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Carabinieri di Piacenza, il colonnello Breda: potenziato il pronto intervento, più vicini ai cittadini

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Al centro, il colonnello Breda

Carabinieri di Piacenza: si avvicina il 212° anniversario della fondazione dell’Arma, che anche nella città emiliana verrà celebrato venerdì 5 giugno. E come da tradizione questo appuntamento diventa l’occasione per fare un bilancio delle attività svolte dai militari nell’ultimo anno, in questo caso tra giugno 2025 e lo scorso mese di maggio.

“La situazione è sostanzialmente stabile”, ha affermato il colonnello Pierantonio Breda, comandante provinciale dell’Arma, nella conferenza stampa di oggi. I reati denunciati ai carabinieri sono stati complessivamente 8.787, circa l’88% di quelli registrati sul territorio provinciale. I furti rappresentano ancora il fenomeno più diffuso, con 3.381 denunce. Un dato comunque inferiore rispetto ai 4.279 registrati nell’anno precedente.

Sono in crescita i danneggiamenti, saliti da 833 a 1.215 casi, compresi quelli alle auto che vengono denunciati anche a fini assicurativi. Truffe e frodi informatiche, con 1.079 casi, si attestano tra le problematiche più rilevanti sul fronte della sicurezza. Un fenomeno che colpisce cittadini di ogni età e interessa sempre di più la navigazione online, i sistemi di pagamento elettronico e le comunicazioni telefoniche (al termine dell’articolo la versione integrale della nota dell’Arma con tutti i dati divulgati dal Comando di via Beverora).

Nuclei radiomobili e centrali operative

“Credo innanzitutto che la cifra distintiva dell’attività svolta quest’anno sia legata al potenziamento degli assetti di pronto intervento e di risposta all’utenza”, ha spiegato il colonnello Breda. “Questo in risposta al sempre più avvertito bisogno di sicurezza della cittadinanza. E in tal senso sono stati potenziati i nuclei radiomobili e le centrali operative”. I primi “sono le unità che intervengono dopo la chiamata al 112, e le centrali operative sono proprio composte da chi risponde al 112. Quello che abbiamo fatto è potenziare questa capacità di risposta. Tutte le tre Compagnie del Comando provinciale, a Piacenza, Fiorenzuola d’Arda e Bobbio, mantengono, anzi vedono potenziata la centrale operativa. Perché l’utenza deve sapere che dall’altra parte del telefono c’è una persona che non solo raccoglierà la risposta, ma che tante volte rimane con l’utente anche mezz’ora o un’ora”.

Addirittura, ha aggiunto il comandante provinciale, “abbiamo avuto dei casi in cui l’utenza è rimasta al telefono per quattro ore, perché non abbiamo la possibilità di gestire l’emergenza lasciando la persona che sta vivendo l’emergenza. Ecco quindi un’attività che dev’essere necessariamente accudente e svolta in modo aderente”. Perché per chi chiama il 112 è fondamentale “avere una risposta da parte di una persona che è vicina al luogo del bisogno, vicina anche fisicamente, che arriva da quell’esperienza. Una persona che ha lavorato sul territorio, che lo conosce, che sa quale strada viene indicata dall’utente che chiama. Ecco, questa è la cosa importante e che abbiamo voluto potenziare”.

Tre macroaree

Per quanto riguarda i reati, oltre 8.700, “se vogliamo fare un’analisi matematica, abbiamo una flessione del 2%, che comunque ritengo non sia percepibile dall’utenza”, ha proseguito Breda. “È un trend in calo da tempo, basti pensare che dieci anni fa i reati erano sostanzialmente il doppio rispetto a quelli che vengono commessi oggi”.

Se i furti rappresentano circa un terzo dei reati che si consumano in provincia, gli altri reati più diffusi sono i danneggiamenti e le truffe/frodi informatiche. Queste ultime “rappresentano più o meno il 10% dei reati commessi in provincia”, ha evidenziato Breda. “Il 10% è un numero molto significativo e si tratta di reati che sono a collaborazione necessaria, quindi non possono avvenire se non con la collaborazione inconsapevole da parte della vittima. È per questo che stiamo lavorando sul territorio, per diffondere una cultura della sicurezza e per informare i cittadini”.

