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Mario Delpini: identikit e sfide del nuovo arcivescovo di Milano

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Mario Delpini, il nuovo arcivescovo di Milano

Auguri a Mario Delpini, nuovo arcivescovo di Milano. Salire i gradini della cattedra di Ambrogio e Carlo, farebbe venire le vertigini a qualunque prete. Tanto più oggi, quando si sa che la gran parte degli onori si è smarrita, e gli oneri al contrario sono accresciuti. Fino a 50 anni fa, capitava poi di ridiscenderli per salire su quella romana di Pietro e Paolo. Una sorte toccata, nel Novecento, a due pastori ambrosiani: Achille Ratti (Pio XI), e Giovanni Battista Montini (Paolo VI). Chi si trasferisce in Piazza Fontana si trova dunque in buona compagnia. Anche perché, oltre ai Papi, tra i predecessori incontra santi uomini beatificati (come Ferrari e Schuster) e personalità influentissime sulla cultura e nella società (come Martini).

La carriera di Delpini

Adesso è toccato a Papa Francesco dare un nuovo arcivescovo al capoluogo lombardo. Angelo Scola ha lasciato dopo 6 anni (proveniva dalla sede patriarcale di Venezia), ed al suo posto è stato nominato appunto monsignor Delpini, già vescovo ausiliare e vicario generale del capoluogo lombardo. Varesotto, 66 anni fra due settimane. Laureato alla Cattolica in lettere classiche, licenziato in teologia alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, diplomato in scienze teologiche e patristiche all’Augustinianum di Roma. È stato docente e rettore del seminario minore di Venegono. Quindi Rettore Maggiore dei Seminari Milanesi dal 2000 al 2006. Vicario episcopale del cardinale Tettamanzi per la zona pastorale VI di Melegnano dal 2006 al 2012, come numero due di Scola, è stato anche vicario per la formazione permanente del Clero e responsabile dei sacerdoti nel primo quinquennio dall’ordinazione.

Un ottimo divulgatore

Scrittore prolifico, all’interesse per gli argomenti specifici dei suoi studi di patrologia, ha unito quello per la divulgazione, con un linguaggio semplice ed efficace. Citiamo due dei suoi titoli, a loro modo significativi dell’indole del pastore. «Reverendo, che maniere!», un piccolo galateo pastorale per sacerdoti. «E la farfalla volò», antologia di racconti per ragazzi, tra il fascino della fiaba e la ricerca di spunti di spiritualità autenticamente evangelica.

Delpini e la più grande diocesi d’Europa 

Veniamo a Milano, che rappresenta una vera sfida. Perché? Basti dire che si tratta della più grande diocesi d’Europa, ed una delle maggiori del mondo. Conta quasi 5 milioni e mezzo di abitanti, 5 vescovi ausiliari, 2000 preti, 800 religiosi, 6000 religiose, 1107 parrocchie, 7 zone pastorali, 73 decanati. La scelta di Delpini è assolutamente conforme all’identikit del pastore preferito da Francesco: mite, semplice, povero (risiedeva nella casa per il clero anziano), ed amante dei piccoli in tutte le accezioni evangeliche. Mentre è sorprendente in quanto interna al clero milanese.

Da Papa Francesco un’altra scelta inedita

La designazione del vicario generale del vescovo uscente è infatti un inedito a memoria d’uomo per una diocesi come Milano. E la scelta, per gli echi che è in grado di suscitare, è sempre stata considerata una di quelle in certo modo qualificanti per il pontificato. Le prime dichiarazioni di monsignor Delpini sono state improntate a gratitudine per il Papa e per Scola, alla sottolineatura della propria inadeguatezza, e ad una fiduciosa apertura alla collaborazione con i sacerdoti, i laici, e tutta la cittadinanza. Ha detto di essere un prete, e dunque di dover incitare a ricordarsi di Dio. E ha domandato gioia per i suoi fedeli, in una comunità composita, ricca di tradizioni culturali differenti, ma sempre capace di costruire un’appartenenza unitaria.

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