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A Piacenza mancano medici, ma l’Ausl li manda all’ospedale di Bolzano

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Ausl di Piacenza, il ritornello lo conosciamo bene: negli ospedali c’è carenza di medici. E quelli rimasti spesso scelgono di emigrare nella sanità privata. Non solo in cliniche o altre strutture che offrono stipendi più alti. Adesso vanno di moda le cooperative sanitarie. Cosa succede? Che il medico della cooperativa va comunque a lavorare in un ospedale pubblico nel reparto che gli compete; ma lo specialista non è più un dipendente vero e proprio. Lavora a gettone; e con meno impegni e responsabilità organizzative, guadagna molto di più. Naturalmente cura i pazienti al meglio, ma finito il contratto se ne va, lasciando le incombenze ai colleghi che hanno il posto fisso nel nosocomio.

Trasferta in Alto Adige

Chi paga? Sempre la sanità pubblica, che si svena per mantenere i servizi ospedalieri attraverso questi professionisti retribuiti molto di più. E quando i costi diventano insostenibili, per esempio si chiudono i reparti di Pronto soccorso nelle ore notturne, vedi i casi di Fiorenzuola e Castel San Giovanni, come ha fatto l’Azienda sanitaria di Piacenza. Se non fosse che adesso sta succedendo ancora qualcosa di diverso. E nello specifico il caso riguarda sempre l’Ausl di Piacenza.

La notizia arriva dal Corriere dell’Alto Adige di oggi. In sostanza l’Azienda sanitaria di Piacenza va in soccorso a quella di Bolzano, che si trova a oltre 260 km di distanza. L’articolo cita un documento approvato dalla direzione aziendale altoatesina, debitamente virgolettato: «…”Constatato che la Divisione di Ortopedia e traumatologia dell’Ospedale di Bolzano deve garantire anche il servizio di pronto soccorso ortopedico nell’arco delle 24 ore e che per questo deve dislocare in modo permanente dei propri medici la necessaria continuità di assistenza non può più essere garantita con personale proprio”». Così, prosegue l’articolo, «per supplire alla mancanza di medici l’Asl ha stipulato un accordo con L’Unità sanitaria locale di Piacenza “per l’acquisizione di prestazioni in ortopedia e traumatologia da effettuarsi presso l’Ospedale di Bolzano”. Un accordo che sarà valido per i prossimi due anni: dal 27 marzo di quest’anno fino al 26 marzo 2025».

Il piano di lavoro

Poi si scende nei particolari. E il giornale altoatesino spiega che «l’attività verrà svolta da due medici specialisti in ortopedia e traumatologia segnalati dell’Ausl di Piacenza al di fuori dell’orario di lavoro, per un massimo di 24 accessi annui da 48 ore. “Il trattamento economico per l’accesso previsto fra sabato e lunedì, articolato in 12 ore di servizio attivo, 12 ore di reperibilità, seguite da 12 ore di riposo e recupero psicofisico e infine ulteriori 12 ore di servizio attivo, è pari a un importo omnicomprensivo di euro 1.890” si legge nell’accordo siglato tra le due aziende sanitarie».

Qualche domanda

Curioso, no? All’Ausl di Piacenza non mancano i medici? E allora perché si stipula un accordo del genere e si mandano due specialisti a chiudere i buchi dell’ospedale di Bolzano, invece di utilizzarli nei fine settimana a casa propria, magari incentivati da un aumento di stipendio? Si attendono risposte, con buona pace dei pazienti e delle emergenze piacentine.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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