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Cinquemila diabetici contro l’Ausl: no al trasloco del reparto a piazzale Milano e…

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Cinquemila diabetici contro l’Ausl. A Piacenza si apre la battaglia sul trasloco del reparto di Diabetologia dall’Ospedale di via Taverna alla Casa della salute di piazzale Milano. L’annuncio era stato dato lo scorso febbraio per la mancanza di spazi definita ormai “drammatica” al Polichirurgico cittadino. E la notizia aveva suscitato non poche perplessità. Ma dopo l’alzata di scudi dei cinquemila pazienti di tutta la provincia, rappresentati dall’Associazione diabetici, l’Azienda sanitaria aveva preso tempo.

La doccia fredda

Adesso però è arrivata la doccia fredda per chi sperava in uno sventato pericolo. A dare l’annuncio del trasloco imminente stavolta non è il direttore generale dell’Ausl Luca Baldino, ma la dottoressa Anna Maria Andena, responsabile del distretto sanitario cittadino: lo spostamento “si farà, nella primavera del 2022″, ha dichiarato al quotidiano Libertà. Confermando altresì che “alcuni locali di barriera Milano sono già stati svuotati nell’ottica di accogliere la Diabetologia entro i primi mesi dell’anno prossimo”.

Il no dei diabetici

Totalmente contrari a questo trasloco i referenti dell’Associazione diabetici, che affilano le armi per contrastare in tutti i modi questa decisione dell’Azienda sanitaria. “Chiediamo un dietrofront”, dicono Carlo Fantini e Luigi Tirotta a nome dei malati. “Il trasferimento è fonte di grande preoccupazione per i cinquemila pazienti seguiti nel nostro territorio”. Diabetici che per la maggior parte sono “anziani con difficoltà di deambulazione e altri problemi di salute”.

I punti critici

La prima preoccupazione nasce dal fatto che sulla Casa della salute di Piazzale Milano si riverserebbero 18-20mila accessi di diabetici l’anno. “A differenza dell’attuale sede al pianterreno dell’ospedale di Piacenza – evidenziano Fantini e Tirotta – quella ipotizzata a barriera Milano ci costringerebbe a fare i conti con la carenza di posti auto”. In una zona, oltretutto trafficatissima, visto che è lo sbocco del ponte sul Po per chi arriva dalla Lombardia. Di peggio, insomma, non si poteva pensare per riversare una massa di pazienti di questo peso.

Ma non basta. Altri punti critici, che per i pazienti mettono alla berlina questa scelta dei vertici dell’Ausl, sono la distanza dal centro prelievi che resterà in Ospedale; cosi come gli altri reparti di riferimento per le loro visite specialistiche su altre patologie correlate, costringendo i diabetici ad una spola di chilometri tra il Guglielmo da Saliceto in via Taverna e la casa della Salute a piazzale Milano, nel caso di più prestazioni concentrate nello stesso giorno. E poco cambia dopo le rassicurazioni di Andena che ha sottolineato come l’obiettivo dell’Ausl sia “di attivare una farmacia per diabetici anche a barriera Milano”. Aggiungendo che l’Azienda sanitaria “ha interessato l’Amministrazione comunale per trovare una soluzione alla questione parcheggi”.

Un solo trasloco?

In attesa che la Conferenza sociosanitaria batta un colpo, così come l’Amministrazione comunale cittadina coinvolta direttamente dall’Ausl su questa vicenda, anche alla luce delle responsabilità in campo sanitario e viabilistico del sindaco Patrizia Barbieri e della sua Giunta, nuove indiscrezioni trapelano dai corridoi dell’Azienda sanitaria.

Pare infatti che il disegno dell’Ausl sulla Casa della salute sia ben più ampio, visti i tempi per la realizzazione del nuovo ospedale alla Farnesiana; un progetto faraonico, da 240 milioni di euro, che sembra oltretutto non proceda spedito come ci si poteva aspettare, e che potrebbe trovare altri ostacoli per i ricorsi al Tar che si stagliano all’orizzonte.

Mettendo in conto dieci anni per la realizzazione del nuovo nosocomio e la “drammatica carenza di spazi” denunciata dai vertici dell’Ausl, dopo la spallata data con lo spostamento della Diabetologia, come non pensare ad altri traslochi in vista? Sfruttando gli spazi limitrofi per spostare gli uffici amministrativi, sembra che nel mirino dei vertici dell’Ausl siano entrati altri reparti ospedalieri. A partire, per esempio, da quello di Dermatologia.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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