Il valore della formazione

Infatti la formazione è diventata un elemento chiave dell’attività dell’Arma. “Sono tantissimi gli incontri che facciamo fin dalle scuole: 3.500 sono i ragazzi e 1.500 gli adulti che abbiamo raggiunto attraverso la formazione. Una maggiore consapevolezza nel difendersi dai rischi può portare ad abbattere notevolmente anche il numero di frodi e truffe informatiche. Il fatto che questo numero sia tendenzialmente in discesa, anche se di qualche unità rispetto allo scorso anno, in un mercato che sicuramente ha aumentato il numero di transazioni, ci porta a pensare che sia giusto continuare a investire, informando il cittadino su quelli che sono i rischi anche da questo punto di vista”, ha concluso il colonnello Breda.


Piacenza: 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri

«Oltre due secoli di storia, servizio e fedeltà alle Istituzioni, di gesti eroici ma anche, di “normale quotidiano impegno” al servizio della gente. L’Arma dei Carabinieri celebra il 212° Annuale della Fondazione rinnovando il legame profondo che, dal 1814, la unisce al Paese e alle comunità, anche quelle più remote, dove la parola Carabiniere è spesso sinonimo di Stato, Legalità e Giustizia. Una ricorrenza che non è soltanto memoria di un lungo cammino, ma è anche testimonianza “agita” dell’impegno costante, silenzioso e talvolta destinato a rimanere celato tra le pieghe del quotidiano, di donne e uomini che hanno scelto di diventare carabinieri per servire il Paese. 

L’annuale della fondazione è l’occasione per ribadire le proprie origini e mostrare con orgoglio le proprie tradizioni, ma è anche un momento di riflessione critica, per trarre spunti di riflessione e trovare soluzioni più adeguate alle sfide, sempre nuove e inedite, che il futuro è già pronto a offrirci. E’ in questo sottile equilibrio fra tradizione e costante innovazione, che trovano ragion d’essere i risultati conseguiti dall’Arma piacentina, nel periodo giugno 2025 – maggio 2026. 

I dati relativi ai delitti denunciati in tale periodo compongono un intricato mosaico, grazie al quale è possibile comprendere la complessità che ha connotato l’attività dei carabinieri, nel tentativo di dare una risposta sempre qualificata alle istanze del territorio piacentino. Complessivamente i delitti denunciati all’Arma della provincia sono stati 8.787 (circa l’88% di tutti i reati denunciati in provincia). A fronte di ciò, l’azione di contrasto e repressiva messa in campo dalle articolazioni dell’Arma sparse su tutto il territorio della provincia, ha permesso di denunciare 1.656 persone in stato di libertà e di trarne in arresto 146, così che 1 su 4 delitti ha un presunto colpevole.

I furti rappresentano ancora una volta la voce più consistente dei delitti commessi in provincia, con 3.381 episodi denunciati. Un numero consistente, ma in positivo calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando i furti consumati furono 4279. Seguono i danneggiamenti con 1.215 episodi (in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025 quando furono 833) e le truffe/frodi informatiche con 1.079 casi, dato in linea con il 2025 quando furono 1.087. Per quest’ultimo dato, occorre positivamente considerare i moltissimi episodi interrotti in fase esecutiva dalle vittime, grazie anche alle campagne di sensibilizzazione svolte, tra gli altri, anche dall’Arma.  

Sul fronte dei reati contro la persona, si registrano 218 lesioni dolose, 241 minacce, 25 violenze sessuali, di cui la gran parte in danno di maggiorenni (con un positivo calo rispetto allo scorso anno quando furono 34). Tra essi spiccano 2 omicidi volontari le cui indagini, affidate al Nucleo Investigativo e coordinate dalla Procura di Piacenza, hanno consentito in breve tempo di identificarne i responsabili, facendo luce su contesti diversi, ma accomunati da situazioni familiari difficili e rapporti umani degradati. 

Va poi evidenziato che il 4 novembre 2025, all’esito del giudizio abbreviato, il Tribunale per i Minorenni di Bologna ha condannato Shemu Marsel Cristiano a 17 anni di carcere per l’omicidio volontario, aggravato dagli atti persecutori in danno della minore Tila Aurora, all’epoca sua fidanzata, avvenuto il 25 ottobre 2024. Un risultato significativo e di grande valenza processuale, laddove si consideri il breve lasso di tempo decorso dal grave delitto, alla citata sentenza. Un risultato che, come sottolineato anche dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bologna, deve in buona parte essere ascritto alla competenza, alla dedizione del personale del Nucleo Investigativo. 

