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Ausl: Baldino sarà riconfermato, per il Covid (forse) pagheranno altri

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Luca Baldino viaggia sicuro verso la riconferma a direttore generale dell’Ausl di Piacenza. Nei mesi del Covid con lui non siamo stati teneri. E non li saremo nemmeno stavolta. Come si dice da più parti, al di là delle giocate ballerine delle opposizioni di centrodestra (a Bologna chiedono la sua testa, ma a Piacenza il quadro è diverso), sulla gestione dell’epidemia Baldino ha commesso molti errori. 

Tamponi e dintorni

In sintesi, nell’affrontare l’emergenza il direttore generale ha sempre dato l’impressione di essere un passo indietro e mai avanti; con scelte discutibili anche nella lettura delle soluzioni, come nel caso dei tamponi, dove Piacenza è arrivata buon ultima. E poi troppi ritardi organizzativi nel reperimento di tutto quello che serviva. A partire dai dispositivi di protezione individuale per i sanitari degli ospedali. Per non parlare di monitoraggi, ispezioni e screening, linee guida comprese, per le case di riposo, dove, anche lì, sono morti in troppi.

L’ombra di Bonaccini

Ce ne sarebbe abbastanza per dargli il benservito. Ma i quasi mille morti ufficiali di città e provincia e gli oltre 4.500 contagiati, non basteranno per mandare a casa Luca Baldino.
Il motivo è semplice: se Bonaccini lo facesse, anche con un promoveatur ut amoveatur, eleggendo Baldino a più alti incarichi, sarebbe un’ammissione di colpa per come sono andate le cose a Piacenza. E Bonaccini (beato lui) ha sempre sostenuto di avere la coscienza tranquilla, nonostante abbia chiuso la città e la sua provincia solo il 24 marzo.

Briciole di consenso

Poi in campo ci sono altri fattori: che sia altrettanto sgradevole dirlo o sentirselo dire, Piacenza e il suo territorio con 287mila abitanti conta solo il 6,4% della popolazione regionale. E non rientra, e non è mai rientrata, forse per altrettanto ovvie e sgradevoli motivazioni elettorali, nelle priorità delle politiche sociali, economiche e sanitarie di Bonaccini e delle sue Giunte, nonostante il tanto decantato nuovo ospedale di Piacenza che chissà quando vedremo. 

Lavori in corso 

Ma torniamo all’ingegner Baldino, milanese, classe 1967, che si avvia al rinnovo dell’incarico per i prossimi 4 anni. D’altra parte, a chi lasciare se non a lui una serie di fastidiose incombenze come quelle dei due Pronto Soccorso in via di chiusura a Castel San Giovanni e a Fiorenzuola? A chi lasciare il compito di gestire una nuova sanità territoriale, che di promessa in promessa non si è mai realizzata, come dimostra il caso delle due sale operatorie dell’ospedale della Val d’Arda annunciate da Bonaccini nel 2016 e mai attivate?

Partita delicata 

Ecco, e siamo al dunque: Baldino, dicono i suoi fan, su questi percorsi, così come sull’emergenza Covid, non è stato supportato a dovere dallo staff dirigenziale dell’Ausl di Piacenza. Staff che ha mostrato tutti i suoi limiti. Questa è la verità. E quindi a lui la scure per far rotolare le teste che riterrà opportuno tagliare.

Ma qui il redivivo direttore generale dovrà fare attenzione. Qualcuno dei fedelissimi potrebbe prenderla male. Perché a nessuno piace vestire i panni del capro espiatorio. E anche se a Piacenza non si sta indagando come a Bergamo sulla mancata zona rossa, la magistratura è al lavoro sugli esposti presentati dalle famiglie delle vittime del Covid. Quindi il rischio che qualcuno riveli cose sgradevoli sull’operato dell’Ausl potrebbe avere un peso di non poco conto.

Il gattopardo

Sistemati questi delicati equilibri interni, entro fine mese aspettiamoci comunque l’annuncio da Bologna di un bis del direttore generale, magari con qualche new entry per “rilanciare” il governo della sanità locale. Insomma, per dirla con Tomasi di Lampedusa, attorno a Baldino tutto potrebbe cambiare perché nulla cambi.

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

1 commento

  1. Concordo pienamente con il tuo articolo su Baldino , finalmente le cose sono state dette con chiarezza . Amara però è la conclusione lui resterà x logiche di potere al suo posto .

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