Home Attualità

Renzi in contropiede sull’immigrazione: ce la farà?

CONDIVIDI
renzi-in-contropiede-sullimmigrazione-ce-la-fara

Renzi e il Pd sterzano bruscamente sull’immigrazione. Complice la concomitanza tra il no delle Ong a Minniti e le inchieste sulle complicità con gli scafisti, il segretario prova a smarcarsi. La campagna elettorale è alle porte, ammesso che ne siamo davvero mai usciti. Per provare a sottrarre voti al centrodestra, ed intercettare gli indecisi, un approccio più severo all’immigrazione sembra il terreno ideale. Resta il dubbio: la conversione sarà creduta? Il partito è al governo, e se da lì non provenissero risultati, sarebbe dura attrarre voti. Intanto, però, facciamo il punto sulle indagini relative alle Ong, perché quella giudiziaria si conferma la via obbligata della politica italiana.

Ong: non solo Jugend Rettet

La Ong tedesca Jugend Rettet, per mano del suo legale, è pronta a ricorrere per ottenere il dissequestro della nave Iuventa. Fioccano poi i particolari sull’indagine condotta dalla Procura di Trapani. A solleticare la curiosità, contribuiscono i racconti di un agente dello Sco della Polizia, che ha agito per mesi sotto copertura. Infiltrato sulla nave Vos Hestia di Save the Children, ha documentato la temerarietà della condotta di Jugend Rettet, il cui equipaggio risulta indagato. Sembra che possano esserci anche ulteriori sviluppi, concernenti forse altre Ong. Un immigrato nigeriano ha raccontato agli inquirenti che minuscole barche in vetroresina, governate da persone che sembravano arabi, scortavano il barcone su cui anche lui si trovava. Si tratterebbe di ausiliari degli scafisti. Una volta accertato che i migranti potevano essere soccorsi, recuperavano motore e benzina dai gommoni. Secondo l’agente undercover, la loro presenza conferma che più di una Ong teneva dei rapporti con i trafficanti. Spetterà alla magistratura fare luce sulla natura di questi contatti.

La svolta di Renzi tra le pagine di “Avanti”

Torniamo però a Renzi, e al PdVorrei che ci liberassimo da una sorta di senso di colpa. Noi non abbiamo il dovere morale di accogliere in Italia tutte le persone che stanno peggio. Se ciò avvenisse sarebbe un disastro etico, politico, sociale e alla fine anche economico. Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro“. L’eco di questo passaggio, tratto dal suo libro “Avanti”, che il segretario del Pd sta promuovendo quest’estate, è valsa all’ex presidente del consiglio una valanga di critiche sui social. A prima vista, è un ragionamento di buon senso. E che l’adesione al buon senso appaia una svolta rispetto alla linea di un partito di governo, non conforta la politica nazionale. In confronto alle posizioni della  “Ditta (il Pd quando era ancora guidato da Bersani), la presa di distanza sembra comunque chiara nella sostanza ed è nettissima nei toni.

Il Pd renziano e la propaganda populista

Dotato di grande talento comunicativo, ed esperto nell’intuire la direzione del consenso, Renzi sa di giocarsi molto sull’immigrazione, anche nei confronti del mondo cattolico più sensibile su questo tema. Pensa di approfittare dell’offensiva giudiziaria sulle Ong. E invoca il pugno di ferro contro i disonesti. Intuisce anche l’imbarazzo dei 5 Stelle. I grillini, causa la trasversalità dei consensi tra cui pescano, evitano di assumere una posizione netta. Il Pd invece, dopo la scissione di Mdp, sembra più libero di sfatare i tabù atavici della sinistra. E di provare ancora a sfondare al centro, quando non anche direttamente nel centro-destra. La possibilità che si voti con la formula proporzionale è sempre più concreta. Questo, da una parte, riduce di molto le chance di Renzi di tornare a Palazzo Chigi. Dall’altra parte, però, ne amplia i margini di manovra in chiave strettamente elettorale. La caccia alle praterie di voti, in cui finora hanno scorrazzato solo i partiti tacciati di populismo, è aperta. Lo scout di Rignano è pronto a tentare l’avventura.

CONDIVIDI
Articolo precedentePaola Perego porta la Rai in tribunale
Articolo successivoMiami Vice: ritorno in tv firmato Vin Diesel
Corrado Cavallotti

Corrado Cavallotti è laureato con lode in Giurisprudenza all’Università Cattolica. Ha vinto il Premio Gemelli 2012 per il miglior laureato 2010 della Facoltà di Giurisprudenza di Piacenza. Ama la storia, la politica ed è appassionato di Chiesa. Scrive brevi saggi e collabora con il periodico Vita Nostra.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here