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Papa e santo: record di Pontefici del ‘900 con l’aureola. Perché?

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Dall'alto, in senso orario: Giovanni Paolo II, Giovanni Paolo I, Paolo VI, Giovanni XXIII e Pio X

Papa e santità: un binomio sempre più frequente. Non stiamo parlando del titolo onorifico, riconosciuto ordinariamente in vita ai Pontefici. Ci riferiamo espressamente alla canonizzazione dei successori di Pietro. Perché il secolo scorso ha visto tanti vescovi di Roma elevati alla gloria degli altari, ovvero prossimi a esserli?

I santi non si contano, né si pesano come la merce al mercato. Nondimeno, il numero di Pontefici additati dalla chiesa terrestre come esempi di quella celeste è stato importante, nel ‘900. Specie se rapportato a quello delle epoche anteriori. Proviamo a interrogarci sulle possibili motivazioni di questo fatto. Cominciando da un punto sui Papi del secolo XX.

Paolo VI: il 4° Papa santo del ‘900

È di questi giorni la notizia che è vicina la canonizzazione del Beato Paolo VI (1897-1978). Collaboratore di Pio XII, continuatore dell’opera di Giovanni XXIII, è il Papa del Concilio e del travaglio ecclesiale successivo. Si attende ancora la decisione finale di Papa Francesco. Ma tutto lascia intendere, come rilanciano fonti della diocesi di Brescia, che l’anno entrante vedrà il loro concittadino sugli altari.

Con Paolo VI, saliranno a 4 (su 9) i Papi del ‘900 iscritti nell’albo dei santi. Egli farà compagnia a Pio X (1835-1914), Giovanni XXIII (1881-1963) e Giovanni Paolo II (1920-2005). Non dimentichiamo, poi, che siamo a un passo dalla beatificazione di Giovanni Paolo I (1912-1978). E che la causa del Venerabile Pio XII (1876-1958), per quanto attualmente in stallo, potrebbe comunque avanzare rapidamente.

Pio V: unico santo nei 6 secoli precedenti

Il confronto con le canonizzazioni dei Pontefici nei secoli precedenti è impressionante. I Papi canonizzati, a oggi, sono complessivamente 82, su un totale di 266. Ma, prima di Pio X, primo canonizzato del e nel XX secolo, l’ultimo Papa santo era Pio V (1504-1572). Il Papa del messale tridentino e della battaglia di Lepanto venne canonizzato da Clemente XI nel 1712.

Prima di lui, l’ultimo Papa elevato alla gloria degli altari era Celestino V. Morto nel 1296 e canonizzato nel 1313 da Clemente V, è colui che secondo Dante fece “per viltade il gran rifiuto”. Per 4 secoli, dunque (inizio Trecento-inizio Settecento), nessun Papa è più stato canonizzato. E, dopo Pio V nel 1712, bisognerà attendere il 1954 per vedere santificato Pio X. Non dimentichiamo, però, che Pio IX (1792-1878) è Beato dal 2000.
Insomma, nell’arco di 6 secoli, dal XIV al XX, un solo successore di Pietro ha avuto il serto della santità.

Giovanni Paolo II e la “santità ordinaria”

Veniamo ad abbozzare una spiegazione del proliferare di santificazioni dei Pontefici nel secolo scorso. Le ragioni sono senz’altro molteplici, ma resta incerto come si combinino fra loro.

In generale, possiamo notare come il concetto di umana santità sia mutato, nel sentire della Chiesa Cattolica. Specie Giovanni Paolo II, che ha fatto un gran numero di santi e beati, ha sostenuto la “santità ordinaria”. Cioè, una santità fatta non di azioni straordinarie, ma straordinariamente coraggiose, nel contesto in cui vengono compiute. Da questo punto di vista, perciò, anche la canonizzazione di ecclesiastici al massimo livello si spiega più agevolmente. Il principio è: non solamente le difficoltà materiali e, magari, l’ostilità delle autorità costituite generano la santità.

Sfida dell’indifferenza e primato della spiritualità

Quindi, bisogna considerare come, nel corso del XX secolo, la Chiesa abbia dovuto affrontare nemici temibili. Le ideologie statolatre. L’ateismo politico e quello pratico. Gli stermini e i genocidi perpetrati in Europa. La secolarizzazione e la scristianizzazione. Il crollo delle vocazioni e la polverizzazione della disciplina ecclesiastica. La ricollocazione in un ruolo sociale minoritario. Chi ha retto il Papato ha dovuto far fronte a quest’alienazione, forse ancora più pericolosa dell’aperta ostilità. E la santificazione ne dà in qualche modo atto.

La gloria degli altari riservata ai Papi potrebbe stimolare la pratica religiosa dei credenti, sempre più tiepida e relegata nel privato. E potrebbe anche incitare a un ritorno alla chiesa-istituzione, talvolta scavalcata dai movimenti carismatici.

Buon ultima, comunque, c’è forse un’altra ragione se il ‘900 ha visto più santi fra i Papi che tutti gli altri secoli. Fino ad allora, infatti, c’era lo Stato della Chiesa e il Papa esercitava il potere temporale. Il Papato era anche una potenza politica. Oggi, al netto degli inevitabili rapporti con la politica, il Papa è essenzialmente un pastore. Egli ha ritrovato la leggerezza e l’elevatezza richieste agli uomini di Dio. Il quale, non dimentichiamocelo, per chi crede è il solo Santo.

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