Gennaro Sangiuliano ha rassegnato le sue dimissioni. Il nuovo ministro della Cultura è Alessandro Giuli, presidente del Maxxi di Roma, che ha giurato in serata al Quirinale. Si spengono così i riflettori istituzionali su una vicenda che ha tenuto banco dal 26 agosto scorso, quando Dagospia ha pubblicato le prime notizie sul legame di Sangiuliano con Maria Rosaria Boccia, imprenditrice campana che negli ultimi mesi aveva affiancato il ministro in molte occasioni pubbliche.
Il rapporto addirittura era sfociato in una nomina di Boccia a consigliere del ministro per i grandi eventi, poi ritirata. E dalla revoca è partita tutta la querelle mediatica sulla relazione tra i due. Un batti e ribatti alimentato attraverso il profilo Instagram dell’imprenditrice: in risposta alle smentite di Sangiuliano, via via Boccia pubblicava documenti, audio, foto e video, con il coinvolgimento anche delle attività istituzionali del ministro.
Il tutto in queste due settimane è stato ripreso a piene mani dai mezzi d’informazione in un crescendo d’imbarazzo, a partire dalla presidente Giorgia Meloni, che alla fine ha portato all’addio di Sangiuliano. Ma vediamo cosa ha scritto oggi l’ex ministro, che nel finale della lettera di dimissioni inviata alla premier pare adombrare addirittura un’ipotesi di complotto…
«Caro Presidente, cara Giorgia,
dopo aver a lungo meditato, in giornate dolorose e cariche di odio nei miei confronti da parte di un certo sistema politico mediatico, ho deciso di rassegnare in termini irrevocabili le mie dimissioni da Ministro della Cultura.
Ti ringrazio per avermi difeso con decisione, per aver già respinto una prima richiesta di dimissioni e per l’affetto che ancora una volta mi hai testimoniato.
Ma ritengo necessario per le Istituzioni e per me stesso di rassegnare le dimissioni. Come hai ricordato di recente, stiamo facendo grandi cose, e lo dico come comunità politica e
umana alla quale mi sento di appartenere.
Sono fiero dei risultati raggiunti sulle politiche culturali in questi quasi due anni di Governo. A partire dall’aver messo fine alla vergogna tutta italiana dei musei e dei siti culturali chiusi durante i periodi di ferie, aver incrementato in appena un anno il numero
dei visitatori dei musei (più 22 per cento) e gli incassi degli stessi (più 33 per cento). A dicembre a Milano aprirà palazzo Citterio acquistato dal ministero nei primi anni Settanta e poi rimasto inutilizzato per decenni. Sono ben avvianti grandi progetti come l’ex Albergo dei Poveri di Napoli, l’ampliamento degli Uffizi in altre sedi e l’investimento per la Biennale di Venezia.
Per la prima volta in Italia sono state organizzate grandi mostre su autori e personaggi storici che la sinistra aveva ignorato per ragioni ideologiche. Sono consapevole, inoltre, di aver toccato un nervo sensibile e di essermi attirato molte inimicizie avendo scelto di rivedere il sistema dei contributi al cinema ricercando più
efficienza e meno sprechi.
Questo lavoro non può essere macchiato e soprattutto fermato da questioni di gossip. Le Istituzioni sono un valore troppo alto e non devono sottostare alle ragioni dei singoli. Io ho bisogno di tranquillità personale, di stare accanto a mia moglie che amo, ma
soprattutto di avere le mani libere per agire in tutte le sedi legali contro chi mi ha procurato questo danno, a cominciare da un imminente esposto alla Procura della Repubblica, che intendo presentare.
Qui è in gioco la mia onorabilità e giudico importante poter agire per dimostrare la mia assoluta trasparenza e correttezza, senza coinvolgere il Governo. Mai un euro del Ministero è stato speso per attività improprie. L’ho detto e lo dimostrerò in ogni sede
Non solo. Andrò fino in fondo per verificare se alla vicenda abbiano concorso interessi diversi e agirò contro chi ha pubblicato fake news in questi giorni».





