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Castelli di sabbia o solido cemento, per rilanciare il centrosinistra alle Comunali di Piacenza?

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Massimo Castelli: sarà lui l’hombre del partido? Sarà lui il collante capace di rimettere insieme i cocci di Alternativa per Piacenza e guidare la coalizione alla vittoria nelle Comunali di primavera? Non c’è dubbio che il suo nome, svelato da Libertà, ha fatto rumore. E dopo tanti giorni bui è sembrato un raggio di sole capace di illuminare e riscaldare il raggelato ambiente del centrosinistra piacentino giunto sull’orlo del disastro. Dimostrando pure che a guardar bene, le risorse per uscire dall’impasse si possono trovare senza andare tanto lontano, in quel mondo dei candidati civici che finora hanno arricciato il naso.

Castelli, sindaco di Cerignale al terzo mandato (è stato rieletto nel 2019), alla ribalta nazionale è noto come coordinatore dei piccoli Comuni dell’Anci. Ed è un tipo che non si tira indietro. L’ha dimostrato anche nell’ultima campagna elettorale per le Regionali. Candidato nel 2020 per “Emilia-Romagna Coraggiosa”, la lista di sinistra a sostegno di Bonaccini, ha fatto bene, portando a casa oltre 2.800 preferenze.

Per non parlare delle sue posizioni battagliere sulla vicenda del crollo del Ponte Lenzino in Alta Val Trebbia; o sul rinnovamento dei vertici del Gal del Ducato, dove Castelli è stato il portavoce dei sindaci piacentini di collina e montagna che lamentavano la loro esclusione dai vertici dell’Ente. L’inizio di un braccio di ferro che alla fine ha portato proprio un ex sindaco come Gino Losi (già primo cittadino di Bettola ma per il centrodestra) alla guida del Gruppo di azione locale dei territori di Piacenza e Parma.

Sul piano del carattere e dell’esperienza politica-amministrativa quindi nulla da dire; anche se dopo i primi entusiasmi per un sindaco che ad esempio all’ambiente ci tiene eccome, qualcuno ha ricordato che battuta Patrizia Barbieri, passare comunque da un Comune di 120 abitanti a uno da 100mila non sarà uno scherzo.

Ma è indubbio che Castelli piace. E piace fuori e dentro al Partito democratico. Strizza l’occhio a sinistra e potrebbe dare una certa solidità al centro. Si dice che per esempio dalle parti di via Sant’Eufemia, dove ha sede la Fondazione di Piacenza e Vigevano, abbiano gradito il suo nome… Potrebbe essere lui il Reggi degli anni 20? Perché no, anche se nonostante l’aspetto giovanile per l’anagrafe è ormai vicino ai 60.

Resta però da sciogliere il nodo normativo. Per candidarsi a sindaco di Piacenza Castelli infatti dovrebbe dimettersi da primo cittadino di Cerignale. E in caso di sconfitta, senza garanzie, potrebbe restare con il cerino in mano. Per uno come lui una battuta d’arresto oggi impensabile.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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