Particolarmente significativo è anche il dato relativo ai 7 omicidi stradali. Una sequenza di eventi luttuosi che ha interessato l’intera provincia, ma che spesso rischia di non essere compresa nella sua “ordinaria drammaticità”. Questi eventi confermano quanto il tema della sicurezza stradale non possa essere in alcun modo sottovalutato. Sicurezza stradale significa prevenzione e la prevenzione, in questo settore, si traduce in vite umane salvate. 

Inoltre, nel periodo in esame sono state attivate 199 procedure di “Codice Rosso”, a conferma della costante attenzione dell’Arma verso le situazioni di maggiore vulnerabilità e rischio per le vittime. In tale ambito sono state arrestate 6 persone, mentre 193 sono quelle denunciate in stato di libertà. Un’attività complessa resa ancor più delicata dalla presenza, in molti casi, di minori. Ed è anche alla luce di tale considerazione che da tempo, nella Provincia di Piacenza, operano 3 carabinieri appositamente formati per gestire dinamiche connesse a reati riconducibili alla violenza di genere. Personale scelto per l’empatia e la propensione al dialogo, che ha poi svolto corsi organizzati dal Comando Generale e che, ciclicamente, viene ricondizionato ed aggiornato sulla specifica tematica. A loro, inseriti nella “Rete Nazionale di monitoraggio del fenomeno della violenza di genere dell’Arma dei Carabinieri” (la cui nascita risale al 2013), il compito di fornire supporto alle articolazioni dell’Arma della provincia, fungere da punto di raccordo con gli altri soggetti istituzionali del territorio operanti in tale ambito. 

Vanno poi considerati i reati in materia di stupefacenti (51 reati legati allo spaccio e alla produzione di stupefacenti) che, insieme al dato delle rapine (77 di cui 22 avvenute in pubblica via) evidenziano un quadro, riconducibile alla microcriminalità che, seppur in positiva diminuzione rispetto al passato, necessita di ulteriori sforzi in termini preventivi, al fine di garantire maggiori livelli di sicurezza, anche percepita.

Vi è poi un altro tema particolarmente delicato e spesso complesso, che vede le Stazioni Carabinieri in prima linea, ovvero quello della scomparsa di persone, nella maggior parte dei casi da ricondursi ad allontanamenti volontari, ma non per questo da sottovalutare. La denuncia di una scomparsa o la segnalazione di un allontanamento, soprattutto se di minore, necessitano di una risposta rapida, efficace ma anche in qualche modo rassicurante. Sono eventi che coinvolgono, gettandole nell’angoscia, persone e famiglie e che, dunque, devono trovare il supporto dell’Arma 24 ore su 24. Si consideri, per dare una dimensione del fenomeno, che nel periodo maggio 2025-maggio 2026, le denunce di allontanamento/scomparsa presentate presso le Stazioni del piacentino sono state 31. Tra esse, recente, quella di una donna con i suoi due figli minori, le cui ricerche protrattesi per giorni e che hanno visto operare in maniera sinergica i Comandi Provinciali Carabinieri di Piacenza e Udine hanno consentito, grazie alle articolate e complesse attività investigative condotte, di rintracciale e chiarire, al contempo, la volontarietà del gesto.  

Ogni giorno, 24 ore su 24, su tutto il territorio della provincia, i servizi preventivi e di controllo svolti dai carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza, hanno contrastato in maniera decisa e qualificata microcriminalità e degrado. Fenomeni, questi, che più di altri colpiscono e spaventano il cittadino, incidendo in maniera negativa sulla c.d. sicurezza percepita. In totale sono stati effettuati 17.634 servizi preventivi, per un totale di 1.907.897 chilometri percorsi. Un dato che, nella sua essenzialità, testimonia il dinamismo e la capacità di presidiare il territorio da parte del dispositivo messo in campo dall’Arma e che ha consentito di dare corso a 10.124 interventi operativi e controllare 118.150 tra soggetti e veicoli. 

I numeri aiutano, ma da soli non bastano a dare la giusta dimensione di un lavoro complesso, spesso agito su più livelli e con strumenti diversi, complessivamente orientato alla tutela del cittadino e alla salvaguardia della collettività.  

