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“Broken, il potere del frammento”: a Firenze apre la mostra di Palazzo Strozzi con oltre 80 capolavori

“Broken, il potere del frammento”: è la nuova mostra aperta a Firenze nelle sale di Palazzo Strozzi dal 25 settembre al 24 gennaio 2027. Il critico teatrale e d’arte Sergio Buttiglieri l’ha visitata all’inaugurazione, raccogliendo le considerazioni di Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, e di Kaywin Feldman, direttrice della National Gallery of Art di Washington: ecco una sintesi della sua presentazione.


“Broken, il potere del frammento” è una mostra straordinaria che mette insieme opere provenienti da cinque millenni di storie, da cinque continenti. Un’altra storia della scultura, tutta raccontata dal punto di vista della rottura, della frammentazione.

Ne abbiamo parlato con Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi: “È una a mostra che ci rende orgogliosi, perché oltre 80 capolavori sono arrivati davvero da tutto il mondo nelle sale di Palazzo Strozzi e ci rende orgogliosi, anche perché è frutto di una collaborazione istituzionale importantissima con la National Gallery of Art di Washington, quindi con il più importante museo d’America, con cui la fondazione Palazzo Strozzi collabora molto spesso. Questa è infatti la terza mostra che realizziamo insieme, e non finisce qui la nostra collaborazione. Ricordiamo che la scorsa mostra su Rothko ha avuto un grande successo, grazie anche ai prestiti importantissimi della National Gallery di Washington”.

Anni di lavoro

I curatori di Broken, CD Dickerson III e Andrew Sears, ha aggiunto Galansino, “hanno preparato questa preziosa collezione. Sono tanti anni di lavoro che abbiamo svolto insieme; un percorso straordinario, emozionante, unico, davvero diverso, anche rispetto a quello che abbiamo fatto in passato. Quindi per noi questo, in un certo senso, rappresenta anche una sfida, un’apertura a nuove forme espositive”.

Un grazie va anche “a tutti i prestatori e ai due team della nostra Fondazione e della National Gallery of Art di Washington per aver lavorato insieme in tutti questi anni. Poi ringrazio il nostro editore Marsilio Arte che ha realizzato ancora una volta non solo un catalogo ma un libro straordinario: oltre a comprendere tutte le opere esposte, propone una serie di saggi veramente interessanti”. Infine, aggiunge, “Ringrazio il nostro architetto Corrado Anselmi e Andrea Damiano che hanno creato un allestimento ancora una volta molto sfidante, bellissimo ed elegantissimo”. 

La grande mecenate

Parlando di America, Galansino ha sottolineato il rapporto con “Maria Manetti Shrem, nostra storica sostenitrice,  mecenate non solo di Palazzo Strozzi ma di tutta Firenze che rappresenta un vero ponte tra la Toscana e la California. Lei ci sostiene ogni anno per i nostri Educational Center che portano il suo nome, e che fino ad oggi ha accolto dal 2022 più di 60.000 persone, con una particolare attenzione a quelle affette da parkinson, autismo, demenze, disabilità intellettive e generalmente in condizioni di fragilità”.

Si tratta di “una parte importantissima del nostro operato e cerchiamo sempre di fare di più per coinvolgere i nostri pubblici. Quest’anno si aggiunge una nuova attività dedicata alle persone ipovedenti o cieche: saranno organizzate visite tattili. Abbiamo infatti realizzato una replica del Torso di Livorno, una delle opere più prestigiose della mostra, proveniente dal Museo Archeologico di Firenze e recentemente restaurata grazie al sostegno dei Friends of Florence. Le persone cieche e ipovedenti potranno quindi toccare e conoscere quest’opera attraverso la sua riproduzione”.

Feldman: dalla meraviglia all’empatia

Alla presentazione anche Kaywin Feldman, direttrice della National Gallery of Art di Washington: “Nel corso di millenni il tempo, gli eventi naturali e le guerre, la devozione, ma anche gli artisti, hanno trasformato le sculture in frammenti che mantengono un’incredibile forza”. Adesso, “grazie alla visione dei curatori possiamo riflettere, ma anche stupirci davanti a oltre 80 di questi oggetti e alle loro storie così affascinanti”, ha affermato.

