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Cavalli: vi racconto il futuro di Piacenza Expo, che sarà il volano del nostro territorio

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Giuseppe Cavalli, amministratore unico di Piacenza Expo

Giuseppe Cavalli è un fiume in piena: nuovi soci, un aumento di capitale da 2,5 milioni di euro, più spazi espositivi e nuovi eventi. Dopo la riconferma alla guida di Piacenza Expo per i prossimi tre anni, l’amministratore unico dell’ente – che di mestiere fa l’imprenditore (è il titolare della Colori Saiani) – ci racconta i progetti per far crescere la Fiera della città emiliana e farla diventare un vero motore dello sviluppo dell’intero territorio piacentino.

Cavalli, a quali meriti attribuisce il suo rinnovo, dopo che il sindaco Patrizia Barbieri l’ha fortemente voluta alla guida di Piacenza Expo nel 2017?

“Guardi, l’unico merito che mi prendo rispetto al triennio appena concluso si spiega con una sola parola: entusiasmo. Un entusiasmo che ha fatto breccia in quel torpore che caratterizza un po’ Piacenza e i suoi ambienti economici. Oggi attorno a Piacenza Expo c’è fermento, voglia di fare e di collaborare. Questo non solo in città e sul territorio provinciale, come dimostra l’interesse manifestato della Regione Emilia-Romagna, che rientrerà nella nostra compagine azionaria”.

Chi spinge di più per una nuova stagione di Piacenza Expo?

“C’è grande attenzione da parte delle associazioni di categoria, come Coldiretti, Confagricoltura e il Consorzio Piacenza Alimentare; senza dimenticare Federalberghi. Tutti hanno capito l’importanza di questa Fiera. E l’epidemia di Covid ne è stata l’ennesima prova”.

In che senso?

“Le faccio solo un esempio: senza le fiere a causa del lockdown, il nostro sistema ricettivo, alberghi e ristoranti, si è bloccato completamente. E non lo dico io, l’hanno confermato i protagonisti di queste attività. D’altra parte, sono i numeri a dimostrare il valore del nostro lavoro: gli espositori di Piacenza Expo sono passati dai 2.046 del 2017 ai 2.473 del 2019 (+17,26%); mentre i visitatori, nello stesso periodo, sono cresciuti da 149.627 a 193.658 (+22,73%). Chi altri ha garantito flussi del genere al nostro territorio nel 2019?”.

Però il bilancio 2019 di Piacenza Expo è molto negativo, per non dire da profondo rosso con un disavanzo da 1,4 milioni di euro su un fatturato di poco più di 2 milioni…

“Questo saldo negativo deriva dalla vicenda Imu. A Natale 2019 il Comune (l’azionista di maggioranza di Piacenza Expo con il 54% delle quote, ndr) ci notifica le cartelle esattoriali del 2013 e del 2014, per un valore di circa 280mila euro. Un problema che hanno avuto un po’ tutti gli enti fieristici su scala nazionale. E che nasce dal fatto che tutte le strutture sono state accatastate nella categoria D, come se fossero dei centri commerciali. Ma noi non siamo aperti 365 giorni su 365. Va bene se sfruttiamo i nostri spazi 50 giorni all’anno”.

Come si risolve questo problema?

“Il corretto accatastamento per gran parte degli immobili degli enti fieristici è nella categoria E, quella delle aperture straordinarie. All’inizio dell’anno ho proceduto subito ai nuovi accatastamenti, ripartendoli in modo corretto, tra ambienti commerciali e non. Un’operazione che per il futuro ha ridotto a un terzo i costi dell’Imu precedente”.

Ma il debito pregresso è rimasto…

“Certo, perché chi ha amministrato prima di me nel dubbio forse ha preferito aspettare che si dirimesse la questione a livello centrale e non pagare l’Imu. Invece io ho fatto subito un’altra scelta: incidere pesantemente sul bilancio, mettendo a debito non solo la tassazione richiesta per il biennio 2013-2014, ma quella dell’intero periodo fino allo scorso anno, compresi sanzioni e interessi, per un totale di altri 815mila euro circa. In totale siamo arrivati a quasi 1.100.000 euro, una cifra che verrà pagata al Comune di Piacenza con una rateizzazione. Ecco il motivo di questo disavanzo così pesante nel bilancio 2019”.

