Il braccialetto di Amazon ha già fatto il giro del mondo. L’azienda di Jeff Bezos avrebbe ottenuto due brevetti per questo nuovo strumento elettronico da mettere al polso dei suoi dipendenti. Secondo il sito GeekWire sarebbe stato progettato addirittura nel 2016. L’obiettivo di Amazon sarebbe quello di controllare che i lavoratori facciano sempre la cosa giusta.
In sostanza, attraverso questo braccialetto, collegato ai data base di inventario e ordini, l’azienda potrebbe monitorare se lo staff sta compiendo i movimenti corretti per svolgere le operazioni il più velocemente possibile. E in caso di errore, ecco una vibrazione che segnala al lavoratore come ci sia qualcosa che non va.
Braccialetto: tutti contro
Ma dietro a principi come quello dell’efficienza e della produttività, il sistema di fatto permetterebbe di sorvegliare i lavoratori ogni secondo della giornata. E tanti saluti alla privacy del dipendente. Sulla vicenda sono volate parole grosse: schiavi, robot, non più lavoratori. Tutte le forze politiche e sindacali, da destra a sinistra, si sono schierate contro Amazon e in difesa della dignità dei suoi dipendenti, a partire dal premier Gentiloni: “La sfida è la qualità, non lavorare con il braccialetto”. E dal ministro dell’Economia Calenda: “Mai in Italia”.
Poi è sceso in campo anche il ministro del Lavoro. Poletti ha ricordato che “nel nostro Paese c’è una regolazione per legge di tutti gli strumenti che ipoteticamente consentono i controlli a distanza. Se un’azienda intende utilizzare uno strumento con queste caratteristiche deve farlo nel rispetto della legge. Ossia avere l’accordo con le organizzazioni sindacali o richiedere l’autorizzazione al ministero”.
Braccialetto: la risposta di Amazon
E la multinazionale di Seattle? ha risposto con il solito laconico comunicato. “Non rilasciamo commenti relativamente ai brevetti. In Amazon siamo attenti a garantire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo. La sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti sono la nostra priorità”.
Niente paura, quindi. “In tutti i Paesi in cui operiamo rispettiamo in maniera rigorosa tutte le regolamentazioni in materia di lavoro”. Senza dimenticare che “i brevetti impiegano anni per essere approvati e non necessariamente riflettono gli sviluppi attuali che stanno avendo i nostri prodotti e servizi”. E che negli anni l’azienda ha introdotto “diverse innovazioni tecnologiche per supportare i nostri dipendenti durante il loro lavoro e rendere i processi più semplici ed efficaci”.
Braccialetto: solo un brutto film?
Naturalmente anche il web si è scatenato con commenti al veleno, del tipo “Amazon brevetta il bracciale elettronico che controlla i movimenti dei lavoratori. Le catene rallentavano troppo…”. E chissà come l’hanno presa i dipendenti piacentini di Amazon, che nell’hub di Castel San Giovanni hanno aperto da mesi un duro contenzioso sulle loro condizioni di lavoro e che utilizzano già scanner palmari.
Insomma, sarà anche “un brutto film di fantascienza”, come ha detto il leader di Liberi e Uguali Pietro Grasso. Ma tra robot che creano disoccupazione e braccialetti-spia, speriamo solo che la proiezione non sia già cominciata.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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