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Meloni: sarà l’ago della bilancia per il governo di Salvini e Di Maio?

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Meloni: se non sarà una premier a insediarsi a palazzo Chigi, come aveva in mente Mattarella per “il governo neutro”, una donna comunque potrebbe essere determinante per il prossimo esecutivo. E questa donna è il segretario di Fratelli d’Italia. A dirlo, intanto che Di Maio e Salvini trattano febbrilmente su nomi e programmi, dopo “l’astensione” più o meno critica o benevola di Berlusconi, è la matematica.

Il nodo del Senato

I numeri infatti parlano chiaro. Alla Camera dei deputati Lega e 5 Stelle contano su una solida maggioranza parlamentare. E quindi non hanno bisogno dei voti di altri alleati. Ma l’asino casca al Senato. Perché a palazzo Madama Di Maio e Salvini hanno invece una maggioranza molto risicata, di soli 7 senatori. Troppo pochi per affrontare una partita così delicata come l’avvio del primo governo “giallo-verde”.

Ecco perché Giorgia Meloni potrebbe essere determinante, visto che a palazzo Madama Fratelli d’Italia conta su un manipolo di 18 senatori. Un numero di voti favorevoli che darebbe ben altra consistenza alla maggioranza. Con una forza politica strutturata a sostenere il governo, e senza il bisogno di andare subito a caccia di voti tra “responsabili” di varia natura e provenienza.

Meloni sì, Meloni no

Così, a questo punto delle trattative, la leader di Fratelli d’Italia è uscita allo scoperto. E ha dettato le sue condizioni. “Ci chiedono se sosterremo o no il governo 5 Stelle – Lega”, scrive sulla sua pagina Facebook. “Voglio rispondere a questa domanda pubblicamente e non con trattative sotterranee che non ci sono mai appartenute”.

Il punto iniziale toccato dalla Meloni è su chi salirà a palazzo Chigi. “In primo luogo la nostra scelta non può prescindere da chi sarà il presidente del Consiglio”, scrive. “Perché è evidente che chi guida il governo ne caratterizza l’azione”. Ed è chiaro, tra le righe, come sarebbe molto gradito un esponente dell’alleato leghista o comunque di centrodestra.

Ma non è finita qui. “In secondo luogo – spiega Meloni – condizioniamo qualsiasi nostra scelta successiva a questi tre No e tre Sì, per noi irrinunciabili:

  • No alla patrimoniale e a qualsiasi introduzione di nuove tasse.
  • No allo ius soli.
  • No alla possibilità dell’adozione per coppie dello stesso sesso.
  • Sì alla Flat Tax immediata al 15%.
  • Sì al blocco dell’immigrazione, sì all’aumento del 15% delle risorse per il comparto difesa e sicurezza, sì all’incremento dei militari nei luoghi a rischio.
  • Sì a destinare il 50% di investimenti in nuove infrastrutture al Mezzogiorno”.

Premio di maggioranza

Infine, la leader di Fratelli d’Italia, avanza un’ultima richiesta. “A monte, resta per noi imprescindibile che il governo introduca immediatamente il premio di maggioranza nell’attuale legge elettorale così da permettere senza alibi, in caso di fallimento dell’esecutivo, l’immediato ritorno al voto”. Insomma, che piaccia o no, un’agenda chiara, di cui Salvini e Di Maio dovranno tenere conto per rendere più solido il loro tentativo. 

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