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Nord Corea: che cosa succederà il 10 ottobre?

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Nord Corea sempre nel mirino di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti è tornato a provocare Kim Jong-un alla vigilia di un anniversario importante per il regime nordcoreano. E la nuova esternazione naturalmente è stata postata su Twitter. “Presidenti e loro amministrazioni hanno parlato con la Corea del Nord per 25 anni, accordi fatti ed enormi quantità di denaro pagate… », ha scritto in un primo tweet. E in un secondo messaggio ha specificato: “…non ha funzionato, accordi violati prima che l’inchiostro si asciugasse, mettendo in ridicolo i negoziatori Usa. Mi spiace, ma solo una cosa funzionerà“. Frasi provocatorie, che preconizzano un’escalation militare, in contrasto con le sanzioni Onu che mirano a piegare la Nord Corea con altre armi. E che presto inizieranno a far sentire il loro peso sull’economia del regime comunista, a partire da quelle decise a Pechino.

Nord Corea: occhi puntati sul 10 ottobre

Come mai Trump ha lanciato questo messaggio? Le sue parole in qualche modo sembrano voler prevenire anche le prossime mosse di Kim. A Seul infatti l’allerta è ai massimi livelli, perché si temono “nuove provocazioni” per un giorno ben preciso: il 10 ottobre, 72° anniversario della fondazione del Partito dei Lavoratori nordcoreano. Così la Corea del Sud ha lanciato un avvertimento a Pyongyang. Se decidesse qualche azione per la ricorrenza, “Seul risponderebbe con fermezza in stretto coordinamento con gli Stati Uniti e la comunità internazionale”.

Lo shopping di Tokyo

A dimostrazione di quanto in Estremo Oriente stia salendo la tensione, ci sono anche le ultime mosse del Giappone. Il governo nipponico ha acquistato infatti 56 missili a media gittata da Washington. A darne l’annuncio è stato il Dipartimento di Stato statunitense. La dotazione dei missili avanzati aria-aria a medio raggio AIM-120C-7, hanno spiegato gli americani, “servirà al Giappone per munirsi di importanti capacità difensive. In modo da garantire la sicurezza del proprio territorio e la protezione del personale militare Usa”. Per i nuovi missili Tokyo ha staccato un assegno da 113 milioni di dollari (96 milioni di euro). E nel pacchetto sono inclusi il supporto tecnico-logistico e le forniture supplementari per la manutenzione. Da parte loro, i militari giapponesi hanno spiegato che “i nuovi apparati verranno assorbiti e aggiunti alla propria dotazione senza alcuna difficoltà”.

Nord Corea: notizie dalla Russia

Ma c’è un altro tassello a far pensare che Kim a breve potrebbe dare una nuova dimostrazione di forza. La notizia arriva dalla Russia, attraverso le dichiarazioni di Anton Morozov. Secondo il quotidiano Ria Novosti, il parlamentare del partito liberal democratico del nazionalista Vladimir Zhirinovski ha visitato recentemente Pyongyang con due colleghi. E nella capitale sarebbe in preparazione un nuovo test missilistico a lungo raggio. In più, i tecnici nordcoreani avrebbero mostrato a Morozov i calcoli che dimostrerebbero come la gittata dei missili di Kim possa raggiungere le coste degli Stati Uniti bagnate dal Pacifico.

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