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Iva nelle bollette di luce e gas: monta la protesta dei cittadini

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L’Iva nelle bollette di luce e gas non è corretta? Agli utenti spetta quindi un rimborso? Le domande agitano la rete. E di conseguenza i cittadini, che ormai usano il web come un tam tam. Ma le questioni potrebbero creare grossi problemi anche a chi gestisce altre reti, come quelle dell’energia elettrica e del gas. E naturalmente a chi dell’Iva ne percepisce i proventi e cioè allo Stato italiano. Vediamo perché.

In bolletta paghiamo l’Iva anche sulle accise

In ogni bolletta che ci arriva sono indicati il consumo (spesa energia/trasporto/oneri di sistema) l’Iva e le accise. Ma c’è un problema: l’Iva nelle bollette è calcolata anche sulle accise. Roba da pochi euro, per carità. Ma se moltiplichiamo questo importo per i milioni di utenti italiani ci possiamo rendere conto dell’enormità del problema. Secondo i primi calcoli, in base a circa 21 milioni di utenze attive, lo Stato potrebbe essere costretto a restituire circa 2 miliardi di euro.

La sentenza della Cassazione

Ma vediamo che cos’è l’accisa. Secondo l’enciclopedia Treccani è un “tributo indiretto applicato sulla produzione o sul consumo di determinati beni”. Sono famose quelle sulla benzina, che comprendono ancora la guerra d’Abissinia e il terremoto del Belice. Ma sono dunque tributi e secondo la Cassazione (e anche la logica) “salvo deroga esplicita, un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra” (Sezioni Unite n. 3671/97).

La petizione Scavetta

Su queste premesse Giuliano Scavetta ha lanciato su Change.org una raccolta di firme. Dal 14 maggio ne sono state raccolte quasi 52mila per iniziare una class action contro Enel e le altre società addette alla fornitura dell’energia. Il tutto è partito da un ricorso contro l’Enel di un cittadino veneziano che aveva adito il giudice di Pace. E si era visto riconoscere un rimborso di più di 103 euro oltre interessi e spese legali. Il tutto “per 8 bollette relative alla fornitura di gas e di 12 bollette per la fornitura dell’elettricità”, spiega Scavetta. 

La sede centrale dell’Enel a Roma

I vantaggi della class action

Resa famosa negli Stati Uniti dalle cause contro le multinazionali del tabacco, la class action è stata introdotta anche in Italia dalla legge 24 dicembre 2007 n. 244. I risultati finora sono stati molto scarsi, perché poco utilizzata. La norma consente anche a comitati o ad associazioni di consumatori di promuovere azioni legali collettive contro lo stesso soggetto. I pregi? La suddivisione del rischio tra moltissimi soggetti. Chi mai inizierebbe una causa civile per pochi euro, con la prospettiva di pagare onerose parcelle legali? Ma se i proponenti sono migliaia o decine di migliaia il rischio diventa trascurabile.
E anche ingiustizie di principio, ma dal relativo valore economico per il singolo, possono essere eliminate a vantaggio di tutti. Insomma, il calcolo dell’Iva nelle bollette di luce e gas per il governo rischia di diventare una bomba a orologeria difficile da disinnescare.

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