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Sanremo 2018: aiuto, ma che Festival ci aspetta?

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Pierfrancesco Favino, Claudio Baglioni e Michelle Hunziker

Sanremo 2018: ma che Festival ci aspetta? Sarà un’edizione in tono minore? Alcuni dubbi c’erano già. E dopo la conferenza stampa che ha ufficializzato Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino al fianco di Claudio Baglioni sul palco dell’Ariston, le perplessità si sono moltiplicate.

Obiettivo “solo” al 40%?

Basta ricordare quanto ha dichiarato il direttore di Rai1 Angelo Teodoli. Per un Sanremo “tutto nuovo, puntiamo al 40% di share, ma cerchiamo di superarlo, anche”. E ci mancherebbe altro, ci viene da dire, visto che l’ultima puntata del Festival 2017 by Carlo Conti, era arrivata al 58,4% di ascolti (12.022.000 telespettatori, miglior risultato dal 2002). Con una media delle 5 serate al 50,7% di share (10.848.239 telespettatori).

Un Sanremo meno televisivo?

Altro dubbio, sempre generato dalle considerazioni del direttore di Rai1. Sarà un Festival “meno televisivo e più artistico”, ha detto Teodoli, per giustificare la prudenza sugli obiettivi di share. Ma scusate, che cosa vuol dire? Sanremo, che piaccia o no, è tv allo stato puro. Il fiore all’occhiello della stagione. L’evento degli eventi, che ha l’obiettivo di incollare tutti davanti al piccolo schermo. In una parola, Sanremo è popolare. E vive della sua popolarità televisiva.

Michelle già non basta?

Così è facile pensare che nei corridoi di viale Mazzini serpeggi un “filo” di preoccupazione. Per la formula di questa edizione e per le scelte del “dittatore artistico”, come si è definito Baglioni. Così come per il trio composto con la Hunziker e Favino, che appare deboluccio. E già si parla dell’aggiunta in corsa di un’altra “presentatrice” (circola il nome di Ilaria D’Amico) per supportarli sul palco dell’Ariston.

Che gara sarà?

Altro problema: 5 serate una uguale all’altra? Di certo la scelta di cancellare quella delle cover, con i grandi successi della musica italiana, e di togliere il meccanismo delle eliminazioni lungo la settimana non aiuterà a tenere alto l’interesse per la gara tra i Big. In più, con lo scopo di aiutare le varie giurie a valutare meglio i brani, le 20 canzoni – speriamo bellissime – verranno eseguite più a lungo e ripetute più spesso che nelle edizioni passate. Giusto? Per carità, è il 68° Festival della canzone italiana, la musica è il core business, ma occhio a non esagerare.

Sanremo: e gli ospiti?

E qui entra in gioco un paradosso. Per un festival “più artistico”, che però ha bocciato le cantanti e sostanzialmente escluso i giovani dei talent, e che soprattutto perde la suspense delle eliminazioni, i tempi saranno fondamentali per dare ritmo alle serate in onda dal 6 al 10 febbraio. E quindi peseranno molto gli ospiti, la cosa più televisiva che c’è. Ma anche su questo il “dittatore artistico” ha le sue idee.

I cantanti stranieri dovranno proporre qualcosa di “matrice italiana”, che a noi sa un po’ di provinciale. In più, “ho chiesto se si poteva fare a meno di partecipazioni di attori hollywoodiani, che spesso facevano vacanze sanremesi ma non corrispondevano alla mia idea di Festival”, ha spiegato Baglioni. “Escluderei quindi quel tipo di intervento, mentre gli ospiti comici sono assolutamente contemplati”. Insomma, scordatevi il glamour, ma almeno qualche risata ci sarà concessa.

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