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La Corrida: stavolta ci prova Carlo Conti, ma Corrado è indimenticabile

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Carlo Conti e nel riquadro Corrado

La Corrida è stata un’invenzione Corrado. E come dimenticarlo? 50 anni fa andava in onda la prima puntata radiofonica. Nei paragoni degli italiani “La Corrida” stava a Corrado come “Rischiatutto” al grande Mike. Nelle mani dell’indimenticabile presentatore era un programma unico. Fresco e capace di provocare risate sincere sull’onda delle pittoresche esibizioni dei suoi “dilettanti allo sbaraglio”. Insomma, un gioiello di varietà, prima radiofonico sulla Rai e poi televisivo su Canale5. In una parola, inarrivabile: quanti programmi sono passati dalla radio al piccolo schermo con tanto successo?
Dopo le dieci stagioni di Corrado (1986-1997) in tv ci sono stati i remake di Gerry Scotti (2002-2009). E adesso, a 7 anni dall’ultima edizione su Canale5 con Flavio Insinna, ecco arrivare l’ennesima versione de “La Corrida”, stavolta targata viale Mazzini. Il primo dei 6 appuntamenti è per venerdì 13 aprile, naturalmente in prima serata su Rai1 con la conduzione di Carlo Conti.

La Corrida di viale Mazzini

Ritorno alle origini “nel segno di Corrado”, promette Conti. Il programma, infatti, contiene tutti gli ingredienti che lo hanno reso tanto popolare. Ci sarà la valletta “ufficiale” Ludovica Caramis. Ma soprattutto quella scelta a caso tra il pubblico in ogni puntata. Così come non mancheranno il corpo di ballo, il semaforo verde e l’accompagnamento musicale. Col maestro Pinuccio Pirazzoli “nei panni” dell’indimenticabile Roberto Pregadio.
Poi, naturalmente ci saranno loro. I dilettanti allo sbaraglio: 15 a puntata, scelti tra 5mila provini fatti in tutt’Italia. E il pubblico? L’altro grande protagonista del programma sarà armato come vuole la tradizione con campanacci ed altri accessori per valutare rumorosamente le esibizioni dei concorrenti.

Maneggiare con cura

Conti, da professionista consumato, sa che la sfida è difficile. “La Corrida” va maneggiata con cura: “Noi cinquantenni che facciamo questo mestiere abbiamo guardato a Corrado con ammirazione per la sua professionalità, la sua ironia ma anche per il suo rispetto dei concorrenti. La Corrida è stato un programma rivoluzionario. Voglio riportare a casa questo show con quella spontaneità e leggerezza”. Perché, ha ricordato il conduttore, chi sale sul palco “non ha grandi velleità. In certi momenti non capisci se siamo noi che li prendiamo in giro o se sono loro che prendono in giro noi”.
Indubbiamente lo spirito è quello giusto. Però Corrado non c’è. E non per essere nostalgici, ma “La Corrida” senza di lui è un altro programma. Magari di successo, ma sempre un altro programma.

 

 

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