Banche senza cassa: il fenomeno è in crescita. E lo Spi Cgil di Piacenza lancia l’allarme. Il sindacato chiede agli istituti di credito di rivedere le politiche di riduzione del servizio di cassa nelle filiali, soprattutto nei piccoli centri: “La digitalizzazione non può diventare abbandono. Il rapporto umano non è un costo superfluo, ma un presidio sociale”.
Attualmente “sempre più banche stanno riducendo, limitando o cancellando il servizio di cassa nelle proprie filiali. Una scelta presentata spesso come modernizzazione, efficienza, innovazione. Ma che nella vita concreta delle persone rischia di trasformarsi in un nuovo fattore di esclusione”. Per questo “lo Spi Cgil di Piacenza denuncia con preoccupazione questo arretramento dei servizi bancari nei territori; in particolare nei piccoli centri e nelle frazioni, dove la filiale rappresenta spesso uno degli ultimi presidi rimasti insieme alla farmacia, al medico, al negozio di prossimità, all’ufficio postale. Quando si toglie il servizio di cassa delle banche non si elimina semplicemente uno sportello: si indebolisce un pezzo di comunità”.
Tante segnalazioni
Così il sindacato raccoglie in questa nota le tante segnalazioni che stanno arrivando alle sedi territoriali della Cgil, e non solo. “A farne le spese sono soprattutto le persone anziane, i pensionati, chi non ha dimestichezza con bancomat evoluti, applicazioni, home banking, codici Otp, assistenti virtuali e procedure digitali. Persone che hanno sempre avuto nei bancari di zona un punto di riferimento, non solo per prelevare o pagare, ma anche per ricevere un consiglio, una spiegazione, una rassicurazione”.
La desertificazione dei piccoli centri non passa soltanto dalla chiusura dei negozi o dalla mancanza di trasporti. Passa anche dallo svuotamento silenzioso dei servizi essenziali. E una banca senza cassa, soprattutto in un territorio anziano, rischia di diventare una presenza solo apparente: l’insegna resta, ma il servizio arretra.
Sì alla tecnologia, ma…
“Non siamo contrari alla tecnologia. La digitalizzazione può essere utile, può semplificare molte operazioni ma non può diventare l’unica porta d’accesso ai servizi. Non si può dare per scontato che tutte le persone siano ‘smart’, che tutti abbiano uno smartphone, una connessione stabile, competenze digitali, lucidità e sicurezza per gestire da soli operazioni delicate che riguardano i propri risparmi”.
Insomma, la modernità non può significare: “Arrangiatevi”. La tecnologia, prosegue la nota, deve affiancare le persone, non sostituire il rapporto umano proprio dove ce n’è più bisogno. C’è poi una contraddizione che non può essere taciuta. Gli stessi istituti che spesso riducono il servizio di cassa, limitano l’accesso allo sportello e spingono i clienti verso procedure automatiche sono poi molto presenti quando si tratta di proporre prodotti finanziari, investimenti, polizze, consulenze sui risparmi. Ai pensionati non si può chiedere fiducia quando devono investire “i due soldi” messi da parte in una vita di lavoro e poi lasciarli soli quando devono pagare una bolletta, ritirare contanti, chiedere un chiarimento o risolvere un problema.
Mantenere servizi adeguati
La fiducia non si costruisce con gli algoritmi. Si costruisce con la presenza, con personale adeguato, con servizi accessibili, con la responsabilità sociale verso il territorio. Per questo lo Spi Cgil di Piacenza chiede alle banche di rivedere queste politiche e di garantire, soprattutto nelle filiali dei piccoli comuni e nelle aree con forte presenza di popolazione anziana in città, il mantenimento di un servizio di cassa adeguato, orari certi, personale disponibile all’accoglienza e un accompagnamento reale per chi incontra difficoltà nell’uso degli strumenti digitali.
Il sindacato chiede anche che le riorganizzazioni non vengano calate dall’alto; senza ascoltare i territori, i Comuni, le organizzazioni dei lavoratori e le associazioni che ogni giorno intercettano il disagio delle persone anziane. La banca non è un servizio qualsiasi: custodisce risparmi, relazioni, fiducia. Per molti pensionati è un luogo di sicurezza.
Lo Spi Cgil di Piacenza, conclude la nota, continuerà a raccogliere segnalazioni e a sollecitare gli istituti di credito, perché il diritto all’accesso dei servizi bancari non diventi un privilegio per chi sa usare una app. Nei territori, soprattutto nei più fragili, il volto umano non è un residuo del passato: è una condizione di dignità.







