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Cibus: aziende piacentine in primo piano alla grande vetrina dell’agroalimentare italiano

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Prometteva di essere un’edizione record quella appena conclusa di Cibus 2024, il Salone internazionale dell’alimentazione di Parma. E così è stato per l’evento di riferimento dell’agroalimentare italiano: ha totalizzato oltre 75.000 presenze, con un balzo del 25% rispetto all’edizione precedente. D’altra parte bastava vedere il grande eco su stampa e tv, gli enormi parcheggi pienissimi e le colonne chilometriche di auto parcheggiate lungo la strada per la Fiera, fino al numero impressionante di top buyer alla quattro giorni, per avere la sensazione di una forte crescita della kermesse, poi confermata dai dati ufficiali.

Una conferma percepita e apprezzata anche dalle aziende presenti: non sono poche infatti le realtà piacentine che, ragionando in prospettiva, valutano un proprio impegno anche maggiore per partecipare alle prossime edizioni del Salone, che si è confermato luogo prediletto dai player anche per confrontarsi sulle ultime novità.

I numeri di un comparto strategico

Il Cibus è un evento centrale e attesissimo nel panorama dell’agroalimentare made in Italy, frutto della collaborazione ormai consolidata tra Fiere di Parma e Federalimentare. Quella di quest’anno, la 22ª edizione, ha superato ogni altra per numero di espositori, con oltre 3.000 brand tra stand accattivanti, accoglienti e capaci di comunicare la filosofia e l’identità delle diverse aziende, che andavano da quelle a conduzione famigliare fino ad articolatissime società multinazionali.

Come abbiamo visto, oltre 75.000 i visitatori che hanno raggiunto da tutto il mondo Parma, destinazione vocata sia geograficamente – è al centro della cosiddetta Food Valley – che politicamente, poiché ospita la sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

L’industria alimentare italiana, quella qui rappresentata, è sempre più sinonimo di sviluppo sociale ed economico, tanto che gli italiani la considerano uno dei principali ambasciatori del made in Italy. Numeri ben illustrati nello studio dell’Università Cattolica che evidenzia un trend di ascesa esponenziale: nel decennio 2013–2023 la crescita italiana nell’export di agrifood è stata del 27%, oltre il doppio rispetto al 12% registrato come media europea. Nel solo 2023 il valore delle esportazioni dell’industria alimentare e delle bevande è stato pari a 53,4 miliardi di euro con un incremento del 57,3% nel decennio 2013-2023.

Tradizione ma non solo

Presentati per quattro giorni i prodotti della nostra terra e i loro derivati all’insegna di una tradizione plurisecolare, cosa che non significa chiusura all’innovazione (parlo di quella rispettosa, non di quella esasperata che oramai è protagonista più nei talk show che non in cucina): presente infatti anche l’area “Cibus delle idee”, per valorizzare la spinta innovativa delle aziende espositrici.

Tra stand, cooking show, seminari e convegni, aspetti centrali sono stati il contenimento degli sprechi e la sostenibilità, che orientano ormai le scelte dei prodotti da mettere nel carrello della spesa per i consumatori del Belpaese. Ecco quindi un riferimento da non tralasciare anche per le nostre aziende: informare i consumatori finali delle caratteristiche sociali, energetiche e nutrizionali dei singoli prodotti.

Piacentini ambasciatori del gusto

Imprese ma anche “volti noti” piacentini sono stati protagonisti della kermesse parmigiana: partiamo con Stefano Chieregato, patron di Chiere ed esperto di lievitati che ha appena presentato la sua pizza “La piacentina”; Isa Mazzocchi, sensibile, estrosa e ben famosa chef de La Palta di Bilegno; Daniele Persegani, Chef di fama nazionale come volto televisivo, piacentinissimo (è di Castelvetro Piacentino); Gian Luca Cavi, gelatiere giovane ma già assurto nell’olimpo dei pluripremiati produttori di gelato artigianale con la sua gettonatissima gelateria “Magritte Gelati al Cubo” di Fidenza, che è piacentino d’origine e, lo diciamo qui in anteprima, a brevissimo arriverà anche a Piacenza con una nuova apertura in via IV Novembre.

