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Camera di Commercio: tutti i dubbi sull’operazione Piacenza Expo

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Palazzo del Governatore, sede della Camera di Commercio di Piacenza

Camera di Commercio: sull’aumento di capitale di Piacenza Expo si potrebbe decidere lunedì. Il Consiglio camerale è convocato per il 23 novembre in web conference. E tra i punti dell’ordine del giorno c’è anche la “proposta di riduzione del capitale sociale della società Piacenza Expo per ripianamento perdite e contestuale aumento del capitale sociale”.

L’operazione in corso lascia però più di un dubbio. E non solo nell’Ente presieduto da Filippo Cella, che dopo il Comune di Piacenza (54,39%) detiene la quota più importante di Piacenza Expo (20,65%), seguito da Banca di Piacenza (8,74%); Crédit Agricole (7,76%); Provincia di Piacenza (5,42%); Regione Emilia-Romagna (ancora all’1% ma in procinto di salire a una quota tra il 4 e 5%). Mentre per il resto parliamo di partecipazioni di diverse associazioni locali tutte da prefisso telefonico, che vanno da quella di Confindustria Piacenza (0,96%) a quella di Confapi (0,007%).

Il debito con il Comune

I dubbi sull’aumento di capitale sociale di Piacenza Expo sono alimentati dal problema emerso nei mesi scorsi, quando si è scoperto che dal 2013 l’Ente fieristico di Le Mose non aveva mai pagato Imu e Ici al Comune di Piacenza. Una posizione debitoria che si è protratta fino al 2019, per un ammontare quantificato dall’Amministratore unico dell’Ente fieristico Giuseppe Cavalli in quasi 1.100.000 euro, compresi sanzioni e interessi. La cifra, aveva spiegato Cavalli nel luglio scorso, verrà pagata al Comune da Piacenza Expo con una rateizzazione.

Dove va l’aumento di capitale?

In sostanza, senza entrare nei tecnicismi contabili del caso, c’è il timore che buona parte delle risorse per l’aumento di capitale riservato ai soci (1.000.000 di euro) e di quello proposto ai nuovi soci (1.500.000 euro) venga utilizzata per pagare il debito verso il Comune di Piacenza. Tanto che prima di prendere la sua decisione, la Giunta della Camera di Commercio, ha chiesto lumi sulla vicenda.

In una lettera di fine settembre a firma del segretario generale Alessandro Saguatti, la Camera di Commercio ha chiesto a Cavalli non solo di conoscere il piano industriale di Piacenza Expo, per valutarne le reali prospettive di rilancio, partendo dalle sue modalità e dai tempi di realizzazione previsti. Nella missiva infatti si mette l’accento sulla necessità di conoscere “se la questione che vede da tempo contrapposta Piacenza Expo al Comune di Piacenza, in relazione all’Imu e all’Ici non corrisposte dal 2013, sia stata definita o sia ancora in corso di definizione, ritenendo che la soluzione a tale questione debba essere definita prima di dar corso alla ipotizzata operazione di aumento di capitale sociale”.

Un problema più che mai aperto per i soci pubblici, spiega Saguatti, “ai quali è espressamente inibita la facoltà di aderire a proposte di aumento di capitale per finalità che esulano da piani di sviluppo, quali la copertura di perdite o il concorso alla riduzione dei debiti bancari o fiscali”.

Gli altri soci

Queste perplessità della Camera di Commercio erano già state segnalate a suo tempo anche dalla Banca di Piacenza, terzo azionista e primo socio privato dell’Ente fieristico. L’Istituto di via Mazzini si era detto favorevole all’aumento di capitale, ma non per pagare i debiti di Piacenza Expo verso Palazzo Mercanti. E pare che adesso sulla vicenda si associno anche i dubbi della Fondazione di Piacenza e Vigevano, che dovrebbe essere uno dei nuovi partner dell’Ente fieristico con Consorzio Piacenza Alimentare e Federalberghi.

Le mosse di Comune e Piacenza Expo

Intanto, l’assessore al Bilancio del Comune Paolo Passoni e lo stesso Cavalli hanno preso ancora tempo. Cavalli ha deciso di rinviare l’assemblea dei soci del prossimo 26 novembre che avrebbe dovuto deliberare l’aumento di capitale dell’Ente fieristico. Passoni ha parlato di un dubbio procedurale, relativo alla riduzione volontaria del capitale sociale di Piacenza Expo (oltre 4,6 milioni di euro, pari alle perdite pregresse) da varare contestualmente all’aumento proposto (2,5 milioni). Ma come abbiamo visto forse la questione sul futuro di Piacenza Expo appare molto più complessa.

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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