Un conto salatissimo; senza questa partita straordinaria, quale sarebbe stato il bilancio 2019?

“Avrebbe fatto segnare un attivo di circa 250mila euro. E tenga conto che parliamo del cosiddetto anno zoppo, quello che non prevede l’importantissima Fiera del Geofluid, che ha cadenza biennale. Un risultato reso possibile anche da tre eventi nuovi: Colorè, Refrigera ed Emilia.it. L’obiettivo è riequilibrare proprio la differenza con l’anno Geofluid, potenziando le manifestazioni per arrivare agli stessi risultati anno su anno e non ogni biennio”.

Continuiamo a parlare del futuro: come valuta il ritorno della Regione tra gli azionisti di Piacenza Expo? In passato c’erano state scintille sulle prospettive dell’ente piacentino che Bologna voleva si alleasse con Rimini Fiere…

“Questo ritorno l’ho voluto fortemente. Ho richieste esterne per nuove manifestazioni ed è il momento di investire su nuove strutture per ampliare offerta e partecipazione. Così sono andato a Bologna e ho presentato il nuovo piano di sviluppo. La Regione storicamente ha sempre dato la precedenza alle fiere di Parma, Bologna e Rimini. Ma adesso a quanto pare ha cambiato idea”.

E sulle alleanze, nessuna imposizione?

“Sono stato chiaro: io lavoro per il territorio piacentino e non voglio vincoli per il suo rilancio. Per il futuro vedremo quali opportunità si apriranno. Le dico solo che prenderò in considerazione ipotesi di collaborazione anche fuori dal territorio regionale quando non ci saranno più antagonismi e prevaricazioni, perché in un’alleanza ci devono essere vantaggi per tutti, non a parole ma nei fatti”.

Quanto ha pesato su questo cambio di rotta deciso a Bologna il fatto che Vincenzo Colla, l’assessore regionale allo Sviluppo e al Lavoro, sia piacentino?

“Piacentino o no, l’assessore Colla mi ha fatto un’ottima impressione; ha capito il valore della nostra proposta e ha deciso di essere al nostro fianco in questa partita. Non solo riprendendosi l’1% che la Regione aveva ceduto in precedenza, ma promettendo di ampliare il suo peso nella compagine azionaria con l’acquisto di nuove quote. Anche perché le risorse regionali per il rilancio post-Covid adesso ci sono. E investire su Piacenza Expo può diventare un mezzo per rilanciare in modo trasversale l’intero territorio provinciale martoriato dall’epidemia che qui ha colpito ben più di altrove”.

Oltre a un aumento di capitale da un milione di euro ai soci attuali, lei ne ha proposto uno esterno da un milione mezzo per i nuovi soci; una cosa che si fa se si sta già trattando con qualcuno che ha dato la sua disponibilità… A che punto siamo?

“Adesso le posso solo dire che siamo a buon punto, ma non mi chieda dei nomi perché non li farò”.

Almeno ci dica da dove vengono le manifestazioni d’interesse…

“Diciamo che l’interesse per entrare in Piacenza Expo sta arrivando dal mondo delle associazioni di categoria”.

Niente privati piacentini?

“Siamo in trattativa con operatori del mondo dei servizi e di tipo finanziario. Importantissimi, ma non mi faccia dire di più”.

Un’ultima domanda: ha annunciato un nuovo padiglione da 1.800 metri quadrati, ma che cos’ha in mente per la storica Cascina San Savino, di proprietà del Comune e ai confini dell’area fieristica, dove ha detto di voler intervenire?

“Faremo un sopralluogo con la Soprintendenza. Verificheremo la parte vincolata e in relazione a quella recupereremo quanto sarà possibile nel pieno rispetto del valore storico dell’immobile, demolendo il resto. L’idea è di creare un altro parcheggio, ma soprattutto un centro servizi con una cittadella del gusto corredata da negozi in grado di garantire un turnover di tutte le aziende agroalimentari del nostro territorio. Insomma, San Savino deve diventare un vero biglietto da visita di Piacenza per chi arriva dall’autostrada. Un bel biglietto da visita che Piacenza si merita senza alcun dubbio”.

 

 

 

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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