“La cosa che trovo veramente appassionante è la varietà e la complessità di queste opere, le emozioni che suscitano dalla meraviglia alla curiosità, dallo shock all’empatia. La mostra espone degli interventi antichi di frammentazione sia fisica che simbolica che si confrontano poi con gli artisti contemporanei in esposizione. Questi artisti si sono ispirati ai frammenti della forma umana per esplorare i temi come la perdita, la cancellazione e il potere con effetto affascinante”.

Secondo Feldman si tratta di una mostra molto ambiziosa: “Riunisce opere da oltre 5 continenti che vengono da oltre 50 prestatori da tutto il mondo. Ci sono dei prestiti anche molto rari da musei ubicati in Cambogia, Francia, Germania, Grecia e Messico e ovviamente Italia e Stati Uniti. Siamo grati a questi Paesi per averci affidato alcuni dei loro tesori più preziosi e spesso meno noti, dandoci così l’opportunità di raccontare una storia diversa sul loro potere”. Broken, ha concluso, “mi sta veramente a cuore e sono felice di accoglierla alla National Gallery nella primavera dell’anno prossimo come tappa finale di questo progetto”.  

L’itinerario di visita

La mostra, ha spiegato Galansino, si snoda in 10 sale organizzate in tre principali sezioni. La prima considera proprio il potere del frammento, il modo in cui frammenti incarnano sia la presenza che l’assenza e si occupa anche delle emozioni che suscitano come segno di resistenza e persistenza, poiché una parte delle sculture nelle prime sale sono esistite molto più a lungo proprio come frammenti che nella loro condizione integra.

La seconda sezione esamina le forze storiche che hanno prodotto i frammenti: una sala racconta la storia delle iconoplastie, la distruzione dei monumenti, dagli attacchi alle immagini dei governanti durante le rivoluzioni alla distruzione delle immagini sacre nel contesto di cambiamenti religiosi.

Un’altra sala affronta le tracce lasciate dalle guerre e dai conflitti, esaminando le minacce che questi eventi hanno rappresentato per le opere d’arte e anche il modo in cui singoli soggetti e mercato dell’arte hanno contribuito a salvaguardarle, attraverso la conservazione, il restauro e la restituzione.

Gli ultimi spazi sono dedicati agli artisti, dall’epoca premoderna fino al presente, che hanno lavorato sul tema della frammentazione nella loro pratica. Opere che mostrano quanto sia complessa la problematica della creazione e della rottura, della distruzione e del rinnovamento, che nella storia dell’arte sono sempre state profondamente intrecciate.

Gli artisti contemporanei

A queste riflessioni si collegano anche le tre installazioni site specific dell’artista olandese-belga Mark Manders, «Silent Studio», che riportano questi temi nel presente. Una grande installazione trasforma il cortile di Palazzo Strozzi in quello che Manders stesso definisce uno “studio temporaneo all’aperto”.

Galansino conclude: “Vorrei ringraziare gli artisti contemporanei. Il loro contributo a Broken dimostra che il frammento è una fonte costante di ispirazione, ma anche un modo per riflettere e immaginare molteplici futuri. Ho avuto il piacere di incontrare alcuni di questi artisti durante l’installazione ed è stato molto interessante vedere il segno che lasciano su Firenze: una città ricca di storia, che continua e continuerà a reinventarsi”.

Broken e le iniziative fiorentine

La mostra si inserisce nel novero delle molteplici iniziative fiorentine: Con la Biaf-Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (24 settembre-4 ottobre), sono state previste agevolazioni reciproche per i visitatori, mentre lunedì 28 settembre alle 15, presso Palazzo Corsini, Galansino, C. D. Dickerson III e Andrew Sears saranno protagonisti di una conferenza dedicata alla mostra.

Un altro elemento importante è il fuori mostra, che porterà i temi di Broken da Palazzo Strozzi in diverse istituzioni, in luoghi della città con la collaborazione dei Musei civici e fiorentini, con due luoghi straordinari come il museo Bardini, la Fondazione Salvatore Romano che saranno inseriti in questi itinerari speciali con sconti e attività comuni.


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