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Chiesa in affanno: che scelte farà il nuovo Papa?

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Papa: mi chiedo come sarà e come si comporterà il nuovo Pontefice. Non suoni blasfemo: a dicembre Papa Bergoglio compirà 87 anni, due più di Wojtyla, sette più di Montini e sei più di Roncalli. Anche se, come pure ha lasciato intendere, potrebbe non dimettersi, comunque l’avvento di un successore non è così lontano dall’evitare di ipotizzare come si comporterà. E non parlo solo delle aspre prese di posizione sui migranti, con le quali ha redarguito tutta la comunità europea, partendo proprio dal suo ospite Macron. Parlo del mancato segno di croce davanti alla salma di Napolitano, sembra per evitare di mettere in imbarazzo i familiari presenti.

Dalla Germania al Sudamerica

Che sia un papato anomalo è nei fatti: tutto l’episcopato tedesco è in fermento e sembra preannunciare una nuova diaspora, in polemica con Bergoglio. Tale disagio deriva da una posizione dell’episcopato tedesco più “a sinistra” di Bergoglio. Il cammino Sinodale tedesco ha nella sua agenda cambiamenti radicali su morale sessuale, ruolo delle donne, celibato, partecipazione ai sacramenti e scelta dei vescovi.

In Italia molti lamentano la decisione di Bergoglio di ridurre drasticamente la messa in latino, così cara a papa Ratzinger. Se è calata la tensione sui casi di pedofilia che per tanti anni avevano tenuto in fibrillazione la Chiesa, non si può negare che l’istituzione sia in crisi: nell’America Latina, culla di papa Bergoglio, crescono a dismisura le sétte pentecostali. Nel 2014, dati del Pew Research Center alla mano, la popolazione latinoamericana dichiaratamente cattolica era scesa al 69%, il 23% di fedeli in meno dal 1970, mentre i protestanti evangelici erano cresciuti dal 9% al 19% della popolazione totale.

Parlare con tutti

Bergoglio, e non può che essere così, persegue una sua idea peculiare della Chiesa che accontenta molti e scontenta altri. Ma non vogliamo qui discutere l’azione o le idee di Papa Francesco. Ci chiediamo come si comporterà il suo successore. In questi giorni uno dei cardinali italiani più rappresentativi, Matteo Maria Zuppi, si è recato alla festa di Rifondazione Comunista di Bologna (la sua diocesi). «Credo sia importante parlare con tutti», ha dichiarato. E dal punto di vista evangelico il suo discorso non fa una grinza. In più è andato a parlare di pace in Ucraina, tanta roba, per carità. Ma quanti fedeli avranno storto il naso? È questa la Chiesa del futuro? Il nuovo Papa potrà tornare a calzare le scarpe rosse di Ratzinger, attinte direttamente dal potere imperiale di Bisanzio? Dovrà per forza muoversi su un’utilitaria o potrà usare ancora la papamobile di Wojtyliana memoria? Potrà tornare ad abitare nel lussuoso appartamento nel palazzo apostolico o dovrà restare in una camera d’albergo come fa Bergoglio a Santa Marta?

Simboli e autonomia 

Ogni Papa può decidere come muoversi in perfetta autonomia rispetto ai predecessori, come insegna appunto Bergoglio che, succeduto a Ratzinger che amava le stoffe preziose, le mantelline di velluto rosso e gli apparati fastosi, ha immediatamente spiegato che lui ha tutt’altre idee. Al cerimoniere che gli porgeva la stola il giorno stesso della sua elezione, per benedire la folla in piazza San Pietro, ha risposto che non la voleva indossare. E quando il cerimoniere ha aggiunto che era necessaria gli ha ingiunto: «E allora la indossi lei».

Pensiamo all’incedere di Papa Pacelli, ieratico sulla sua sedia gestatoria, contornato dai flabelli e dalla guardia nobile. Gli è succeduto Paolo VI che ha indossato una sola volta la tiara (peraltro più simile ad un missile che a una corona) e poi l’ha subito venduta per dare i soldi ai poveri. Papa Luciani ha rifiutato l’incoronazione e la sedia gestatoria. E Wojtyla non si è sognato, a sua volta, di rimetterle in vigore. Ogni Papa può fare quello che vuole, ma i precedenti sono macigni, difficilissimi da rimuovere. E in una Chiesa in affanno com’è quella attuale, il successore dovrà stare molto attento ai segni esteriori, per evitare cadute disastrose.
(articolo pubblicato su ItaliaOggi)

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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