Piacenza

Comunali, Cugini e i suoi 100 candidati: Alternativa per Piacenza inizia a far paura?

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Stefano Cugini sta lavorando bene. È questo il ritornello che si sente in giro per la città, guardando alla campagna elettorale di Alternativa per Piacenza. Ma il tono e la preoccupazione del refrain cambiano a seconda degli interlocutori. Se parli con qualche esponente del centrodestra hai l’impressione che si sfreghi le mani: in pratica, più voti prenderà Cugini con Alternativa per Piacenza meno ce ne saranno per Katia Tarasconi che con il Pd è ritenuta la vera avversaria del sindaco uscente di centrodestra Patrizia Barbieri. Se invece l’interlocutore è qualcuno dei sostenitori della consigliera regionale, traspare un certo nervosismo.

Zaino in spalla o dritta al cuore?

Il primo motivo del nervosismo sulla campagna elettorale che porterà i piacentini al voto il 12 giugno è semplice: il candidato sindaco Cugini sta già battendo i quartieri della città palmo a palmo. La serie di incontri “Zaino in spalla” sembra stia funzionando. Fa conoscere meglio Cugini alle signore Maria e ai signor Pino dalla Besurica a via Taverna, senza dimenticare gli elettori delle frazioni, da Mortizza a Roncaglia.

Per adesso, fa notare qualcuno, sono Cugini e i suoi compagni di viaggio, in primis gli altri consiglieri comunali Sergio Dagnino (5 Stelle) e Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune), che stanno mettendo in pratica lo slogan “Dritta al cuore”, scelto da Katia Tarasconi. I tre incontrano i cittadini, li ascoltano, condividono i loro problemi e promettono impegno per affrontarli. Dritto ci vanno loro, applicando un metodo classico, da vecchia politica in senso buono, anche ai tempi dei social.

Non c’è la fila

Questi però sono anche tempi di penuria di candidati, da destra a sinistra. Patrizia Barbieri, per esempio, sembra non riuscirà a presentare le due liste civiche annunciate. Al fianco delle tre di partito (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) col suo nome ce ne sarà una sola, che nel caso segnerà la convivenza (difficile?) dei candidati di Liberi, capitanati dal professor Massimo Trespidi con quelli dei fuoriusciti da Forza Italia guidati dall’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, in grande spolvero grazie alla partenza in quarta della mostra su Klimt. Per non parlare, tornando ai partiti, della famosa lista di Fratelli d’Italia che doveva essere presentata con nomi e cognomi più di un mese fa. E di cui, a parte l’annuncio del capolista, il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri, si sono un po’ perse le tracce.

Quadro non facile anche per i sostenitori di Katia Tarasconi, che sembra abbiano soprattutto problemi con la lista di Azione. Per quella che doveva essere la novità per conquistare voti al centro, mancano nomi, si dice in particolare al femminile. Un segnale di difficoltà che farebbe il paio con la proposta a Roberto Colla di fare il capolista della civica della candidata sindaco, visto che nel mondo dei moderati e dei cattolici il consigliere comunale di Piacenza Oltre è molto stimato.

Le quattro liste

Invece, e qui siamo all’altro motivo di preoccupazione per i fan di Katia Tarasconi, Cugini quatto quatto ha già messo in piedi ben 4 liste. L’ultima, annunciata l’altro giorno, è @Sinistra. Arriva dopo quelle di Alternativa Per Piacenza, Movimento 5 Stelle e di Europa Verde. Uno schieramento sempre più trasversale, dunque. E soprattutto numeroso, visto che si superano ampiamente i 100 candidati sotto le insegne dell’ex capogruppo del Pd in Consiglio comunale.

I conti sono presto fatti: 32 candidati per la lista ApP Cugini sindaco e una media di 25-27 nomi per le altre tre. Se la lista @Sinistra è un puntello indispensabile per attirare i malpancisti di Articolo1 ed Emilia Coraggiosa dalle parti della Tarasconi, poi si passa ad ambientalisti, grillini della prima ora e a rappresentanti più moderati del Movimento, che strizzano l’occhio anche al mondo cattolico.

Da Bonaccini a Sforza

Insomma, nel centrosinistra targato Pd cresce la preoccupazione già trapelata in parte alla cena elettorale con Stefano Bonaccini per Katia Tarasconi. In quell’occasione il governatore dell’Emilia-Romagna aveva parlato di “voto utile” per smontare l’interesse verso Cugini, scatenando molte polemiche. Senza dimenticare che l’arrivo al centro della lista autonoma annunciata dai Liberali piacentini del leader storico Corrado Sforza Fogliani, potrebbe rubare altri cospicui consensi al centro.

Si alza l’asticella

Così per uscire dalla tenaglia ApP-Liberali paradossalmente nei dintorni del Partito democratico si alza l’asticella. L’obiettivo più o meno dichiarato diventa far vincere Katia Tarasconi direttamente al primo turno. Un traguardo molto ambizioso, alla va o la spacca. Perché arrivare al ballottaggio contro Patrizia Barbieri con un Cugini sopra il 15% al primo turno potrebbe essere un problema. Per arrivare a palazzo Mercanti si dovrebbe cedere su scelte programmatiche e magari su assessorati o altri incarichi in modo pesante. E questo non è certo quello che ha in mente Katia Tarasconi pensando alla sua fascia tricolore.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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