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Bomba atomica sì o no? Perché l’opzione nucleare non conviene a Putin

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Bomba atomica: ok, è successo. Gli osservatori dei servizi segreti britannici hanno annunciato che con notevole probabilità Vlaidmir Putin ha fatto esplodere un ordigno nucleare di medie proporzioni sui cieli di Zaporizhia. Le prime notizie sono caotiche e difficilmente verificabili, anche se il ministero delle infrastrutture ucraino esclude che la centrale nucleare sia stata colpita.

Ed ora, dopo l’esplosione della bomba atomica, cosa succede? Difficile da stabilire, ma abbiamo già alcune informazioni su cosa potrebbe succedere: il primo scenario è sicuramente la devastazione di un’area abbastanza vasta attorno al punto d’impatto. Secondo gli esperti l’esplosione di un ordigno nucleare tattico di circa 10 kilotoni provocherebbe la polverizzazione di qualunque edificio e infrastruttura nel raggio di 2 km. Ma sappiamo che l’onda d’urto provocherebbe effetti in un raggio molto più vasto: una bomba atomica sganciata sul Colosseo provocherebbe la rottura di tutti i vetri fino alla Città del Vaticano. 

Il day after

Gli effetti più deleteri però saranno quelli dell’avvelenamento per le radiazioni che riguarderebbero milioni di persone. Ma chi sarebbe colpito? Dipende da dove tira il vento. E secondo gli esperti i venti prevalenti dell’Ucraina si dirigono sulla Russia.

Prima conseguenza: distruzione di una parte dell’Ucraina con migliaia di morti e moltissimi morti anche nei territori russi confinanti. Se il proposito di Putin in un prossimo futuro è governare almeno il sud dell’Ucraina, vuol dire aver a che fare con i superstiti e i pochi sopravvissuti di un inferno nucleare. E i russi che sono prossimi ai confini dell’Ucraina non sarebbero certo lieti di subire gli effetti di una bomba sganciata da Putin. Conseguenza negativa.

Seconda conseguenza: gli americani hanno bombardato Hiroshima e Nagasaki per “convincere” il Giappone alla resa. Gli Ucraini hanno dimostrato che nulla li farebbe arrendere ai Russi, neppure le circostanze più avverse. Hanno provato per decine di anni il tallone russo e sovietico e preferiscono la morte anche collettiva piuttosto che tornarci. Dunque, una prova di forza quasi del tutto inutile.

Terza conseguenza: la Nato ha già comunicato che non risponderà con armi nucleari ad una esplosione nucleare ma ha anche affermato che la risposta sarebbe «ferma e unita». È ovvio che se la bomba atomica fosse lanciata su un Paese membro della Nato invece che sull’Ucraina cambierebbe tutto: sarebbe una vera e propria operazione di guerra con conseguenze inimmaginabili. Ma se la bomba cadesse sull’Ucraina la Nato potrebbe aumentare l’attuale pressione nel conflitto? In ogni caso l’esplosione nucleare non migliorerebbe i rapporti tra Russia e Occidente, anzi, le eventuali e timide ipotesi di colloqui di pace di cui si parla in questi giorni cesserebbero di colpo. Altra conseguenza più che negativa.

Quarta conseguenza: i Paesi che oggi sono tiepidamente filo sovietici, in particolare la Cina, sarebbero costretti a una brusca marcia indietro. L’opzione nucleare costringerebbe la Cina e l’India (potenze nucleari) a separare le loro responsabilità dalla Russia, che diventerebbe anche ai loro occhi uno «stato canaglia». Ulteriore conseguenza negativa per Putin.

Quinta conseguenza: se Putin passa alla bomba atomica vuol dire che le sue forze convenzionali sono alla frutta. Sarebbe un segno inequivocabile di debolezza e non di potenza.

E gli altri?

Ancora un’ipotesi negativa: gli altri Paesi che oggi non sono schierati né con l’Occidente né con la Russia facilmente sarebbero indotti a giudicare sconsiderata l’azione di Putin, che si troverebbe ancora più isolato in campo internazionale. Dato che per il dittatore russo la reputazione internazionale è un valore quasi assoluto, sarebbe un ulteriore effetto boomerang.

Per concludere: magari domani o dopodomani leggeremo davvero la notizia tragica che abbiamo ipotizzato e i nostri ragionamenti non varranno niente. Ma Putin certamente non è un pazzo e prima di agire considera tutte le opzioni. O almeno, lo speriamo.
(articolo pubblicato su ItaliaOggi)

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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