Comune di Piacenza: scoppia un nuovo caso con al centro Luca Canessa, il direttore generale e segretario comunale di Palazzo Mercanti. Ad accendere i riflettori, l’interrogazione presentata dal consigliere comunale d’opposizione Jonathan Papamarenghi (Lista civica Barbieri-Liberi), dopo l’anticipazione sul tema fatta ieri in Consiglio. Nell’atto, l’esponente del centrodestra chiede all’Amministrazione guidata dal sindaco Pd Katia Tarasconi di fare chiarezza sull’affidamento del Piano di marketing territoriale ‘Piacenza Nexus’ (clicca qui per leggere l’interrogazione).
Le domande chiave
“L’Amministrazione era a conoscenza dei rapporti intercorsi tra il direttore generale e il soggetto beneficiario dell’affidamento?”, domanda per innanzitutto Papamarenghi nella nota che accompagna l’interrogazione. “Per quale motivo, pur in presenza di numerosi operatori qualificati nel settore, si è scelto di procedere con un affidamento diretto senza acquisire e mettere a confronto più proposte? E infine, nel fiorire di incarichi di questi ultimi anni a numerose realtà toscane (regione d’origine di Canessa, ndr) anche a discapito di quelle piacentine, esistono altri incarichi affidati dal Comune a soggetti che in passato hanno avuto analoghi rapporti con il direttore generale?”.
L’incarico alla toscana PromoPA
L’interrogazione prende le mosse dall’affidamento diretto, disposto nel settembre 2025 per un importo di 46.360 euro, alla Fondazione PromoPA di Lucca. “Una procedura consentita dalla normativa per importi sotto soglia, ma che – osserva il consigliere – sarebbe bene affiancare con l’acquisizione di più preventivi, al fine di motivare con maggiore forza la scelta del contraente, garantendo all’Ente e alla città di Piacenza trasparenza, confronto tra competenze e miglior rapporto tra qualità e costo del servizio”.
Secondo quanto emerge dagli atti consultabili, prosegue Papamarenghi, “non risulterebbero essere state richieste altre offerte economiche e tecniche, nonostante il settore del marketing territoriale possa contare su numerosi soggetti altamente qualificati, sia pubblici sia privati”.
Ruolo delicato
L’interrogazione richiama poi il ruolo particolarmente delicato del direttore generale del Comune. Si evidenzia come che non sia un semplice dipendente pubblico, ma una figura di nomina politica, fiduciaria del sindaco, cui fanno capo i dirigenti dell’Ente. Canessa a Piacenza ricopre infatti anche gli incarichi di segretario comunale e responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.
Proprio durante la presentazione ufficiale del piano di Marketing ‘Piacenza Nexus’, avvenuta lo scorso 22 aprile alla Sala dei Teatini, è stato lo stesso direttore generale a intervenire prima degli assessori e al posto dei dirigenti che invece hanno lavorato alla pratica.
La cosa è evidenziata nell’interrogazione di Papamarenghi, così come che “da verifiche facilmente riscontrabili, emergono negli anni numerosi rapporti tra la Fondazione PromoPA e l’attuale direttore generale del capoluogo emiliano. Tra questi figurano la partecipazione dello stesso Canessa come relatore a passate iniziative organizzate dalla Fondazione di Lucca e la recensione in tono elogiativo, pubblicata sui canali della stessa PromoPA nell’anno dell’affidamento del Piano, del volume da lui scritto sulla gestione del personale negli enti locali”.
Fare chiarezza
L’interrogazione sottolinea poi la recente nomina del professor Ermanno Bonomi, proprio curatore del medesimo piano ‘Piacenza Nexus’, anche nella commissione per la selezione del nuovo gestore di Palazzo Gotico e del Bar Ristorante nel Palazzo comunale.
Attraverso quest’atto, precisa Papamarenghi, “si chiede chiarezza sulla legittimità dei rapporti professionali intercorsi tra il direttore generale e chi oggi sta ricevendo, dal Comune di Piacenza, affidamenti ben remunerati. Ciò che si vuol sapere è se, proprio alla luce di tali rapporti e del ruolo apicale ricoperto dal direttore generale all’interno del Comune, non sarebbe stato più opportuno procedere con un confronto tra più operatori qualificati, così da rafforzare la trasparenza della scelta e fugare qualsiasi dubbio sulla sua opportunità. Trasparenza consiste anche nell’adottare le procedure che meglio tutelano la fiducia nei confronti del nostro Comune da parte dei cittadini e delle imprese, che sempre più spesso si vedono escluse dagli incarichi nella loro città”.








Se la destra di governo non avesse modificato il codice degli appalti , fra i suoi primi provvedimenti, questi “favoritismi” sarebbero stati un po’ più complicati.