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Boom dei ricchi in fuga: vanno da Trump e a Sydney, ecco perché

L'anno scorso 82mila persone con un patrimonio tra uno e 30 milioni di dollari hanno cambiato Paese di residenza (+28%). Australia e Stati Uniti le mete preferite, mentre la Francia non piace più.

Donald e Melania Trump al ballo per l'insediamento alla Casa Bianca (foto di Ashley Marble)

I ricchi in fuga esistono davvero e sono tanti. L’anno scorso in 82mila hanno lasciato i loro Paesi di nascita o di residenza per altri lidi. E il flusso ha avuto incrementi da record, con un boom del 28% in più rispetto al 2015.

L’identikit dei ricchi in fuga

Non stiamo parlando però di ricchi sfondati, come emiri del petrolio o nuovi miliardari della Silicon valley. Si tratta di “high-net-worth individuals”, e cioè di persone dotate di un patrimonio tra uno e 30 milioni di dollari, immobili compresi. Insomma ricchi sì, ma non troppo, guardandoli con un po’ d’ironia. Sono loro i soggetti presi in esame dal report annuale “Global Health Review: Worldwide Wealth and Wealth Migration Trends”. Si tratta di un’analisi curata dalla società di ricerca e consulenza sudafricana New World Wealth. I Paesi analizzati sono 71. E i dati emergono da un mix di indicatori, come le compravendite di immobili o l’utilizzo di programmi che offrono cittadinanza o altri vantaggi ai residenti stranieri in cambio di investimenti.

La Sydney Opera House

Australia al primo posto tallonata dagli Usa

Stando ai risultati del report, nel 2016 i ricchi che hanno cambiato Paese sono saliti a 82mila, con un incremento del 28% sul 2015. In testa per il secondo anno di seguito c’è l’Australia, dove si stima siano approdati 11mila nuovi ricchi (+38%), attratti da agevolazioni fiscali e imprenditoriali. Ma il botto l’ha fatto l’America, secondo Paese in classifica. Negli Stati Uniti sono arrivati 10mila nuovi milionari con un balzo del 43%. E c’è da scommettere che con Donald Trump alla Casa Bianca, quest’anno ci sarà una bella accelerazione. Altre mete privilegiate, Canada, Emirati Arabi e Nuova Zelanda.

Via da Parigi, Cina e Turchia

Chi perde residenti facoltosi è invece la Francia: 12mila nel solo 2016, con un’uscita del 20% in più. Probabilmente sull’addio hanno influito gli attentati terroristici a Parigi e a Nizza, in Costa azzurra. Ma ha pesato di certo anche il severo Fisco francese e magari un po’ di preoccupazione per le elezioni presidenziali, con l’incognita “Frexit”, se vincesse Marine Le Pen. Gli altri ricchi in fuga invece se ne vanno soprattutto dai Paesi emergenti, con Cina, India e Turchia in testa alla classifica delle partenze.

L’Italia si candida tra le solite polemiche

Grazie al nuovo provvedimento del Governo i ricchi in fuga sceglieranno l’Italia? Vedremo. Il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan hanno deciso di provarci. La nuova normativa consente di pagare un forfait da 100mila euro l’anno a chi sceglie di risiedere in Italia. E sembra ritagliata su misura per i loro patrimoni. Ma al di là delle polemiche scatenate dal provvedimento tra chi è favorevole (“con i loro consumi faranno girare l’economia”) o contrario (“è un’ingiustizia per i contribuenti italiani”), non si tratta di una proposta campata in aria, come qualcuno potrebbe pensare. Brexit o non Brexit, come abbiamo visto i flussi migratori dei big della finanza, dei top manager e degli imprenditori sono all’ordine del giorno ormai da diversi anni.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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