Cultura

A Parma un Cézanne mai visto in Italia. Tutto sulla nuova mostra della Magnani-Rocca

Paul Cézanne: Baigneurs (1890-1894, olio su tela, The State Pushkin Museum Arts, Mosca)

Cézanne come non l’avete mai visto, arrivato direttamente da Mosca per la gioia degli amanti dell’arte italiani. E a confronto con un altro dei grandi artisti rivoluzionari del Novecento: Giorgio MorandiSono questi gli ingredienti della nuova mostra  “Cézanne/Morandi. La pittura è essenziale“. Allestita alla Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo (Parma), sede della Fondazione Magnani-Rocca,  è aperta fino al 10 settembre. L’occasione per l’evento è stata l’arrivo, direttamente dal Museo Pushkin di Mosca e per la prima volta in Italia, di “Baigneurs” (1890-94), uno dei capolavori di Paul Cézanne, appartenente al famoso ciclo dei Bagnanti.

Il fil rouge tra Cézanne e Morandi

Entrambi semplici, sensibili, riservati. E accomunati dallo stesso modo di pensare. Cézanne e Morandi hanno cercato attraverso lo studio approfondito della luce, dei paesaggi e dell’analisi spaziale delle nature morte, di riprodurre con la loro pittura “ciò che si vede“. Queste sono le caratteristiche che hanno portato Luigi Magnani-Rocca (l’artefice dell’omonima Fondazione), a prediligere loro fra tutti come fondamentali presenze per la sua collezione d’arte privata. “Ciò che mi affascina è la forma. Tanto è vero che tra i moderni ho scelto Cézanne e Morandi, che non hanno nessun contenuto”, queste le sue parole tratte dall’ultima intervista.

Paul Cézanne: Tasse et plat de cerisem (1890 circa)

Cézanne: l’esploratore della struttura dell’immagine

Partendo dal paesaggio come studio delle forme ai suoi termini essenziali, Cézanne elegge come modello, in particolare la frutta, ritenendola un soggetto perfetto in rapporto ai mutamenti dettati dall’inesorabile scorrere del tempo. Attraverso brevi tocchi, l’artista costruisce un audace sistema prospettico, che analizza gli oggetti da diversi punti di vista. La sintesi è nella celebre dichiarazione sulla necessità di “trattare la natura per mezzo del cilindro, della sfera, del cono. Il tutto messo in prospettiva, in modo che ogni lato di un oggetto, di un piano, si orienti verso un punto centrale”.

Morandi sotto l’influenza cezanniana

La ricerca spaziale è elemento fondamentale anche per Morandi. Comincia infatti a studiare i quadri di Cézanne riprodotti nel volume Gli Impressionisti francesi di Vittorio Pica. Segue gli scritti di Ardengo Soffici sulla rivista “La Voce”. Inoltre visita l’Esposizione Internazionale di Roma del 1911. Lì un’intera parete era dedicata agli acquerelli dell’artista provenzale. I suoi esordi analizzano la realtà per sintesi geometrica. Ma anche successivamente Cézanne sarà il suo esempio costante. E questo nell’uso dei toni contrastanti, nella predilezione per la strutturazione di spazi e masse, per la scelta della pittura dei luoghi familiari e di affezione. Anche le nature morte, ispirate alla realtà visibile, ragionano sulle diverse possibilità di combinazioni, calate in un tempo indefinito.

Giorgio Morandi: Natura morta con frutta (1927, olio su tela)

Cézanne, Morandi e la “traccia liquida”

Pennellate lievi, trasparenze, mescolanze di pigmenti finemente macinati e sapientemente diluiti. I due artisti si avvicinano anche per l’utilizzo dell’acquerello. Negli ultimi anni della sua vita, Morandi usa questa tecnica per tracciare il senso fuggente delle cose. Lo stesso fa Cézanne, che raffigurando elementi neutrali come bottiglie e frutta utilizza l’acquarello come mezzo per studiarne tutte le sfumature e ogni minima variazione.

Le Bagnanti: perfetta armonia tra uomo e natura

Entrambi poco affini alla raffigurazione delle figure umane, fanno solo brevi eccezioni. Morandi realizza pochi autoritratti e un veloce studio sul tema classico delle bagnanti nel 1915. Cézanne invece rielabora un tema dipinto all’inizio della carriera e sviluppato poi sul finire della sua vita, e inserisce figure semi-astratte nel paesaggio, nudi o semi-nudi sulle rive del fiume. Noti come bagnanti, uno di questi, “Esquisse de baigneuses” datato 1900-1906, fu acquistato da Luigi Magnani per la sua raccolta.

Il capolavoro del Pushkin

Baigneurs“, l’opera di Cézanne del museo Pushkin, è un unicum in questo senso. Il capolavoro rappresenta un nuovo idillio della contemporaneità, collocato in un tempo sospeso. Le figure, qui maschili, si articolano geometricamente. E costruiscono due triangoli e due diagonali che si incontrano. Una simmetria di corrispondenze che coinvolge anche la natura circostante, in cui gli alberi assecondano le stesse posizioni umane. La solidità architettonica, evidente nell’opera proveniente da Mosca, si caratterizzerà di una potenza sempre più rivoluzionaria. Sino alle ultime versioni delle bagnanti femminili, che hanno influenzato radicalmente i protagonisti delle avanguardie artistiche, tra cui il Cubismo, e della pittura di ricerca, Morandi incluso.

Giornalista professionista dal 1991. Inizia il suo percorso professionale presso la Casa Editrice Rusconi. Dal 1987 lavora in Mondadori nelle redazioni di Telepiù, Guida Tv e Sorrisi e Canzoni. Dal 2010 riveste il ruolo di vicecaporedattore nella redazione di Mondadori Tv. Nel 2013 inizia un nuovo percorso presso la LUA (Libera Università dell’Autobiografia) ottenendo i titoli di “Cultore in scrittura autobiografica” ed “Esperto in metodologie autobiografiche”.
Freelance per scelta dal 2014, scrive di arte e viaggi, e conduce laboratori di scrittura autobiografica.

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