Il caso Michieletti infuria a Piacenza. Dopo l’arresto del primario di Radiologia dell’Ospedale cittadino per violenza sessuale ai danni di dottoresse e infermiere (32 episodi in 45 giorni di intercettazioni ambientali), il clima si è fatto incandescente. Le accuse elencate nel comunicato diffuso dalla Questura e avallato naturalmente dalla Procura mercoledì scorso hanno lasciato il segno. Al di là di quelle gravissime a carico di Emanuele Michieletti per i reati che avrebbe commesso, magistrati e poliziotti dipingono un quadro generale molto preoccupante dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto.
Le accuse degli inquirenti
Ripercorriamo i punti salienti delle loro dichiarazioni. Gli inquirenti sostengono che le indagini “hanno permesso di cristallizzare un inquietante scenario all’interno dell’Ospedale di Piacenza”. E quindi non solo nel Reparto di Radiologia diretto da Michieletti. Aggiungono che “l’ambiente ospedaliero si è dimostrato gravemente omertoso ed autoreferenziale, in quanto le condotte prevaricatrici del primario erano da tempo note a gran parte del personale, tanto che lo stesso si vantava nei discorsi con colleghi uomini di quanto compiva ai danni delle vittime, ricevendo in talune occasioni persino suggerimenti sugli atti sessuali da compiere in futuro”. In più, “il primario veniva definito come un uomo ‘potente’ sia per il ruolo all’interno dell’Ausl sia per le sue ‘conoscenze’, e tale posizione determinava nel personale sanitario una forte soggezione, derivante anche dal fatto che esporsi nei suoi confronti avrebbe comportato ripercussioni nella vita lavorativa e personale”.
Licenziato e sospeso dall’Ordine
Il direttore generale dell’Ausl di Piacenza Paola Bardasi ha provveduto giovedì scorso a licenziare Michieletti per giusta causa, sostituito a Piacenza da Giuseppe Marchesi, primario di Radiologia a Castel San Giovanni e già nominato capo dipartimento da qualche mese, sempre al posto di Michieletti. Ieri quest’ultimo è stato sospeso dalla professione dal Consiglio direttivo dell’Ordine dei medici di Piacenza, che il presidente Augusto Pagani ha convocato d’urgenza per occuparsi del caso. In più, il Consiglio ha annunciato che si costituirà parte civile nel prevedibile procedimento penale a carico di Michieletti.
Commissariare l’Ausl
Sempre ieri, il vicepresidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia, alla luce dei gravissimi eventi, ha chiesto il commissariamento dell’Ausl di Piacenza. Si è accodato così alla proposta arrivata dalla Lega con la senatrice Elena Murelli, che per prima aveva avanzato la necessità di questo provvedimento anche a Roma, in audizione a palazzo Madama. Interventi drastici richiesti poi alla Regione dai capigruppo di minoranza del Consiglio comunale di Piacenza, Patrizia Barbieri (Lista civica Barbieri-Liberi), Sara Soresi (FdI) e Luca Zandonella (Lega).
De Pascale prende tempo?
A Piacenza, accompagnato dagli assessori Massimo Fabi (Politiche per la salute) e Gessica Allegni (Pari opportunità) è arrivato nella mattinata di ieri il presidente della Regione Michele de Pascale, che a caldo, mercoledì aveva ringraziato procura e polizia per il loro lavoro, così come la dottoressa che con la sua denuncia aveva consentito l’avvio delle indagini.
“Per l’Emilia-Romagna un episodio grave come questo contestato al dirigente medico è una grande sconfitta collettiva davanti alla quale tutti dobbiamo reagire”, ha detto il governatore, dopo l’incontro con i vertici dell’Ausl e l’équipe che era di Michieletti. “L’azienda dal punto di vista disciplinare attuerà tutte le azioni necessarie per verificare ogni singola condotta non corretta”, ha avvertito de Pascale, ripreso anche da Il Resto del Carlino. “Non basta individuare un eventuale colpevole, ma serve un cambiamento culturale molto più a fondo”.
Pioggia di critiche
A creare scalpore è arrivata la lettera aperta firmata dai 16 primari e direttori di dipartimento dell’Azienda sanitaria di Piacenza (sotto il testo integrale). I medici fanno quadrato attorno ai vertici dell’Ausl, direttore generale Bardasi e direttore sanitario Andrea Magnacavallo in primis. La comunicazione però non ha fatto breccia più di tanto nell’opinione pubblica. Anzi, a molti piacentini, come si evince dai commenti negativi postati sui social, della presa di posizione dei primari non sono piaciuti toni e contenuti. Così come ha colpito la mancanza nella lettera di un esplicito ringraziamento a magistrati e polizia per il loro lavoro investigativo. Un’indagine che ha consentito di rivelare reati gravissimi avvenuti in ambito ospedaliero e di cui per ora è accusato l’ex collega Michieletti.
