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Vitalizi, baby pensioni e pensioni d’oro: serve una rivoluzione

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Il presidente della Camera Roberto Fico

Vitalizi degli ex parlamentari: il presidente della Camera Roberto Fico ha dato mandato ai questori di provvedere al loro ricalcolo. I primi risultati dovrebbero arrivare già entro aprile, mandando in soffitta la proposta di legge Richetti, arenata al Senato. Riccardo Fraccaro, questore dei 5 Stelle a Montecitorio, snocciola i primi dati: 2.600 sono gli ex onorevoli interessati al provvedimento. Il costo annuo dei vitalizi attualmente è di circa 195 milioni di euro. Il risparmio previsto è di circa 76 milioni all’anno. Il compenso mensile medio? Dai 2mila ai 10mila euro a seconda dell’anzianità.

Monta la polemica

Com’era inevitabile, gli ex parlamentari si preparano a rispondere colpo su colpo, guidati dall’ex alter ego di Fini, Italo Bocchino e dal’ex forzista Maurizio PanizGli argomenti degli ex parlamentari sono fondati su solidi argomenti giuridici. E, soprattutto, sulle precedenti pronunce della Corte Costituzionale, che li ha sempre ritenuti “diritti acquisiti” e non più negoziabili.

Vitalizi: i punti fermi

Dal punto di vista giuridico, la materia è abbastanza intricata e sicuramente non è questa la sede per entrare nel ginepraio. Facciamo solo alcune considerazioni, giusto per mettere a fuoco qualche punto fermo.

  • Sull’intero ammontare della spesa pubblica, che si aggira sugli 800 miliardi, 76 milioni sono briciole. Si tratterebbe solo di un segnale di buon senso da parte della classe politica.
  • Nessuno vuole abolire i trattamenti pensionistici degli ex parlamentari, perché si vuole solo mutare il sistema retributivo in contributivo. In molti casi i vitalizi sarebbero solo parzialmente ridotti e in qualche caso sarebbero addirittura più elevati, come per Clemente Mastella.
  • Gli ex parlamentari sostengono che la manovra di Fico sia pericolosa. Come mai? perché, una volta passato il principio del ricalcolo, si darebbe la stura a quello di tutte le pensioni, con risultati aberranti per i cittadini che le percepiscono. “Una volta che è intervenuto un accordo tra lo Stato e il cittadino non si può tornare indietro”.

L’esempio della Fornero

Ebbene, lo Stato ha più volte dimostrato di non avere alcuno scrupolo per i “solenni accordi” presi col cittadino. L’esempio più evidente è la riforma Fornero, con la quale lo Stato ha aumentato unilateralmente gli anni di lavoro dei propri dipendenti. Lo stesso vale per le tasse sulle case, sui conti correnti e su molti altri provvedimenti, partiti in un modo e finiti in tutt’altro. Sempre a favore dello Stato e mai a favore del cittadino.

Vitalizi & pensioni 

Lo stesso però non si può dire per l’obiezione che i provvedimenti nei confronti degli ex parlamentari si ritorcerebbero in modo automatico sui pensionati. In questo caso si parla di vitalizi per politici, nell’altro di pensioni. Nessuna confusione è possibile. Anche perché la riforma verrebbe scritta non in una legge, ma nei regolamenti parlamentari, e quindi sottratta al vaglio della Consulta. 

I vitalizi come abbiamo visto tra l’altro costano “solo” 195 milioni all’anno. E forse a questo punto non sarebbe male occuparsi davvero anche di qualcos’altro che pesa ben di più. Come per esempio le baby pensioni. Finora in totale ci sono costate 150 miliardi (fonte Inps ottobre 2017). E una sforbiciata anche per coloro che da quando hanno compiuto 40 anni la percepiscono non sarebbe male. Stesso discorso per le cosiddette pensioni d’oro: andrebbero ricalcolate, almeno in parte, in termini contributivi per migliorare i conti dell’Inps e per dare maggiori garanzie ai futuri pensionati “normali”.

La notte del 4 agosto

La notte del 4 agosto 1789 a Parigi tira una pessima aria. Erano passati una ventina di giorni dal famoso 14 luglio, quando la folla inferocita aveva preso d’assalto la Bastiglia e sgozzato il suo governatore. Ma i fermenti erano tutt’altro che sopiti. Tanto che gli Stati Generali, ormai riuniti come Assemblea Costituente, decretano di abolire i diritti feudali, le esenzioni fiscali, la giustizia signorile, le decime. Una decisione storica, che mette per sempre la parola fine all’Ancien régime.
La decisione non fermerà la Rivoluzione. Ma i costituenti francesi avevano capito che l’era dei privilegi era finita. Allora bastò una notte. A noi, oggi, quanto tempo servirà?

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