In un mondo che cambia rapidamente, per raggiungere simili risultati occorre costantemente adattare il modello organizzativo dell’Arma, così da renderlo sempre efficiente e aderente alle istanze di sicurezza dei cittadini. A tal fine, nel febbraio 2026, il Comando Generale dell’Arma ha provveduto a potenziare gli assetti radiomobili di pronto intervento e le centrali operative su tutto il territorio nazionale con conseguente aumento della pianta organica del Comando provinciale di Piacenza: un importante rafforzamento della struttura. Una forza, giova ribadirlo, tutta pensata per potenziare la macchina del pronto intervento, anche migliorando la risposta delle centrali operative che, attraverso il 112 N.U.E., sono destinate a ricevere le richieste di intervento e a gestire i conseguenti interventi su tutto il territorio provinciale. Non solo, il 25 maggio u.s., con la firma del contratto di affitto in comodato d’uso gratuito da parte del Prefetto di Piacenza e del Sindaco di Podenzano, è giunto alle battute conclusione l’iter per dotare Podenzano di una Stazione Carabinieri.    

Per comprendere quanto l’Arma sia presente sul territorio è poi essenziale ricordare anche il lavoro frutto di una collaborazione complementare e sinergica tra gli assetti del Comando Provinciale ed i competenti Reparti Speciali dell’Arma. Assetti che operano con competenza in settori particolari, grazie a personale esperto e specializzato.  Un approccio, quello dei reparti speciali, che è prima di tutto finalizzato alla prevenzione, nella considerazione che l’obbiettivo è garantire la sicurezza del cittadino e non irrogare sanzioni. A tal proposito, la specifica competenza di tali assetti è sempre a disposizione per coloro che intendano avvalersene per avere chiarimenti, suggerimenti e consigli. 

Il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Piacenza ha effettuato controlli su 136 ditte e 327 lavoratori, accertando la presenza di 21 lavoratori in nero. L’attività ispettiva ha portato all’irrogazione di sanzioni amministrative e sanzioni per lavoro nero per quasi 245mila euro. Particolarmente rilevante anche l’azione nel settore della prevenzione degli infortuni e della sicurezza sui luoghi di lavoro, con 92 violazioni accertate in materia di salute e sicurezza e ammende comminate per oltre 150mila euro. A seguito delle irregolarità riscontrate, sono stati inoltre adottati 18 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, di cui 11 per lavoro nero e 7 per violazioni in materia di salute e sicurezza. 

Altrettanto incisiva l’attività condotta dal Nas di Parma che, nel periodo in esame, ha eseguito 110 controlli, segnalando 37 persone all’Autorità Amministrativa e 3 a quella Giudiziaria, comminando 11 sanzioni penali e 66 amministrative. Di particolare rilievo anche i sequestri effettuati: 14.000 chilogrammi di alimenti vari e 10.550 litri di prodotti vari. Nel settore della sanità, sono stati eseguiti 121 controlli, con 20 persone segnalate all’Autorità Amministrativa e 14 a quella Giudiziaria, 1 arresto, oltre al sequestro di 415 confezioni di cosmetici e dispositivi medici. Un’azione capillare e mirata, quella svolta dai militari del NAS, con il fine ultimo di garantire sicurezza al cittadino in ambiti particolarmente sensibili quali, appunto, quello sanitario, della ristorazione e della ricettività. 

Anche il Reparto Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Parma ha effettuato 19 controlli nel settore agroalimentare, che hanno portato al sequestro di prodotti per un valore complessivo di 62.800 euro, alla denuncia in stato di libertà di 2 persone e alla contestazione di 9 sanzioni amministrative, per un importo di oltre 70.000 euro. Altrettanto incisiva l’azione di controllo svolta nel settore dei fondi pubblici, laddove a fronte di 13 controlli è stato richiesto il ritiro/sospensione di aiuti a carico di due aziende, per un importo complessivo di poco inferiore ai 140.000 euro.

L’impegno dell’Arma dei Carabinieri nella tutela dell’ambiente è affidato, in particolare, ai Carabinieri Forestali, le cui articolazioni nella provincia di Piacenza hanno svolto un lavoro capillare e variegato. Nel periodo considerato sono stati effettuati oltre 8.900 controlli, che hanno portato alla contestazione di sanzioni nei confronti di circa 300 persone, per un ammontare complessivo di circa 295.000 euro. Le violazioni accertate hanno riguardato principalmente illeciti in materia di tutela del territorio, protezione della flora e della fauna selvatica, oltre a casi di discariche abusive e gestione non autorizzata di rifiuti, sia pericolosi sia non pericolosi.