L’attacco dell’ex assessore
Infine, a rincarare la dose, ecco le affermazioni di stamattina, durante un sit-in davanti alla Casa della salute di Piacenza, di Manuela Bruschini, riprese da liberta.it. Per l’ex assessore comunale (2002-2007) della Giunta Reggi e referente delle donne autoconvocate per il presidio, quello di Michieletti “non è un caso isolato né un fulmine a ciel sereno, ma piuttosto l’ennesima manifestazione di un sistema marcio e compiacente. Vogliamo che sia chiarita la posizione di tutti quelli che sapevano e hanno fatto finta di non vedere”.
«In queste ore difficili, come dirigenti dell’Azienda sanitaria di Piacenza, sentiamo il dovere di ribadire con fermezza la nostra posizione e la nostra vicinanza a chi è stato colpito da una vicenda dolorosa e inaccettabile.
Siamo profondamente scossi da quanto emerso dalla ricostruzione delle indagini: fatti gravissimi che ci lasciano attoniti, come persone prima ancora che come professionisti. La nostra solidarietà va innanzitutto alle colleghe che hanno subito violenze e soprusi e a tutti i colleghi del reparto che sono finiti loro malgrado alla ribalta delle cronache.
Sappiamo che il dolore e lo sconcerto sono condivisi da molti: tra i quasi 4.000 dipendenti che ogni giorno lavorano con dedizione nella nostra Azienda, oggi prevale un senso di sgomento e ci chiediamo come sia potuto succedere tutto questo. Questi atti non rappresentano chi siamo e come operiamo ogni giorno al servizio della comunità. Né tantomeno come collaboriamo tra noi quotidianamente.
La responsabilità dei fatti gravissimi emersi è in capo a chi ha sbagliato e non devono degenerare in giudizi sommari.
Non vogliamo che questo impegno venga oscurato da un caso isolato e gravissimo. Siamo consapevoli che la fiducia si costruisce lentamente e si può perdere in un attimo. Per questo, oggi più che mai, dobbiamo ribadire chi siamo.
Va detto, con altrettanta forza, che la direzione in questi anni ha agito con determinazione, assumendosi la responsabilità di cambiare assetti consolidati, anche con fatica. Proprio a loro dobbiamo dare atto di aver avuto il merito di aver innescato un percorso di riorganizzazione profonda, un cambio di rotta che ha permesso di far emergere situazioni che preesistevano. Come dirigenti, ci impegniamo a proseguire nella strada della trasparenza, del rispetto e della cura. È nostro dovere vigilare, tutelare e reagire, affinché episodi come questi non abbiano più spazio.
Non vogliamo che l’intera comunità sanitaria piacentina venga confusa con chi ha tradito i propri doveri più elementari. Essere un’Azienda pubblica significa anche questo: non nascondere, ma agire. Non difendersi, ma migliorare. Non lasciare sole le persone.
Continueremo a lavorare con coscienza e responsabilità, insieme a una direzione medica e generale che ha accolto le denunce e si è attivata per sradicare comportamenti e reati nel segno della fiducia che i cittadini ci affidano ogni giorno.
Daniela Aschieri
Raffaella Bertè
Giacomo Biasucci
Gaetano Maria Cattaneo
Filippo Celaschi
Ruggero Massimo Corso
Rino Frisina
Giuliana Lo Cascio
Lucio Luchetti
Giuseppe Marchesi
Fabrizio Micheli
Marco Maserati
Massimo Rossetti
Giampietro Scaglione
Daniele Vallisa».
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi








In Emilia Romagna, non c’è ricambio di guida politica dove vince sempre lo stesso partito e non esiste alternanza …per me non c’è democrazia compiuta
A Piacenza mi sembra proprio che l’alternanza sia abbastanza frequente, quindi?
Mi viene, invece, in mente la famosa frase del mafioso Mariano “uomini, mezz’uomini, ominicchi, e i quaquaraquà”:
E preferisco ringraziare gli “uomini” che hanno firmato la “lettera aperta” sopracitata.
Ivo Salvini