomofobia (no-mobile-phone), il terrore di aver dimenticato il cellulare e di non poterlo controllare. Poi, ecco il Vamping, di gran moda tra i giovanissimi. Come vampiri, si aggirano in rete nelle ore notturne tra social e giochi.

Internet, selfie e like addiction

Sempre i più giovani, ma di certo anche un bel numero di adulti, sul web sono all spasmodica ricerca di approvazione, e cioè di like e follower, mettendo in vetrina sui vari Facebook, Instagram e Snapchat, tutto ciò che fanno, documentato naturalmente da foto, selfie e video. Un meccanismo, quello della like addiction, diventato sempre più devastante, per non parlare del fenomeno sexting (testi o immagini sessualmente espliciti).

Il report dell’Osservatorio nazionale adolescenza ha evidenziato infatti che il 13% dei ragazzi ha seguito una dieta per essere più fotogenico nei selfie. Il 10% ne fa di pericolosi e il 12% è stato sfidato a farsi foto estreme per dimostrare il proprio coraggio, rivelando come il fenomeno delle “challenge” si sta pericolosamente allargando in rete.

Solleviamo lo sguardo

Sono dati non molto diversi dalla percezione che si ha uscendo di casa e guardandosi attorno. Tutti passano il tempo ripiegati sullo smartphone, in molti casi anche alla guida, mettendo in pericolo la propria vita e quella degli altri. Così, senza retorica, una presa di coscienza è necessaria per spezzare le catene da quella che sta diventando una vera schiavitù.

A partire dal nostro quotidiano, dalle mura di casa, dai messaggi, e non online, da mandare ai nostri figli, che spesso per primi ci rimproverano di rimando per il tempo che anche noi passiamo al telefonino. E ai quali mettiamo in mano uno smartphone con l’illusione di poterli controllare o di averli più vicini, anche se poi, come abbiamo visto, accade esattamente il contrario. Con il rischio dell’isolamento, loro e nostro, in mondi che escludono l’un l’altro.

E i ragazzi? Anche se iperconnessi, cominciano comunque a capire quali siano i pericoli in rete. Secondo Telefono Azzurro il 40%, tra gli 8 e i 18 anni, è consapevole di come Internet possa rappresentare una minaccia. E teme che il web possa essere un veicolo di bullismo e comportamenti vessatori. Insomma, serviranno anche norme più severe. Ma non va mai dimenticato, parafrasando lo slogan del Safer Internet Day, che se del web non possiamo fare a meno, una migliore connessione in rete inizia sempre da noi.

 

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