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Cina: i numeri di Lancet sul coronavirus fanno tremare il mondo

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Cina e coronavirus: l’epidemia si sta diffondendo a una velocità impressionante. A maggior ragione se i numeri di The Lancet fossero confermati. Secondo i calcoli della rivista scientifica, il 25 gennaio a Wuhan c’erano già 76mila contagiati. E al 4 di febbraio per l’Università di Lancaster il coronavirus avrà infettato 190mila persone, scrive Repubblica. Dati ben diversi da quelli ufficiali, sempre impressionanti, che parlano a oggi di oltre 14.400 casi, più di 300 morti a livello nazionale e di circa altrettante guarigioni.

Virus isolato in Italia

Per aiutare la Cina nessuno si sta tirando indietro. L’Italia ha annunciato di aver isolato il virus all’ospedale Spallanzani di Roma. Questo “significa avere molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccarne la diffusione”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza. La scoperta, ha assicurato il ministro all’Ansa, “sarà messa a disposizione di tutta la comunità internazionale”.

Una comunità internazionale sempre più coinvolta al fianco di Pechino. Su tutti i prodotti che possono aiutare la lotta contro il 2019-nCoV per esempio sono stati sospesi i dazi tra Cina e Usa fino al 31 marzo. E la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che è anche un medico, ha risposto alla richiesta di aiuto lanciata dal premier cinese Li Keqiang all’Europa, agevolando al massimo l’invio di forniture sanitarie.

A macchia d’olio

Intanto è arrivata la notizia della prima vittima del coronavirus, fuori dalla Cina: è un uomo di 44 anni morto nelle Filippine. Gli Stati coinvolti dal contagio sono già 27 in tutto il mondo. Con un numero crescente di Paesi che ha deciso di rimpatriare i propri cittadini (gli italiani bloccati a Wuhan dovrebbero rientrare a partire da lunedì con un apposito ponte aereo).

Dopo la chiusura dei voli decisa dal nostro Paese, altre nazioni ne hanno seguito l’esempio. E cresce la lista delle compagnie aeree che hanno interrotto i collegamenti con la Cina fino a data da destinarsi. Russia, Corea del Nord e Mongolia hanno chiuso pure i confini via terra. Stati Uniti e Australia hanno deciso di negare l’accesso anche a tutti gli stranieri che abbiano visitato la Repubblica popolare di recente.

Coronavirus e mercati

Mentre si diffonde l’epidemia di coronavirus ed è in atto una corsa contro il tempo per trovare il vaccino nei laboratori di tutto il mondo, Pechino deve sostenere anche la sua economia, che rischia di subire un pesante rallentamento a causa dell’emergenza sanitaria. Un’economia importante per l’intero pianeta. Basti pensare che secondo l’agenzia di rating Scope, come riporta Il Sole-24 Ore, la Cina nel 2019 ha pesato per il 33% sulla crescita globale, mentre gli Usa si sono fermati al 19%.

La Banca centrale del colosso asiatico ha assicurato che utilizzerà tutti gli strumenti di politica monetaria per garantire liquidità sui mercati. Ma l’impatto del coronavirus su molti settori dell’economia e della finanza non solo cinese è ancora tutta da valutare. E rischia di essere devastante come sul piano sanitario. Un contagio che nel mondo degli affari potrebbe partire dalle società che operano nei settori dei viaggi e del turismo.

 

 

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