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Bonaccini punta in alto: cosa nasconde la partita sul Mes?

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Bonaccini cosa farà da grande? Intanto si gioca la carta del Mes, portando a casa nuovi consensi. Così la leadership a livello nazionale del governatore dell’Emilia-Romagna cresce di giorno in giorno. Un percorso che sembra figlio di un progetto studiato a tavolino. Perché il Mes è un punto chiave di questo percorso? Diciamo che fin dalla sua investitura a scopo sanitario, il Mes è stato un cavallo di battaglia del governatore emiliano. Può sembrare una semplificazione, ma Bonaccini partendo da lì pare voglia giocare un’ambiziosa partita strategica su diversi piani, mandando segnali ai normali cittadini, al mondo politico e al deep state, quello “Stato dentro lo Stato”, composto da alti dirigenti pubblici in tutti i campi che anche in Italia ha un peso notevole.

L’intervista al Corriere

L’ultimo tassello di questo “ipotetico” percorso è arrivato con una nuova intervista al  Corriere della sera, il giornale che fa sempre salotto buono dell’informazione. Guarda caso, il primo punto toccato è proprio quello del Mes, con un messaggio ai 5 Stelle e a Conte, che continua a rinviare una decisione sull’utilizzo dei fondi messi a disposizione dal Meccanismo europeo di stabilità per le fibrillazioni interne ai grillini.

“Ho il massimo rispetto per le fibrillazioni di tutti ma siamo qui per risolvere i problemi del Paese, non delle singole forze politiche”, ha detto Bonaccini. “Noi stiamo progettando interventi per rendere più forte e moderna la sanità pubblica, investendo su nuovi ospedali, la tecnologia e soprattutto sui servizi territoriali. Ma come si fa a rinunciare a 36 miliardi di euro (almeno due andrebbero all’Emilia-Romagna, ndr) aggiuntivi al Recovery Fund?”.

Un messaggio completato da questa considerazione: “Diciamo tutti che è dalla sanità che deve ripartire la ricostruzione: bene, iniziamo a farlo, coi fatti però. Io voglio discutere pubblicamente di questo, non di altro”. E quindi ne esce l’immagine del politico e amministratore concreto, che parla ai cittadini senza lasciare spazio a fumose interpretazioni.

Bonaccini e Bankitalia

Solo qualche ora dopo, sempre sul Mes, arriva la presa di posizione di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia. Visco è netto sui rischi di un commissariamento paventato da chi si oppone all’utilizzo del fondo: “Non c’è la troika, non esiste”. Poi spiega dal palco del Festival dell’economia di Trento che il Mes “ha solamente vantaggi”. Perché “non si va sul mercato, è a lunga scadenza, a condizioni buone, e la condizionalità è solamente spendere i soldi nel settore per il quale è stato disegnato questo fondo. C’è il problema dello stigma, va affrontato in modo ragionevole e trasparente”, conclude Visco. Sarà un caso, ma queste parole sono anche un imprimatur in piena regola alle dichiarazioni di Bonaccini. E da parte di chi nel deep state pare sia una delle punte dell’iceberg.

Le sirene del centro

Sul piano politico il leader dell’ala destra del Pd intanto guadagna punti anche fuori dal suo partito. Non più tardi di tre giorni fa il senatore Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva a Palazzo Madama, ha detto apertamente ad Affaritaliani.it di sognare un polo riformista che vada da Bonaccini alla Carfagna, passando per Calenda, Gori e la Bonino. Svelando, se ce ne fosse ancora bisogno, che anche al centro e tra i moderati si guarda con molto interesse alle mosse del governatore emiliano.

Altri lidi?

Insomma, magari non prenderà (subito) il posto di Zingaretti alla guida del Partito democratico. E non è chiaro quanto accarezzi davvero l’idea di sedersi a Palazzo Chigi per fare il premier. Ma di certo Bonaccini a qualcosa sta pensando, con l’impressione che ormai l’Emilia-Romagna gli vada un po’ stretta.

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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