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Comunali di Piacenza: le incognite che agitano il centrodestra di Patrizia Barbieri

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Piazza Cavalli durante il comizio di Giorgia Meloni, martedì 31 maggio

Comunali di Piacenza: dieci giorni al voto. E la tensione sale. I candidati sorridono, si dicono sicuri della vittoria, anche se parlare di successo al primo turno sembra un azzardo. Chi più chi meno, hanno schierato volti noti e leader nazionali. Ma va detto che alla fine l’arma della guest star è sembrata un po’ spuntata. Come dimostra la piazza Cavalli mezza vuota davanti a Giorgia Meloni martedì pomeriggio. O l’affluenza asfittica per l’ex premier Giuseppe Conte poche ore prima. Per non parlare delle presenze al lumicino che sabato scorso avevano accolto Matteo Salvini.

Quindi? I piacentini sembrano quasi indifferenti alla scelta del nuovo sindaco? La risposta è no. L’argomento tiene banco. E sono diversi i temi di cui si discute in città, che vedremo partendo dall’area del centrodestra che sostiene il sindaco uscente Patrizia Barbieri (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, affiancati da una lista civica che porta il suo nome guidata dal leader di Liberi, il professor Massimo Trespidi).

L’enigma Fratelli d’Italia

Torniamo alla delusione per l’insuccesso della manifestazione con la Meloni. Nessuno lo ammetterà ufficialmente, ma ha avvalorato una serie di domande sulla tenuta della destra storica piacentina capitanata dall’onorevole Tommaso Foti. Non dimentichiamo infatti che FdI a livello nazionale è il primo partito italiano, con quasi un quarto delle intenzioni di voto degli italiani. Sarà così anche a Piacenza? Oppure il caso Caruso e il terremoto giudiziario del febbraio scorso, che oltre a Foti ha messo fuorigioco anche l’ex assessore Erika Opizzi dalle liste elettorali (i più votati del partito nel 2017), condizioneranno i consensi del 12 giugno? E in che modo?

I dubbi sono più che plausibili, nonostante tutto l’impegno dei candidati della lista guidati dal consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri. Nel caso, l’entourage di Patrizia Barbieri, che sta spingendo al massimo sul côté civico della sua ricandidatura (vedi l’annuncio del professor Cavanna assessore alla sanità in caso di vittoria), si augura principalmente un travaso di voti interno a favore della lista Liberi, dove spiccano gli assessori uscenti ex Forza Italia Federica Sgorbati e Jonathan Papamarenghi.

Sforza in agguato…

Tuttavia è innegabile che su questo elettorato potrebbe avere il suo fascino anche la lista Liberali-Terzo Polo. Oltretutto la compagine che sostiene la candidatura a sindaco di Corrado Sforza Fogliani conta in lista una decina di giovani esponenti di Buona Destra, guidati dal consigliere comunale uscente Michele Giardino. Ma Sforza potrebbe pescare a piene mani anche in un altro bacino di voti. Per il centrodestra è infatti fonte di preoccupazione il risultato di Forza Italia, storicamente molto forte a Piacenza e guidato in campagna elettorale dal capolista ex 5 Stelle Andrea Pugni. Dopo anni di strappi, oggi il partito è ridotto in mille rivoli. Con i consiglieri comunali uscenti ex Forza Italia divisi tra lista civica a sostegno della Barbieri (Chiappa e Rabboni), Lega (Pecorara) e Liberali-Terzo Polo (Saccardi, Giardino e l’ex assessore Putzu).

Arriva Berlusconi?

In soccorso agli azzurri del coordinatore provinciale Gabriele Girometta potrebbe arrivare però un’importante iniezione di fiducia. Da qualche giorno si parla di una visita di Silvio Berlusconi a Piacenza per tentare di rivitalizzare le quotazioni del partito alle Comunali. Ma dopo tante liti e con i chiari di luna che si prospettano, magari il leader di Arcore deciderà di girare al largo per evitare di intestarsi un risultato che potrebbe rivelarsi non proprio soddisfacente.

Il paradosso leghista

E il Carroccio? Al contrario di FdI, scende ancora su scala nazionale per le ultime boutade salviniane su improbabili viaggi a Mosca. Ma a Piacenza la Lega potrebbe rivelarsi una sorpresa. Nonostante le critiche ai suoi assessori (Cavalli, Mancioppi e Zandonella), il partito potrebbe riconfermare numeri da massimo storico (12,9% nel 2017), pescando consensi proprio tra gli elettori di FdI. Un travaso su cui si addensano le attese. E su cui potrebbe pesare il placet per candidati emergenti, come il giovane presidente del Consiglio comunale Davide Garilli, e anche la riconferma in lista dell’ex senatore Massimo Polledri, mal digerita nel partito e dalla stessa Barbieri, che l’aveva cacciato dalla Giunta nel 2018. Il noto medico piacentino, dalle colorite posizioni catto-radicali, alle scorse Comunali però aveva fatto il pieno di preferenze (383). E se imbarcarlo all’ultimo per molti è stata una scelta subita obtorto collo, alla fine Polledri potrebbe fornire numeri significativi allo score leghista del 12 giugno.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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