“Acer Piacenza ha oltre 18 milioni di canoni non riscossi. L’edilizia residenziale pubblica versa in una situazione molto preoccupante in tutta l’Emilia-Romagna e Piacenza non fa eccezione”. A lanciare l’allarme è Pietro Vignali, presidente del gruppo Forza Italia all’Assemblea legislativa regionale. Autore di un’indagine sulla morosità e l’inutilizzabilità degli alloggi Acer in Emilia-Romagna (clicca qui per consultarla), l’esponente di FI ha voluto focalizzare anche la situazione dell’azienda per le case popolari piacentina, presieduta da Marco Bergonzi.
Patrimonio vetusto
“Stando ai dati forniti dalla Regione, nella provincia di Piacenza ci sono 363 alloggi popolari Erp liberi, ma solo 106 sono prontamente assegnabili. I restanti 257 sono tutti da ristrutturare”, ha spiegato in una nota il consigliere regionale azzurro. “La causa principale di questa situazione è la vetustà del patrimonio edilizio popolare che vede nella provincia di Piacenza 174 fabbricati con la destinazione per alloggi popolari costruiti prima del 1971 su un patrimonio totale che conta 303 di quei fabbricati; solo 11 sono stati realizzati dopo il 2001”.
Maglia nera
Altra nota dolente piacentina, l’incasso degli affitti. “Pessimo il dato sulla morosità, con canoni per 18.043.372,80 euro ancora da riscuotere e 285.432,41 euro ormai inesigibili”, ha aggiunto Vignali. “Per canoni da riscuotere Acer Piacenza è la seconda peggiore azienda casa regionale in numeri assoluti, superata solo da Bologna con 32.637.552,30 euro; ma è di gran lunga l’ultima in proporzione agli abitanti dei rispettivi bacini provinciali”.
Sistema Erp in crisi
La situazione degli alloggi Erp “è comunque preoccupante in tutta l’Emilia-Romagna: 6.938 alloggi sfitti, di cui solo 1.003 immediatamente assegnabili; oltre 91 milioni di canoni non riscossi e più 18 milioni dichiarati inesigibili. Il sistema Erp in Emilia-Romagna non è più in grado di svolgere le sue funzioni sociali; di dare risposta alle famiglie bisognose e calmierare il mercato della casa, che negli ultimi anni è infatti letteralmente esploso con prezzi degli affitti ormai insostenibili già per redditi medi, figurarsi per i meno abbienti”, ha concluso Vignali. “È evidente che per invertire la rotta non può bastare il Piano Casa recentemente annunciato dal Governo. Servono nuove regole e migliore gestione delle risorse già a livello regionale e quindi su quello provinciale.”




