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Testamento biologico: tutto quello che c’è da sapere

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Testamento biologico: è appena entrato in vigore. Quali le novità previste dalla legge 219 del 17 dicembre 2017? In teoria una sola. Dal 31 gennaio hanno valore legale e vincolante le Dat, “Disposizioni anticipate di trattamento”. Ognuno di noi può così esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari. Ma anche il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici, scelte terapeutiche e singoli trattamenti sanitari.

Testamento biologico: come va redatto?

Le Dat vanno espresse principalmente in forma scritta. Dunque, come il testamento normale, scrittura privata, meglio olografa e cioè tutta scritta a mano. Oppure con scrittura privata autenticata da notaio o anche con atto pubblico.
Solo nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non consentano la forma scritta, le Dat possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare.
Che cosa è meglio? Dipende. Anche qui vale il principio “chi più spende meno spende”. Bisogna poi ricordare che le Dat vanno consegnate all’ufficio dello stato civile del Comune di residenza o alle strutture sanitarie (ma non tutte le Regioni hanno già adottato il relativo regolamento).

Testamento biologico: le insidie nascoste

Le Dat però possono presentare delle insidie. Facciamo qualche esempio. La legge prevede, anche se non è obbligatoria, la nomina di un fiduciario che possa dar seguito alle disposizioni al nostro posto. E se nel frattempo il fiduciario indicato rifiuta l’incarico o muore prima di noi? Meglio nominarne due e informare il designato della nostra intenzione. E il fiduciario, naturalmente, dev’essere maggiorenne e capace di intendere e volere.
Altro esempio: abbiamo steso il nostro testamento biologico ma non siamo in grado di cambiarlo a causa delle nostre condizioni di salute. Intanto la scienza medica è migliorata. E quel tipo di malattia che ci affligge è diventata curabilissima. Che cosa succede? Intervengono il fiduciario e il medico, che possono modificare le volontà a suo tempo espresse. E in caso di contrasto tra loro, la decisione è rimessa al giudice.

Testamento biologico: i minori

Ancora: possono sottoscrivere le Dat solo persone capaci di intendere e volere. E così non un minorenne, per il quale vale la volontà dei genitori. E in caso di contrasto tra i due? Vale ancora quella del giudice. E se abbiamo redatto le nostre ultime volontà biologiche molto avanti in età e così appena prima di diventare incapaci? Anche in questo caso o si fa ricorso al notaio, che attesta la nostra capacità di testare. Oppure si allega al testamento un certificato medico (meglio di uno psichiatra) che attesta la nostra capacità (attuale) di testare.

Testamento biologico: i limiti

Ma una cosa dev’essere chiara: la legge 219 tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona. Stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. E che il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura. Tuttavia, il paziente d’altro canto non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali.

Testamento biologico: tasse e obblighi

È utile sapere che le Dat sono esenti da qualunque tassa, compresa quella di registro. E che nonostante la legge abbia suscitato molte polemiche, non prevede nessun obbligo. Chi vuole può proseguire come ha fatto finora. E chi vuole prevedere il proprio fine-vita in maniera dignitosa e conforme alle proprie convinzioni profonde, è altrettanto libero di farlo.

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