Ottima chance per il made in Piacenza

Tra le 18 aziende piacentine al Cibus, numerose quelle riunite nel grande e ben rappresentativo stand coordinato dal Consorzio Piacenza Alimentare, col suo ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del comparto agroalimentare del nostro territorio: Antico Casale dei Conti, distribuisce e commercializza i propri prodotti nei circuiti alimentari nazionali e internazionali; Azienda Agricola Pizzavacca, produce a partire dalle materie prime coltivate in campo, salse di verdura e sottoli, confetture e nettari di frutta; Carlo Manzella & C, dal 1923 a Castel San Giovanni rappresenta una delle realtà conserviere più antiche della provincia di Piacenza occupandosi di trasformazione del pomodoro italiano da industria col marchio “Stella”; 3G, specializzata nella produzione di maionese fresca e salse a base maionese; Ma-Vi Trade, protagonista nell’esportazione di prodotti alimentari e vinicoli italiani nel mondo; Musetti, con l’apprezzatissimo caffè ma anche col vino rosé del quale abbiamo già parlato; Orto al sole, società agricola nata recentemente che porta sul mercato un nuovo modo di gustare frutta e verdura, essiccata in Chips; Salumificio San Carlo, di Ziano Piacentino.

Di grande impatto gli spazzi sviluppati da altre realtà piacentine presenti: anzitutto Colla, primaria azienda nel settore caseario specializzata in Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano e formaggi duri; Adonis, specialista in Italia dei prodotti greci; Molino Dallagiovanna, protagonista con le sue farine e preparati nel mercato internazionale e nell’alta ristorazione; La Pizza+1, storico produttore italiano di pizze in teglia, focacce e pinse; Quabas, gruppo di aziende con sede a Castelvetro Piacentino operanti nel settore delle carni – ma anche verdure – da oltre 50 anni; Steriltom, azienda familiare di trasformazione del pomodoro che lavora oltre 400.000 tonnellate di prodotto fresco e collabora con grandi clienti in ben 80 paesi del mondo; Valcolatte, di Pontenure dove raccoglie solo latte da produttori locali lavorandone, con 350 addetti, ogni giorno circa 1.100.000 litri per la produzione di mozzarella, ricotta e scamorza affumicata.

Immancabile la presenza del Consorzio Salumi Dop Piacentini, che riunisce 12 salumifici e lavora per la promozione di queste nostre bandiere gastronomiche in Italia e nel mondo: attivissimo con i suoi ottimi collaboratori ad accogliere i visitatori e grazie a innumerevoli eventi organizzati durante la manifestazione.

Efficace anche la partecipazione della Cantina Luretta, che ha saputo abbinarsi in degustazione al salmone di Upstream: un ottimo canale per far scoprire, e apprezzare, le bollicine piacentine.
Infine, presenti anche gli spazi di Coldiretti, Confagricoltura e della Regione Emilia-Romagna.

Dove ci si rivede?

Nel dopo-Salone del Cibus molti hanno deciso di fare un salto in centro a Parma, dove i turisti erano davvero numerosi, per ritrovare anche nelle attività commerciali del posto le eccellenze scoperte al Cibus: tra le loro chiacchiere una frase era ricorrente “dicono che forse sarà l’ultimo anno alla Fiera a Parma”. Se succederà quanto accaduto per il Fivi a Piacenza non lo so di certo: probabilmente sono suggestioni dopo l’integrazione tra le fiere di Parma e di Milano avvenuta l’anno scorso. Intanto una cosa è certa: le realtà protagoniste in questa edizione già pensano a come sfruttare nuovamente questa grande vetrina al prossimo giro.

Sante Lancerio
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