Comune e Prefettura di Piacenza: è passato solo qualche mese, ma sembra trascorsa un’eternità da quando il sindaco Pd Katia Tarasconi e l’allora prefetto Paolo Ponta intonavano insieme canzoni dialettali dal palco di Piazza Cavalli. Oggi, a poco più di 100 giorni dall’arrivo del nuovo prefetto Patrizia Palmisani, i rapporti tra le due istituzioni paiono del tutto diversi.
Che le cose fossero cambiate era chiaro almeno da qualche settimana. A gettare benzina sul fuoco delle indiscrezioni, che parlavano di incomprensioni e rapporti sempre più ruvidi, soprattutto le assenze del sindaco Tarasconi ad alcuni appuntamenti pubblici tenuti in presenza del prefetto Palmisani. Con la prima cittadina sostituita dal vicesindaco Matteo Bongiorni, come ad esempio per le celebrazioni del 4 novembre.
Poi, lunedì scorso scoppia il caso della bandiera palestinese esposta da palazzo Mercanti durante le manifestazioni pro Gaza dei primi di ottobre. In Consiglio comunale, l’esponente della Lega Luca Zandonella evidenzia che dopo un esposto del suo partito a palazzo del Governo per chiedere chiarimenti sulla legittimità della vicenda, la Prefettura ha risposto richiamando il Comune al rispetto di quanto stabilito dal Dpr 121/2000 sull’esibizione delle bandiere, nazionale, europea e locali, dentro e fuori dagli edifici pubblici (clicca qui per leggere la nota). In pratica una bacchettata a chi aveva deciso di esibire il vessillo palestinese.
Il sindaco Tarasconi non ha replicato alle affermazioni di Zandonella in Aula; ma come rivela oggi un articolo di Filippo Mulazzi su ilPiacenza.it, la prima cittadina ha preso carta e penna, rispondendo per le rime al prefetto Palmisani. Nella lettera Tarasconi parla di un gesto simbolico, finalizzato ad affermare l’impegno di Piacenza per la pace; e quindi nulla a che fare con un’esposizione ufficiale che rientra nell’applicazione del Dpr 121/2000: la bandiera palestinese appesa fuori da una finestra dell’ufficio del sindaco era ben lontana da dove sventolano quella italiana, dell’Unione europea e del Comune. La prima cittadina poi richiama precedenti autorizzazioni date dalla Prefettura in linea con quanto da lei disposto, e cita l’articolo 21 della Costituzione secondo cui “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Insomma, questa spinosa vicenda istituzionale ha fatto emergere un rapporto tutt’altro che facile tra Tarasconi e Palmisani, come rimarca ancora il consigliere Zandonella, che parla di un evidente scontro tra Comune e Prefettura… Caso chiuso o punta di un’iceberg dalle dimensioni molto più ampie?
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.








Si ma quando sventola in comune rappresenta l’opinione di una città non più personale,pertanto fuori dalla finestra di casa tua va bene, fuori dalle finestre del comune no!!!!!! Pertanto non spariamo cavolate.