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Beatrice Venezi, fine delle polemiche: non sarà direttore musicale del Teatro La Fenice

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Beatrice Venezi: caso chiuso dopo mesi di polemiche. “La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi”, recita una nota dell’ente di Venezia. La sua attività di direttore musicale del teatro doveva iniziare dal prossimo 1° ottobre, con un incarico di quattro anni, ricorda Il Sole-24Ore. Ma dal settembre 2025, quando è stata ufficializzata l’assunzione di Venezi, l’orchestra e il coro sono entrati in stato di agitazione contro la sua nomina, perché giudicata con un curriculum non all’altezza del prestigio della Fenice.

Le accuse di nepotismo

“La decisione è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra”, prosegue la nota ripresa anche dall’Ansa. “Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’Orchestra. La Fondazione Teatro La Fenice ribadisce il proprio impegno nella promozione di un ambiente professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione costruttiva e sull’eccellenza artistica”.

Il licenziamento della Fondazione veneziana arriva infatti dopo le dichiarazioni rilasciate da Venezi il 23 aprile in un’intervista al quotidiano argentino La Naciòn. “Io non ho padrini, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio”. Affermazioni che ieri hanno scatenato le reazioni risentite della rappresentanza sindacale dei lavoratori del teatro e da cui Colabianchi ha preso le distanze, sottolineando “l’ottima qualità” dell’orchestra.

Giuli: fiducia in Colabianchi

Intanto, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, “prende atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia”, spiega una nota del dicastero di via del Collegio Romano. “Con l’auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d’ogni ordine e grado; nell’interesse del Teatro e della città di Venezia”.


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