Antonietta Negri ha uno sguardo sereno, quello di una donna convinta di aver fatto le scelte giuste: “Adesso va meglio, perché mio fratello Giovanni è al sicuro. Finalmente, dopo anni di preoccupazioni, le cose si stanno chiarendo”.
La dottoressa Negri, come la sua famiglia, a Piacenza è ben conosciuta. Laureata in giurisprudenza, diventa avvocato come il padre Gino, noto cassazionista e grande esperto di diritto minerario, ma non esercita la professione forense. Sceglie di lavorare nel settore pubblico, dove sale tutti i gradini nel settore economato dell’Azienda sanitaria piacentina. Poi dirige per 18 anni l’Istituto Vittorio Emanuele. Protagonista della nascita dell’Asp (Azienda servizi alla persona) del comune di Piacenza, dopo aver raggiunto la pensione, sempre come direttore, guida un’altra casa di riposo della città emiliana, La Madonna della Bomba, per quattro anni.
Adesso, suo malgrado, Antonietta Negri è tra i protagonisti di una vicenda che ha scosso profondamente la sua famiglia e la città emiliana. Il caso è esploso la settimana scorsa. Quattro persone – la moglie del professor Negri, Annalisa Belloni (sposata solo con rito canonico nel 2019), l’avvocato Alessandro Miglioli (difensore del professore), Mario Poggi e Giampietro Taina (testimoni del matrimonio) – sono accusate dal sostituto procuratore Matteo Centini di circonvenzione d’incapace ai danni dell’ottantenne ex docente universitario, tra l’altro già preside della Facoltà di Giurisprudenza della Cattolica di Piacenza.
In via cautelare, il Gip Fiammetta Modica ha disposto per la moglie Annalisa Belloni il divieto di avvicinamento (e di comunicazione) al professor Negri; per l’avvocato Miglioli (tra l’altro vicepresidente dell’Editoriale Libertà) che ha respinto le accuse, il Gip ha stabilito la sospensione per sei mesi dall’esercizio della professione forense.
Intanto sulla vicenda a Piacenza le voci corrono; così Antonietta Negri ha deciso di mettere un punto fermo e di raccontare la sua versione dei fatti.
Dottoressa Negri, prima di tutto ci dica di suo fratello: come sta? Ha potuto incontrarlo?
“Sta bene; dopo le disposizioni del Gip non l’ho ancora incontrato, ma spero di poterlo fare presto”.
Dove si trova il professore?
“Non ne posso parlare, ma ci tengo a dire a tutti coloro chi gli vogliono bene che mio fratello è in buone mani, accudito come si deve”.
Da quanto tempo non lo vede?
“Da due anni, quando nell’agosto del 2018 lui e la Belloni passano a trovarmi. Per l’ennesima volta mi rendo conto che le condizioni di mio fratello stanno peggiorando. Dopo la visita ne parlo con lei al telefono in modo risoluto, invitandola ancora una volta a collaborare per il bene di Giovanni. Poco dopo la Belloni mi informa attraverso un’amica comune che non l’avrei più rivisto. E così è stato”.
Quando Annalisa Belloni entra nella vita di suo fratello?
“Posso dirle quando è entrata nella mia. Siamo nel 2016, mio fratello mi parla di una mostra di quadri che vorrebbe allestire nelle sale del castello di Momeliano di nostra proprietà. Gliel’ha chiesto una sua amica, la Belloni appunto, conosciuta alla Cattolica di Milano. Si tratta di aiutare una conoscente della donna, la vedova del pittore Gianfranco Manara, in difficoltà economiche. ‘La mostra durerà una quindicina di giorni’, mi dice. Lo accontento e conosco la Belloni qualche tempo dopo, quando accompagna Giovanni a casa mia, per Ferragosto”.
Poi che cosa accade?
“A Milano, la Belloni, che ha pressapoco l’età di mio fratello, inizia a frequentarlo sempre più assiduamente; e con la scusa di questa esposizione di quadri, che poi diventerà permanente nonostante le mie proteste, lo segue anche al castello di Momeliano, dove Giovanni risiede da sempre”.
All’epoca suo fratello iniziava a mostrare dei problemi di salute?
“Avevo l’impressione già dal 2016 che stesse perdendo la memoria, lui che invece era sempre stato così meticoloso su orari e appuntamenti. Una situazione che si aggrava verso la fine del 2017 e che diventa anche un campanello d’allarme sui comportamenti della Belloni”.
Ci spieghi…
“Alla vigilia del Natale 2017 la Belloni mi informa che entrambi sono febbricitanti a casa sua e che non verranno da me come avevamo stabilito. Poi, da una successiva telefonata di un amico scopro che Giovanni in precedenza è stato ricoverato a Milano per problemi cerebrali. Allora le chiedo come mai non sono stata informata”.
La risposta?
“Lei sostiene che gliel’ha vietato mio fratello, perché non voleva che mi preoccupassi. Non le credo. E poco tempo dopo scopro che la Belloni inizia a occuparsi sistematicamente anche di tutti gli affari di Giovanni”.
Che cosa succede?
“Come dicevo, il castello di Momeliano è la residenza di mio fratello, anche se la proprietà è di entrambi in parti uguali. Abbiamo sempre gestito immobili e terreni insieme, ma io gli ho sempre lasciato tutti i proventi perché potesse provvedere all’amministrazione di questi beni, visto che abita lì”.
