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Buona Destra: la piacentina Caterina Zurlo responsabile nazionale Giustizia e Sicurezza

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Michele Giardino e Caterina Zurlo

Buona Destra: c’è anche un po’ di Piacenza nel nuovo organigramma nazionale del movimento politico fondato da Filippo Rossi. L’ex direttrice della Casa circondariale delle Novate, Caterina Zurlo, è stata nominata dall’assemblea organizzativa di Buona Destra responsabile del dipartimento Giustizia e Sicurezza sociale. Ai lavori tenuti a Roma, nella cornice di palazzo di Santa Chiara, a due passi dal Pantheon, oltre a Zurlo era presente il consigliere comunale Michele Giardino, referente del Comitato piacentino del movimento.

Su Facebook intanto arriva la prima dichiarazione di Zurlo, originaria dell’Umbria ma che da anni vive a Piacenza. È in risposta agli auguri di buon lavoro di Giardino: “Grazie per le parole e per la stima che tu Michele e la Buona Destra mi indirizzate”, ha scritto. “Sarà una bella esperienza e sarò lieta di collaborare alla costruzione di un nuovo progetto, moderato e aperto alle diverse sensibilità che il mondo della Giustizia pone”.

Verso il partito

Quali saranno i prossimi passaggi di Buona Destra? A spiegarlo è il leader del movimento. “Abbiamo individuato una prima griglia di dirigenza nazionale che verrà confermata durante l’assemblea costituente del partito che terremo a Roma dopo l’elezione del presidente della Repubblica”, ha detto Rossi.

All’assemblea romana si contavano “duecento soci fondatori dei comitati territoriali provenienti da tutta Italia (erano rappresentate tutte le regioni)”. E come si legge sempre nella nota stampa di Buona Destra, “si sono confrontati sui prossimi passi da fare per un movimento politico che sta prendendo forma dal basso e che dal basso vuole contribuire a sanare la più grande anomalia della politica italiana: l’assenza di una destra liberale, moderata ed europea che si contrapponga allo strapotere della destra estrema e sovranista”.

In questo quadro, ha aggiunto Rossi, “faccio mie le parole di Anne Applebaum, secondo la quale c’è bisogno di una forte destra liberale, moderata, di una destra ‘centrale’ che rispetti la democrazia e le sue regole. Sempre la Applebaum spiega come nei Paesi in cui questa destra ‘centrale’ scompare, come avvenne nella Germania prima dell’ascesa di Adolf Hitler, viene a crearsi un vuoto, uno spazio politico che presto verrà occupato dalla destra radicale. Ecco, la Buona Destra nasce in Italia per riempire questo vuoto politico”.

Chi fa che cosa

Veniamo ai nomi dei principali dirigenti del nuovo organigramma nazionale votato dall’assemblea a Roma: “Presidente il grossetano Giovanni Lamioni; Corinna Marzi, coordinatrice del Lazio; la piacentina Caterina Zurlo, responsabile giustizia e sicurezza sociale; i veneti Stefano Ederle e Maurizio Saia, già senatore di Alleanza nazionale; ad occuparsi delle relazioni internazionali ci sarà il bolognese Enzo Raisi, anche lui da una decennale esperienza in An e oggi in libreria con il suo saggio La Casta siete voi!; dall’esperienza di Energie per l’Italia arrivano il coordinatore Maurizio Petrò; il responsabile della Sardegna Tore Piana e il responsabile riforme istituzionali, il pratese Giovanni Bambagioni; tra gli altri coordinatori regionali già operativi, spiccano Claudio Desirò (Piemonte); Antonio Cappiello (Basilicata); Carlo Sbano (Calabria); Kishore Bombaci (Toscana)”.

A capo del dipartimento economia ci sarà “l’avvocato Massimiliano Sammarco, autore della proposta di Riforma Tributaria della Buona Destra. E ancora Paolo Capra, Antonello Barbieri, Vittorio Tozzini, Alessandro Peru (che si occuperà di transizione ecologica), Giancarlo D’Angelo a capo del dipartimento sull’innovazione sociale e Alfredo Foresta che si occuperà di Bellezza Urbana. Il professor Andrea Molle sarà il direttore del Centro Studi per la Buona Destra”.

Obiettivo 2023

Quella che si è data la Buona Destra, ha sottolineato Rossi, è “una struttura che rimarrà il più possibile aperta a nuovi apporti e nuove qualità. Siamo tutti d’accordo: nella Buona Destra premieremo il lavoro e il merito, non certo le posizioni precostituite. Nella Buona Destra uno non vale uno e la burocrazia partitica sarà ridotta al minimo. Chi oggi sta lavorando per far crescere la Buona Destra ha accettato tanti oneri e pochissimi onori”.
L’obiettivo? “Le elezioni del 2023. Faremo di tutto – conclude Rossi – per proporre nella scheda elettorale una proposta politica alternativa al sovranismo dilagante”.

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