L’azione di prevenzione e repressione dei reati ambientali ha consentito, inoltre, di perseguire oltre 300 illeciti, risultato di un’attività investigativa capillare e costante svolta dai militari specializzati del comparto forestale.

Particolare attenzione è stata poi dedicata al fenomeno degli attingimenti abusivi di acqua pubblica, tema di crescente rilevanza e strettamente legato alle criticità ambientali e climatiche degli ultimi anni. I controlli effettuati hanno infatti permesso di individuare numerosi casi di prelievo illecito di risorse idriche, condotte che rischiano di compromettere l’equilibrio del sistema idrico territoriale e la disponibilità di una risorsa essenziale per la collettività.

In un contesto segnato dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali continua a rappresentare una priorità strategica per l’Arma dei Carabinieri, impegnata quotidianamente nella salvaguardia del territorio e della legalità.

Tuttavia, l’azione condotta dall’Arma a sostegno della legalità e a tutela del cittadino non si è limita all’attività propriamente di polizia. Ad essa sono state affiancate iniziative pensate per rendere più consapevole il cittadino e fornire a tutti, specie alle categorie più vulnerabili, strumenti di autotutela. 

Particolare attenzione è stata rivolta alla prevenzione delle truffe ai danni di anziani, fenomeno che colpisce non solo sul piano economico, ma anche su quello emotivo, generando paura, senso di colpa e sfiducia in sé stessi e nelle istituzioni. Nel corso dell’anno, i carabinieri hanno promosso ed organizzato 32 incontri presso municipalità, parrocchie, centri per anziani, associazioni e luoghi di aggregazione, con la partecipazione di oltre 1.200 persone. 

Accanto alla tutela degli anziani, l’Arma ha riservato grande attenzione anche ai giovani, portando nelle scuole temi complessi come legalità, bullismo, cyberbullismo, uso consapevole dei social network, abuso di alcol e sostanze stupefacenti, ma anche sicurezza stradale e responsabilità individuale. Nell’anno scolastico 2025-2026 sono stati svolti 75 incontri, che hanno coinvolto circa 3.500 studenti. In tale ambito, al fine di ridurre le distanze che spesso si frappongono in maniera preconcetta tra giovai e adulti – a maggior ragione se in uniforme – è stato messo in campo un dispositivo capace di simulare gli effetti dell’ebbrezza alcolica (drunk goggles), che ha permesso ai ragazzi di sperimentare in sicurezza e nell’ambito del gioco, gli effetti che una assunzione smodata di alcool provoca sul fisico, con tutto ciò che ne consegue. 

Fortemente voluta dal Comando Provinciale di Piacenza, anche l’inedita iniziativa di portare sul palco del Conservatorio Nicolini, la Fanfara del 3º Reggimento Carabinieri “Lombardia” insieme a trenta studenti dell’Orchestra di Fiati del Conservatorio, per dare vita al “concerto di Natale”. Un’esperienza unica per i giovani allievi, che hanno così potuto condividere non solo il palco ma anche giornate di prove e momenti di forte emozione, con i musicisti dell’Arma diretti, per l’occasione, dal Maestro Colonnello Massimo Martinelli, direttore della Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri di Roma, appositamente giunto in città per l’evento. Un concerto che ha riscosso grande successo e di elevatissimo pregio musicale, reso ancor più emozionante dal coinvolgimento, dal senso di comunione e dall’entusiasmo che tutti gli artisti sul palco, nessuno escluso, hanno mostrato durante l’esibizione.

Dalla teoria alla pratica, per arrivare a condividere un orizzonte comune fatto di responsabilità, onestà e, perché no, favorire le relazioni tra i giovani e coloro che, in divisa, sono quotidianamente chiamati garantire sicurezza, rispetto delle norme e delle Istituzioni.   

Infine, tra le attività a carattere culturale e promozionale, il concerto per l’80° anniversario della nascita della Repubblica italiana, tenutosi il 1° giugno u.s. a Fiorenzuola, che ha visto sempre la Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” suonare, accompagnata dalle voci del “Coro Vallongina”, della “Polifonica Vogherese” e dalla “Corale San Donnino”. Un evento, come ha affermato il Comandante Provinciale Colonnello Pierantonio Breda a margine della manifestazione, che ha ulteriormente rafforzato i sentimenti di reciproco affetto che legano l’Arma dei Carabinieri al territorio della Provincia di Piacenza e del quale l’Istituzione è orgogliosa custode».


       

 

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