Mai un problema?
“Mai. Senonché, dopo il peggioramento delle sue condizioni di salute e i danni causati quell’inverno dal gelicidio, a inizio febbraio 2018 informo mio fratello telefonicamente che bisogna intervenire sul parco in pessime condizioni: avrei provveduto a chiamare un giardiniere per sistemarlo, oltre ad occuparmi degli affari correnti, vista la sua momentanea assenza. Ad aprile organizziamo insieme un incontro con uno dei nostri affittuari. Ma all’appuntamento c’è solo l’affittuario: mi spiega che in precedenza ha ricevuto una visita di mio fratello e della Belloni. Lei l’ha informato che diventava l’unica referente del professor Negri per i rapporti relativi a Momeliano. Poi mi mostra una mail”.
Con che contenuto?
“Nella mail c’è scritto che mio fratello ha affidato all’avvocato Salvatore Dattilo i suoi rapporti con gli affittuari. Può immaginare come mi sia sentita”.
Ha chiesto spiegazioni?
“Certamente; ferma restando la mia stima per l’avvocato Dattilo, a quel punto ho capito che mio fratello aveva perso definitivamente il controllo della situazione”.
Ma poi vi siete visti ad agosto, come ci ha raccontato prima, l’ultima volta che ha incontrato suo fratello…
“Speravo di sistemare le cose con la Belloni, ma si è rivelato un inutile tentativo di riappacificazione”.
Quindi che cosa decide di fare?
“Chiamo l’avvocato Dattilo, grande amico di mio fratello fin dai tempi del liceo, perché mi aiuti a risolvere la situazione. Lui propone di far visitare Giovanni da un medico per verificare le sue condizioni. Dopo la visita, appare chiara l’opportunità della nomina di un amministratore di sostegno. La Belloni rifiuta, dicendosi pronta a sposare Giovanni. A quel punto non ho più perso tempo”.
Come si è mossa?
“Siamo a ottobre 2018. Prendo due iniziative. Un esposto in Questura, spiegando cosa stava succedendo e chiedendo una verifica della situazione. Faccio presente anche un altro particolare. La vedova del pittore Manara nel frattempo era mancata. Avevo scoperto che la Belloni ne era l’amministratrice di sostegno ed aveva ereditato quasi tutto il suo ingente patrimonio”.
La seconda iniziativa?
“Presento un ricorso, con l’assistenza dell’avvocato Fabio Callegari, rivolto al Giudice tutelare di Piacenza perché nomini al più presto un amministratore di sostegno per mio fratello”.
Si è proposta lei per questo ruolo al Giudice tutelare Lucia Dellapina?
“Assolutamente no; ho chiesto che venisse nominato un terzo, proponendo l’avvocato Dattilo”.
Perché?
“Proprio per la sua antica amicizia e la consuetudine familiare con mio fratello. Il giudice, anche sulla base della documentazione medica a corredo del ricorso, accetta la mia richiesta. Dattilo entra in carica e passato il Natale 2018, mio fratello e la Belloni vengono informati di questo provvedimento del Giudice tutelare”.
Le reazioni?
“Nonostante tutte le rassicurazioni di Dattilo e la sua disponibilità a collaborare per il bene di mio fratello, la Belloni non vuole sentire ragioni”.
E così arriviamo al matrimonio tra suo fratello e la signora Belloni.
“Il rito religioso, all’insaputa dell’amministratore di sostegno, viene celebrato a Bobbio pochi giorni dopo, il 4 gennaio 2019. Successivamente la Belloni chiede la registrazione del matrimonio al comune di Bobbio, ma l’ufficio anagrafe si rifiuta per la mancanza delle pubblicazioni. Riprova nel comune di Gazzola, ma ottiene la stessa risposta; quindi il matrimonio non ha effetti giuridici sul piano civile”.
A questo punto entra in campo l’avvocato Miglioli…
“Una persona che conosco dai tempi della scuola e che ho sempre stimato. Viene nominato difensore di mio fratello. Miglioli si oppone all’amministrazione di sostegno, asserendo che non sia necessaria per Giovanni; chiede che tutta la questione sia trasferita a Milano, visto che mio fratello ha una casa anche là; infine propone l’allontanamento dell’avvocato Dattilo che non sarebbe gradito a mio fratello”.
Che decisioni prende il Giudice tutelare?
“Dopo alcune udienze, conferma l’amministrazione di sostegno, Piacenza come sede competente, e da inizio febbraio 2020 sostituisce Dattilo, un caro amico che mi spiace aver coinvolto in questa vicenda, con l’avvocato Claudia De Monti“.
Come valuta l’intervento della Procura, che a seguito delle indagini della Questura ipotizza il reato di circonvenzione d’incapace per la signora Belloni, l’avvocato Miglioli, Poggi e Taina? E come la pensa sui duri provvedimenti cautelari decisi dal Gip?
“Se qualcuno ha sbagliato pagherà. Le posso dire che le forze dell’ordine e i magistrati fanno il loro lavoro. A me adesso interessa solo la salute di mio fratello, che spero possa riprendersi al più presto da questa brutta storia”.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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