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Caso Negri: la Corte d’appello di Bologna assolve Annalisa Belloni con formula piena

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Caso Negri: arriva un’assoluzione con formula piena per Annalisa Belloni, filologa e compagna del compianto professore emerito di Diritto romano all’Università Cattolica. La Corte d’appello di Bologna, lo scorso 20 ottobre, con una sentenza di oltre 50 pagine ha riformato integralmente il verdetto di primo grado del Tribunale di Piacenza, sollevando l’imputata dall’accusa di circonvenzione d’incapace «perché il fatto non sussiste».

I punti chiave

Nel settembre del 2024, il Tribunale di Piacenza aveva condannato Annalisa Belloni a un anno, tre mesi e dieci giorni di reclusione. L’accusa ipotizzava un piano preordinato per isolare il professor Giovanni Negri, scomparso nel 2020, approfittando di un suo decadimento cognitivo diagnosticato tre anni prima. L’obiettivo era indurlo a compiere atti pregiudizievoli: un matrimonio religioso, la firma di una procura speciale, la redazione di un testamento a favore della Belloni e il versamento di ingenti somme per la ristrutturazione del Castello di Momeliano, dimora storica di Negri.

Tuttavia, i giudici d’appello di Bologna hanno accolto i motivi della difesa, smontando su tutti i fronti l’impianto accusatorio a carico della compagna del professore. Secondo la Corte, non vi è stata alcuna manipolazione, bensì un rapporto di assistenza e affetto nato in ambito accademico che si è consolidato nel tempo, dopo la scomparsa della moglie del docente nel 2014.

Volontà consapevole

Il punto centrale della sentenza riguarda la capacità di intendere e di volere del professor Negri. Sebbene fosse affetto da un disturbo neurocognitivo, i giudici hanno sottolineato come  il docente avesse conservato una «capacità affettivo-emozionale» e una lucidità sufficiente per gestire i propri legami personali e gli obiettivi esistenziali. Le testimonianze raccolte hanno descritto un uomo curato, sereno e partecipe della vita sociale, lontano dall’immagine di una persona manipolata da Annalisa Belloni.

Il matrimonio religioso, celebrato nel gennaio 2019, è stato giudicato coerente con il percorso di vita di Negri e con il suo desiderio di non restare solo, seguendo un modello di accudimento già sperimentato con la prima moglie invalida. Anche il testamento e la procura per la partecipazione all’associazione degli Scholars dell’Università Cattolica sono stati riletti come atti volti a dare continuità al progetto culturale del professore: trasformare il Castello di Momeliano in un centro studi di alto livello.

Sostegno finanziario

Tra gli aspetti più eclatanti della sentenza della Corte d’appello c’è quello economico. Mentre l’accusa parlava di un patrimonio via via minato nelle sue sostanze, le indagini contabili hanno rivelato una realtà opposta: Annalisa Belloni aveva sostenuto finanziariamente il professore.

I lavori edili effettuati al Castello di Momeliano erano stati imposti da un’ordinanza urgente del Comune di Gazzola a causa di crolli strutturali. Per far fronte a tali spese, la Belloni aveva erogato prestiti infruttiferi a Negri per 68.000 euro, risultando di fatto creditrice nei confronti del compagno. Questo elemento ha escluso radicalmente il “profitto” necessario per configurare il reato di circonvenzione d’incapace.

Al capolinea

La Corte d’appello ha dunque ribaltato la sentenza di condanna in primo grado, disponendo l’assoluzione di Annalisa Belloni e la revoca delle statuizioni civili a suo carico. Per lei si chiude così un capitolo doloroso che l’aveva dipinta come una persona interessata solo al patrimonio dell’insigne giurista. La sentenza di Bologna in sostanza ha restituito dignità non solo ad Annalisa Belloni, ma anche alla memoria del professor Giovanni Negri: non una vittima inerme, ma un uomo che ha scelto chi avere accanto negli ultimi anni della sua vita.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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