Opinioni

Caro ingegner Baldino, dall’Ausl di Piacenza vogliamo risposte concrete

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Il direttore generale dell'Ausl di Piacenza Luca Baldino; seduti, da sinistra, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi

Luca Baldino esterna. E quando lo fa, sale la nostra preoccupazione. Non più tardi di ieri, ad un incontro con un gruppo di benefattori, che con le loro raccolte fondi hanno donato all’Ausl oltre mezzo milione di euro, il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Piacenza ha dichiarato: “Temo che ci ritroveremo nei prossimi mesi ancora ad affrontare il virus. Non è mai andato via, ogni giorno intercettiamo una decina di contagi”.

Poi, l’ingegner Baldino – che oltre alla riconferma per altri quattro anni, ha appena avuto un premio dalla Regione per i risultati ottenuti nel 2019 – ha parlato del nuovo reparto “convertibile” in via di approntamento nell’Ospedale di Piacenza: “Nel giro di poche ore, Pneumologia e Area critica avranno le caratteristiche per garantire posti di terapia intensiva aggiuntivi rispetto a quelli potenziati in queste settimane”.

Cinque domande a Baldino

Bene, caro ingegner Baldino. Dopo aver letto le sue parole proviamo a spiegarle ancora una volta come la pensiamo. La premessa è questa. Ci fa piacere che lei si prepari ad avere più posti letto in terapia intensiva. Ma forse non ha capito che i piacentini in quel reparto sperano proprio di non doverci finire. Per cui, detto questo, non abbiamo ben chiaro che cosa ha intenzione di fare sul territorio, per evitare che le sirene ritornino a lacerare l’aria e che a Piacenza si ricominci a morire. Perché questo dice la storia recente della nostra terra. Anche se a qualcuno fa venire l’orticaria, non va dimenticato che nella nostra provincia, tra le più martoriate d’Italia, di morti ufficiali per Covid ne abbiamo contati quasi mille.

Le Usca

Per essere più chiari andiamo per punti. Il primo: lei ieri ha lanciato l’ennesimo appello ai cittadini perché “in caso di sintomi anche solo con tre linee di febbre” si rivolgano al loro medico di famiglia. È questa la strategia dell’Ausl di Piacenza? E per il resto? Le Usca verranno potenziate? Quante ne state preparando in più e come saranno organizzate le Unità speciali di continuità assistenziale per affrontare una nuova ondata di ammalati, che di certo i medici di famiglia da soli non potranno contrastare?

I tamponi

Secondo punto: i tamponi. Ci piacerebbe sapere come l’Ausl di Piacenza si sta preparando su questo versante. Reagenti, macchinari, laboratori pubblici o privati che siano. Insomma, vorremmo conoscere quale sarà la “potenza di fuoco” che la struttura da lei così abilmente guidata, sarà in grado di mettere in campo, possibilmente con numeri, tempi e metodi, per capire in una parola la capacità di reazione dell’Ausl su questo versante.

Gli ospedali di Fiorenzuola e Castello

Terza questione: se la prima linea del fronte contro un ritorno del Covid, quella della terapia domiciliare, dovesse mostrare la corda, torneremo ad avere gli ospedali di Fiorenzuola e Castel San Giovanni dedicati solo a questo scopo, oppure state lavorando ad altre soluzioni? E nel caso, i Pronto soccorso che dovrebbero essere riaperti in Val d’Arda e Val Tidone da fine agosto, verranno ancora chiusi?

Non solo Covid

Sono domande direttamente collegate al quarto punto: come lei ben sa, ingegner Baldino, ci sono persone che hanno bisogno anche di altre cure indipendenti dal Covid; chi purtroppo per patologie più gravi e chi per interventi o malattie che comunque vanno affrontate senza aspettare più di tanto. Lo stop di questi mesi per tali pazienti è stato gravoso e i ritardi accumulati sono sotto gli occhi di tutti. Si tratta di un dilatarsi dei tempi che continua a generare molti problemi per fare qualsiasi visita specialistica. Anche qui: state approntando percorsi paralleli che consentano comunque di gestire al meglio queste esigenze?

Le case di riposo

Il quinto punto: le case di riposo, che sono state uno dei versanti più critici durante l’epidemia. Come state affrontando questo problema? A che punto siamo con l’adattamento delle strutture per evitare il proliferare dei contagi? E con le forniture di mascherine, camici e di tutti gli altri materiali necessari, non solo per le Cra, le scorte e i flussi saranno sufficienti per operatori sanitari e cittadini?

Basta spot

Ci fermiamo qui, ingegner Baldino. Vede, i suoi spot ci mettono in agitazione. Da lei vorremmo informazioni concrete e trasparenti, e non a pizzichi e bocconi. Ci piacerebbe che l’Ausl di Piacenza almeno su questi cinque punti facesse chiarezza in modo organico e concatenato. Per capire come si sta preparando. Perché in caso di una nuova ondata di Covid, tutti sappiano che cosa fare per non finire in terapia intensiva.

 

 

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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