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Lavoro: 6 italiani su 10 pronti ad andare all’estero

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Sul mercato del lavoro vincono ancora i contratti a termine su quelli a tempo indeterminato. A confermarlo anche i dati Istat relativi al mese di giugno. E allora 6 italiani su 10 si dicono pronti a prendere in considerazione l’idea di emigrare. Oppure di trasferirsi temporaneamente all’estero per trovare un impiego non disponibile nel nostro Paese. A chi l’hanno raccontato? Al big delle risorse umane Randstad che conduce un’indagine trimestrale, coinvolgendo un campione di 400 lavoratori ciascuno in ben 33 Paesi. E comparando i risultati italiani (60%) con quelli degli altri lavoratori, soltanto gli spagnoli (64%) ci superano nella propensione ad emigrare. D’altra parte, questo segnale che arriva dal Randstad Workmonitor ha già dei riscontri concreti. Non va dimenticato, infatti, che oltre 500mila italiani hanno lasciato il nostro Paese per lavorare all’estero. Anche perché, in particolare dopo la fine degli sgravi contributivi che hanno incentivato le aziende a fare assunzioni stabili, il posto fisso è diventato un miraggio. E gli italiani ne sono ben coscienti.

Addio al lavoro per sempre

Secondo il report di Randstad infatti 3 lavoratori su 4 si sono ormai rassegnati all’idea che il posto fisso non esista più. Questa provvisorietà, come segnala anche Repubblica, è avvertita di più dalle donne (77%) e meno dagli uomini (70%). Guardando alle fasce d’età, il 76% dei dipendenti tra i 45 e 67 anni considera il posto fisso come un’ipotesi tramontata, contro il 72% degli occupati tra i 18 e i 44 anni. Una valutazione che spinge comunque a una reazione positiva. Il 91% infatti è disposto a investire nella formazione continua per restare competitivo sul mercato del lavoro. L’85% accetterebbe un contratto a termine pur di non restare disoccupato. Mentre il 44% si dice disponibile a una riduzione di stipendio pur di non perdere il posto.

Posto fisso: come la pensano gli altri

Gli italiani comunque sono in linea con le valutazioni dei colleghi stranieri. A ritenere il posto fisso come un’idea del passato sono in media il 73% dei lavoratori mondiali. Ma l’Europa è spaccata in due. I lavoratori dei Paesi del sud, e cioè di Portogallo (86%), Grecia (82%), Francia (80%) e Spagna (77%), sull’addio al posto sicuro sono addirittura più pessimisti di noi. Mentre quelli di Germania (71%), Svezia (67%), Danimarca (66%), Norvegia (62%) e Lussemburgo (53%) si sentono più garantiti e pensano di poter stare a lungo con lo stesso datore di lavoro.

 

 

 

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