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Comunali di Piacenza: su centrodestra e centrosinistra l’ombra del terzo polo

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Dall'alto a sinistra i senso orario: Corrado Sforza Fogliani; Marco Osnato, Patrizia Barbieri, PaolaDe Micheli, Katia Tarasconi e Paola Gazzolo

Comunali di Piacenza tra forma e sostanza. Iniziano le classiche liturgie elettorali del centrodestra e del centrosinistra, in vista del voto del 12 giugno; ma i giochi sono ancora da chiudere nell’area moderata che ruota attorno ai Liberali piacentini per capire fino in fondo ruoli e pesi degli schieramenti e dei candidati sindaco in campo.

La forma: le due coalizioni di centrodestra e centrosinistra hanno cominciato a presentare le loro liste a sostegno rispettivamente della sindaca uscente Patrizia Barbieri e della sua sfidante principale, la consigliera regionale del Pd Katia Tarasconi. Qui tutto come previsto: a bruciare le tappe con nomi e cognomi, prima Fratelli d’Italia, venerdì scorso, e poi il Partito democratico, sabato mattina, con i big in primo piano.

Tagliaferri al comando

Il partito della presidente Giorgia Meloni, che si dice sbarcherà presto a Piacenza per sostenere i suoi, presenta 32 candidati, tanti quanti i seggi da assegnare a palazzo Mercanti. Capolista il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri, seguito da alcuni consiglieri comunali uscenti; tanti nomi nuovi, ma colpiscono comunque, anche se già note, le assenze dell’onorevole Tommaso Foti e dell’ex assessore all’Urbanistica Erika Opizzi, i due esponenti di FdI più votati alle ultime elezioni del 2017.

Da De Micheli a Gazzolo

Partito democratico tirato a lucido: anche in questo caso 32 candidati con una ricca testa di lista. Per i dem spicca infatti il tris iniziale composto dall’onorevole Paola De Micheli, seguita in ordine alfabetico da Christian Fiazza, consigliere comunale e capogruppo Pd, dopo l’addio di Stefano Cugini candidato sindaco di Alternativa per Piacenza; terzo gradino invece per Paola Gazzolo, ex assessore regionale e leader della minoranza interna, che a Piacenza pesa per oltre il 40% nel partito.

Guest star e social

Le due manifestazioni elettorali naturalmente hanno visto la partecipazioni di Barbieri e Tarasconi, dei candidati in lista e di due guest star, da una parte l’onorevole Marco Osnato per FdI e dall’altra il segretario regionale dem Luigi Tosiani. Il cronista però non può che annotare la poca partecipazione popolare, se non di simpatizzanti e di qualche curioso. Segno che su questa campagna elettorale i social forse peseranno come mai prima.

Lavori in corso

Ma veniamo alla sostanza politica di questi ultimi giorni: oggi a Piacenza si chiama terzo polo. L’attenzione è rivolta infatti alla formazione legata ai Liberali piacentini che hanno rotto con il centrodestra e correranno da soli con un loro candidato sindaco. Un terzo polo che fa capo all’Associazione di via Cittadella, guidata dal leader storico Corrado Sforza Fogliani; e che vedrà la partecipazione di altri partiti, movimenti ed esponenti locali. Dalla Buona Destra del consigliere comunale Michele Giardino a Piacenza al Centro dell’ex assessore Filiberto Putzu, entrambi con un passato in Forza Italia; da Rinascimento Sgarbi, rappresentato in città dall’ex consigliere comunale Marco Elisj all’Officina delle Idee che annovera tra i suoi uomini di punta il consigliere comunale ex forzista Mauro Saccardi.

Alternativa… al centro

Come mai c’è tanta attenzione sulla nascita di questa formazione moderata? Perché al di là delle dichiarazioni di rito, secondo diversi osservatori difficilmente le due candidate principali, Barbieri e Tarasconi, vinceranno al primo turno superando il 50% dei consensi. E quindi, in vista del ballottaggio, il terzo polo potrebbe dire la sua. Se avrà il successo sperato dai suoi sostenitori, calamitando lo scontento degli elettori del centrodestra e di altri moderati che non voteranno mai il centrosinistra, potrebbe diventare il vero ago della bilancia, pesando forse più del risultato a sinistra di Alternativa per Piacenza. A maggior ragione se il terzo polo ottenesse un consenso superiore alle previsioni, che qualcuno quota già verso le due cifre, forte della disponibilità a mettersi in lista di tanti cittadini, e sottoscritta per esempio da oltre 50 aderenti all’Associazione Luigi Einaudi.

Riflettori su Sforza

Tutto dipenderà però dal nome del candidato sindaco che la lista centrista proporrà agli elettori (o le liste, perché c’è al vaglio la possibilità di una seconda formazione). E qui salgono le attese. Si parla ormai da tempo della candidatura del capogruppo liberale Antonio Levoni e di Filiberto Putzu; e non mancano altri nomi, come quello dell’amministratore unico di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli, che per candidarsi però si dovrebbe dimettere da questo incarico di primo piano.

Tuttavia è innegabile che i riflettori e non solo a Piacenza sono tutti puntati su Sforza Fogliani. Il leader dei Liberali piacentini ha già dato la sua disponibilità a scendere in campo per un seggio a palazzo Mercanti, dove tornerebbe come consigliere comunale dopo più di vent’anni. Ma non basta: preso da mille impegni tra Piacenza e Roma, Sforza da giorni sta resistendo alle sollecitazioni che gli arrivano da più parti, dentro e fuori dai Liberali, perché sciolga le riserve e accetti di candidarsi come sindaco del terzo polo. E allora sì, concludono i nostri osservatori, con un altro protagonista principale di questo livello, il film della campagna elettorale di Piacenza potrebbe riservare davvero molti colpi di scena.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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