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Alternativa per Piacenza è al capolinea o arriverà un candidato dal ruolo salvifico?

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Alternativa per Piacenza: si frega le mani Patrizia Barbieri. Meglio di così finora non le poteva andare. A pochi mesi dalle Comunali, il centrosinistra è a pezzi. Almeno cinque. E cioè tanti quante le mozioni che verranno presentate stasera all’assemblea plenaria della coalizione che a pezzi voleva fare il centrodestra.

Il dramma (politico) del centrosinistra piacentino ormai rasenta il grottesco, ammantato com’è da cavilli di metodo e di tempistica per nascondere la sostanza dello scontro che lo sta demolendo senza esclusione di colpi. Al centro della travagliata vicenda il Partito democratico, l’azionista di maggioranza della coalizione Alternativa per Piacenza (ApP).

Parenti serpenti

I maggiorenti locali del Pd non vogliono candidare a sindaco il loro capogruppo in Consiglio comunale Stefano Cugini. Lui, che probabilmente lo aveva capito fin dalla nascita di ApP, ha puntato a costruire la sua candidatura cercando via via di far convergere sul suo nome le altre forze della coalizione. In sostanza, tentando una manovra di accerchiamento del suo stesso partito.

Da tempo però i suoi avversari nel Pd se ne sono accorti. E per affossarlo recitano questo mantra: “Cugini è troppo a sinistra, non prende voti al centro, con lui si perde”. Ma in tutti questi mesi, dietro al paravento della ricerca di un candidato civico, gli storici notabili del Pd non hanno trovato un nome condiviso da proporre alle altre forze di ApP.

Le cinque mozioni

Per silurare la candidatura di Cugini allora nella sede di via Roma hanno pensato alla mozione sulle primarie aperte ai piacentini entro il 13 febbraio (con loro, Articolo 1, Piacenza in Comune e Piacenza Più). Il tutto, in una logica win-win: il Pd è in grado di portare più elettori di chiunque altro alle primarie e c’è da scommettere che chi le vincerà sarà sempre un suo rappresentante, ma stavolta gradito ai vertici.

Intanto Cugini solo apparentemente si è chiamato fuori dalla corsa. E risponde colpo su colpo con il sostegno esterno dei firmatari della mozione che dice no alle primarie e chiede che si punti sulla sua candidatura a sindaco (sinistra, ambientalisti e alcune liste civiche).

In mezzo, le altre tre mozioni: “No alle primarie, decida la plenaria di ApP” (tanto Cugini vince…); “Prima incontriamo il Pd, primarie ma dentro ApP” (vediamo se salta fuori un altro nome che ci va…); “Sciogliamo ApP per farne il comitato di controllo” sulle primarie e per verificare le proposte che poi il vincitore farà…

Dal caos alla farfalla?

Insomma, sembra prevalere la teoria del caos che fa pensare al de profundis per ApP. E gli onorevoli piacentini? Bersani e De Micheli sono solo in altre faccende affaccendati? Pare di sì, e nemmeno in queste ore sembra che abbiano preso il pallino in mano seriamente per trovare una soluzione in zona Cesarini, prima che la frattura diventi definitiva.

Sullo sfondo però resta sempre la romantica speranza che all’ultimo minuto arrivi un candidato dal ruolo salvifico. Un nome che forse qualcuno (che poi tanto romantico non è…), da politico consumato tiene in serbo fino alla fine, avendo previsto per filo e per segno quanto sta accadendo in ApP.

Un candidato sindaco che quindi si presenti non da conquistatore ma da salvatore, spingendo tutti ad accettarlo per evitare la catastrofe a pochi mesi dal voto alle Comunali. Allora sì, che forse le cose nel centrosinistra potrebbero cambiare. E dal bozzolo disastrato di ApP magari potrebbe uscire una farfalla capace di decollare verso palazzo Mercanti.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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